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#arenaestiva: “Il domani tra di noi”, un film di Hany Abu-Assad, la recensione

Il domani tra di noi (The Mountain Between Us, Usa, 2017) di Hany Abu-Assad con Kate Winslet, Idris Elba, Dermot Mulroney, Beau Bridges Sceneggiatura di Chris Weitz e J. Mills Goodloe, dal Leggi »

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#arenaestiva: “Lady Bird”, un film di Greta Gerwig, la recensione

Lady Bird (id, Usa, 2017) di Greta Gerwig con Saoirse Ronan, Laurie Metcalf, Tracy Letts, Lucas Hedges, Timothée Chalamet, Beanie Feldstein, Lois Smith Sceneggiatura di Greta Gerwig Commedia, 1h 34′, Universal Pictures International Leggi »

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#arenaestiva: “Doppio amore”, un film di François Ozon, la recensione

Doppio amore (L’amant double, Francia, 2017) di François Ozon con Marine Vacth, Jérémie Renier, Jacqueline Bisset, Myriam Boyer Sceneggiatura di François Ozon e Philippe Piazzo, liberamente tratto dal romanzo “Lives of the Twins” di Joyce Leggi »

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#arenaestiva: “Hereditary – Le radici del male”, un film di Ari Aster, la recensione

Hereditary – Le radici del male (Hereditary, Usa, 2018) di Ari Aster con Toni Collette, Gabriel Byrne, Alex Wolff, Milly Shapiro, Ann Dowd, Mallory Bechtel Sceneggiatura di Ari Aster Horror, 2h 06′, Leggi »

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#arenaestiva: “Ocean’s 8″, un film di Gary Ross, la recensione

Ocean’s 8 (Ocean’s Eight, Usa, 2018) di Gary Ross con Sandra Bullock, Cate Blanchett, Sarah Paulson, Helena Bonham Carter, Anne Hathaway, Rihanna, Mindy Kaling, Awkwafina, Richard Armitage, James Corden, Elliott Gould, Dakota Fanning, Leggi »

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#arenaestiva: “Chiudi gli occhi – All I See Is You”, un film di Marc Forster, la recensione

Chiudi gli occhi – All I See Is You (All I See Is You, Usa, 2016) di Marc Forster con Blake Lively, Jason Clarke, Danny Huston, Wes Chatham, Kaitlin Orem, Miquel Fernandez, Leggi »

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#arenaestiva: “A Quiet Passion”, un film di Terence Davies, la recensione

A Quiet Passion (id, GB/Belgio, 2016) di Terence Davies con Cynthia Nixon, Jennifer Ehle, Keith Carradine, Emma Bell, Duncan Duff, Jodhi May, Catherine Bailey, Eric Loren Sceneggiatura di Terence Davies Biografico, 2h Leggi »

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#arenaestiva: “Jurassic World – Il regno distrutto”, un film di Juan Antonio Bayona, la recensione

Jurassic World – Il regno distrutto (Jurassic World: Fallen Kingdom, Usa, 2018) di Juan Antonio Bayona con Chris Pratt, Bryce Dallas Howard, BD Wong, Rafe Spall, James Cromwell, Geraldine Chaplin, Toby Jones, Leggi »

Venezia75: il programma con tutti i film in concorso

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Sono 21 in tutto i film in concorso alla 75esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, in programma dal 29 agosto all’8 settembre. Conferenza stampa come di consueto tenutasi a Roma alla presenza del direttore artistico Alberto Barbera , tra loro anche le opere di tre registi italiani: “Suspiria” di Luca Guadagnino, con Dakota Johnson, Tilda Swinton, Mia Goth e Chloë Grace Moretz, “Capri – Revolution” di Mario Martone, con Marianna Fontana, Reinout Scholten van Aschat, Antonio Folletto, Gianluca Di Gennaro, Eduardo Scarpetta, Jenna Thiam, Ludovico Girardello, Lola Klamroth, Maximilian Dirr e Donatella Finocchiaro, e “What You Gonna Do When The World’s On Fire” di Roberto Minervini, Judy Hill, Dorothy Hill, Michael Nelson, Ronaldo King, Titus Turner, Ashley King e Kevin Goodman.

#arenaestiva: “Il domani tra di noi”, un film di Hany Abu-Assad, la recensione

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Il domani tra di noi (The Mountain Between Us, Usa, 2017) di Hany Abu-Assad con Kate Winslet, Idris Elba, Dermot Mulroney, Beau Bridges

Sceneggiatura di Chris Weitz e J. Mills Goodloe, dal romanzo “Le parole tra di noi” di Charles Martin (ed. Corbaccio)

Drammatico, 1h 54′, 20th Century Fox Italia, in uscita il 23 novembre 2017

Voto: 5 su 10

Non è ben chiaro cosa abbia spinto l’apprezzato regista palestinese Hany Abu-Assad, autore di un film tragico e dolente come Paradise Now, a cimentarsi con questa imponente produzione hollywoodiana che, a partire da un romanzo dello scrittore americano Charles Martin, trascina due divi come Kate Winslet e Idris Elba – e con loro un meraviglioso labrador retriver – tra le nevi delle montagne dello Utah. Fin qui non ci sarebbe nulla di male, la storia del cinema è costellata di grandi attori dispersi nel bel mezzo del nulla e in lotta per la sopravvivenza; ciò che lascia perplessi de Il domani tra di noi è l’impronta in stile Harmony dell’intera vicenda, assolutamente mai credibile e sempre pronta a imboccare le vie più plateali per uscire da ogni impaccio.

#arenaestiva: “Lady Bird”, un film di Greta Gerwig, la recensione

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Lady Bird (id, Usa, 2017) di Greta Gerwig con Saoirse Ronan, Laurie Metcalf, Tracy Letts, Lucas Hedges, Timothée Chalamet, Beanie Feldstein, Lois Smith

Sceneggiatura di Greta Gerwig

Commedia, 1h 34′, Universal Pictures International Italy, in uscita il 1 marzo 2018

Voto: 8 su 10

È stato l’outsider della stagione cinematografica Lady Bird, romanzo di formazione autobiografico scritto e diretto da Greta Gerwig, qui al suo esordio registico in solitaria dopo una carriera d’attrice che l’ha vista regina incontrastata del mumblecore indie americano: dalla sua presentazione in anteprima al Toronto Film Festival la scorsa estate, il film ha raccolto praticamente solo consensi e candidature ai premi più importanti (5 nomination all’Oscar, compresa Miglior Regia, quinto caso nella storia per una donna), culminati nelle due vittorie ai Golden Globe come Miglior Film e Miglior Attrice Protagonista alla strepitosa Saoirse Ronan.

#arenaestiva: “Doppio amore”, un film di François Ozon, la recensione

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Doppio amore (L’amant double, Francia, 2017) di François Ozon con Marine Vacth, Jérémie Renier, Jacqueline Bisset, Myriam Boyer

Sceneggiatura di François Ozon e Philippe Piazzo, liberamente tratto dal romanzo “Lives of the Twins” di Joyce Carol Oates

Thriller, 1h 47′, Academy Two, in uscita il 18 aprile 2018

Voto: 8½ su 10

La “provocazione”, secondo il vocabolario Treccani, consiste nell’eccitamento a reagire in modo irritato e violento a determinati atti, parole o comportamenti che, in alcuni casi, possono indurre a proposte erotiche. Al cinema, grandi maestri della macchina da presa ne hanno fatto una vera e propria missione, non solo per revitalizzare una narrazione canonica ma, soprattutto, per lasciare di stucco il pubblico che, di volta in volta, usciva dalla sala elettrizzato o infastidito. Senza voler scavare troppo nel parterre degli autori di nicchia (da Michael Powell a John Waters), è sufficiente rivolgere uno sguardo più attento alla filmografia dell’imprescindibile Alfred Hitchcock per rendersi subito conto di quanto questa peccaminosa prerogativa abbia reso, di fatto, essenziali, nell’economia del linguaggio cinematografico, opere straordinariamente innovative come Vertigo e Psycho, solo per citare i due casi più eclatanti in cui il feticismo e l’attrazione sessuale “provocano” reazioni incontrollabili tanto nei personaggi quanto negli spettatori. Non ultimo, Provocazione è il titolo di uno dei rari film non pornografici con Moana Pozzi. 

#arenaestiva: “Hereditary – Le radici del male”, un film di Ari Aster, la recensione

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Hereditary – Le radici del male (Hereditary, Usa, 2018) di Ari Aster con Toni Collette, Gabriel Byrne, Alex Wolff, Milly Shapiro, Ann Dowd, Mallory Bechtel

Sceneggiatura di Ari Aster

Horror, 2h 06′, Lucky Red/Key Films, in uscita il 25 luglio 2018

Voto: 5 su 10

C’è un incolmabile scarto tra la forma e il contenuto che compongono il film d’esordio del newyorkese Ari Aster, classe 1987 ma già conscio del proprio bagaglio cinematografico, tanto da realizzare con Hereditary un successo per certi versi inaspettato che, a fronte di un budget indipendente di soli 7 milioni di dollari, in patria ha già decuplicato i propri profitti. Ma il riscontro positivo per Aster non si esaurisce solo in termini economici, dato che il film ha riscosso consensi pressoché unanimi da parte della critica, che non ha tardato a chiamare in causa modelli inavvicinabili del genere satanico come Rosemary’s Baby e L’esorcista. A ben vedere, però, l’opera prima del giovane regista ha poco da spartire con questi classici del genere, evidentemente emulati, se non una matrice di superficie che possa chiamare in causa temi quali spiritismo e possessioni demoniache. Soprattutto, guardando Hereditary, sorge spontaneo riflettere se sia ancora il caso di affrontare certe storie con uno stile spiccatamente autoriale ma senza il minimo sforzo di rielaborazione scrittoria, alla luce di un passato anche recente che ha provato a scostarsi dal seminato più tradizionale (si pensi agli esempi di It follows e The Witch).

#arenaestiva: “Ocean’s 8″, un film di Gary Ross, la recensione

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Ocean’s 8 (Ocean’s Eight, Usa, 2018) di Gary Ross con Sandra Bullock, Cate Blanchett, Sarah Paulson, Helena Bonham Carter, Anne Hathaway, Rihanna, Mindy Kaling, Awkwafina, Richard Armitage, James Corden, Elliott Gould, Dakota Fanning, Katie Holmes, Heidi Klum

Sceneggiatura di Gary Ross e Olivia Milch

Commedia, 1h 50′, Warner Bros. Entertainment Italia, in uscita il 26 luglio 2018

Voto: 5½ su 10

In un momento in cui l’industria cinematografica è chiamata, come mai prima d’ora, a confrontarsi con la presenza femminile nelle produzioni che contano, soprattutto dopo movimenti trasversali come Time’s Up e Me Too, che hanno portato l’attenzione pubblica a volgere lo sguardo non solo sulle violenze di tipo sessuale ma anche sulla disparità di trattamento economico tra uomo e donna (il momento di svolta fu il discorso di ringraziamento di Patricia Arquette nel ritirare l’Oscar per la sua interpretazione in Boyhood nel 2015), insomma in un quadro simile, un film come Ocean’s 8 sembra quasi un paradosso. Ben inteso, è un piacere che un blockbuster statunitense sia trainato dalla presenza carismatica, pressoché assoluta (unici uomini nel cast sono Richard Armitage e James Corden, in ruoli di contorno), di otto primedonne dello spettacolo, ma allo stesso tempo fa riflettere che l’occasione arrivi con una sorta di sequel/spin-off di una saga maschile, quasi a volerne in questo modo legittimare – e oggettivamente sminuire – la nuova ramificazione al femminile, senza che questa venisse comunque scritta e/o diretta da una donna.

#arenaestiva: “Chiudi gli occhi – All I See Is You”, un film di Marc Forster, la recensione

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Chiudi gli occhi – All I See Is You (All I See Is You, Usa, 2016) di Marc Forster con Blake Lively, Jason Clarke, Danny Huston, Wes Chatham, Kaitlin Orem, Miquel Fernandez, Yvonne Strahovski

Sceneggiatura di Marc Forster e Sean Conway

Drammatico, 1h 49′, Eagle Pictures, in uscita l’11 luglio 2018

Voto: 4 su 10

L’estate è la stagione cinematografica prediletta per mettere in circolazione i proverbiali fondi di magazzino. Chiudi gli occhi – All I See Is You arriva in sala con oltre due anni di ritardo dalla sua tribolata presentazione al Festival di Toronto, nonostante un regista di un certo richiamo come Marc Forster (Neverland, World War Z) e una protagonista femminile come Blake Lively, che ancora aspetta la propria consacrazione nel cinema che conta. Le ragioni di tale triste rinvio estivo sono, purtroppo, ben evidenti in una narrazione asfissiata sotto più fronti, primo fra tutti l’esigenza di dover inserire il film all’interno di un canone di genere, il thriller, che in realtà ha poco o nulla a che spartire con l’assetto da melodramma psicologico che Forster porta avanti, dando libero sfogo ai più deleteri vezzi estetici che già avevano decretato il fallimento del suo ambizioso Stay – Nel labirinto della mente.

#arenaestiva: “A Quiet Passion”, un film di Terence Davies, la recensione

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A Quiet Passion (id, GB/Belgio, 2016) di Terence Davies con Cynthia Nixon, Jennifer Ehle, Keith Carradine, Emma Bell, Duncan Duff, Jodhi May, Catherine Bailey, Eric Loren

Sceneggiatura di Terence Davies

Biografico, 2h 05′, Satine Film, in uscita il 14 giugno 2018

Voto: 7½ su 10

Terence Davies è un regista di raro intimismo, un dono prezioso che ha sempre messo al servizio delle sue poche ma sempre raffinate e intense opere cinematografiche. Con A Quiet Passion, che arriva colpevolmente in sala con oltre due anni di ritardo e con grande sforzo della distribuzione italiana Satine Film, l’autore di Liverpool racconta la biografia privata di una delle più grandi e, in vita, sottostimate personalità della letteratura inglese, Emily Dickinson (1830-1886), interpretata in giovinezza da Emma Bell e in età adulta da una magnifica Cynthia Nixon. Lo scrutare attento e partecipe che, sin dal suo esordio con Voci lontane sempre presenti (Pardo d’Oro 1988 al Festival di Locarno) è sempre stato riconosciuto a Davies, è il balsamo per un ritratto ad ampio spettro interiore della sfortunata poetessa, restituita in tutto il suo tragico rovello dell’anima ma anche nel suo temperamento appassionato e anticonformista.

#arenaestiva: “Jurassic World – Il regno distrutto”, un film di Juan Antonio Bayona, la recensione

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Jurassic World – Il regno distrutto (Jurassic World: Fallen Kingdom, Usa, 2018) di Juan Antonio Bayona con Chris Pratt, Bryce Dallas Howard, BD Wong, Rafe Spall, James Cromwell, Geraldine Chaplin, Toby Jones, Ted Levine, Jeff Goldblum, Robert Emms, Justice Smith, Daniella Pineda

Sceneggiatura di Derek Connolly e Colin Trevorrow

Fantasy, 2h 08′, Universal Pictures International Italy, in uscita il 7 giugno 2018

Voto: 4 su 10

Questa recensione di Jurassic World – Il regno distrutto, quinto capitolo del franchise inaugurato da Steven Spielberg nel lontano 1993 e risorto nel 2015 in un rinnovato assetto narrativo, arriva ad essere redatta con oltre un mese di ritardo dalla visione in anteprima per la stampa, forse perché poco avevamo da dire sull’argomento. Aprofittando della calura estiva e della poesia delle arene all’aperto che sorgono al calar del sole, ci è parso doveroso spendere due parole su un blockbuster che, almeno in termini puramente economici, non ha deluso le aspettative dei suoi produttori, ma che nulla aggiunge a una saga priva di un racconto che possa reggere una lunga tenuta.

“La stanza delle meraviglie – Wonderstruck”, un film di Todd Haynes, la recensione

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La stanza delle meraviglie – Wonderstruck (Wonderstruck, Usa, 2017) di Todd Haynes con Oakes Fegley, Millicent Simmonds, Julianne Moore, Jaden Michael, Michelle Williams, Tom Noonan, Cory Michael Smith

Sceneggiatura di Brian Selznich dalla sua omonima graphic novel (ed. Mondadori)

Drammatico, 1h 57′, 01 Distribution, in uscita il 14 giugno 2018

Voto: 8½ su 10

La piccola Rose guarda attentamente suo padre che, come un fiume in piena, la rimprovera parlando velocemente. Lei cerca di capire quello che, con tanta veemenza, le sta dicendo e il suo sguardo, pur se fisso, sembra attraversare l’uomo, per perdersi in un orizzonte lontano, meta e riparo dei suoi pensieri più profondi. Pensieri che non può esprimere a voce perché Rose è sorda dalla nascita. Siamo nel 1927 e, nello sconforto del suo isolamento forzato, la ragazzina tenta una via di fuga, partendo alla volta di New York per cercare l’attrice Lillian Mayhew, di cui colleziona foto e con la quale, si scoprirà in seguito, ha un legame molto speciale. Il viaggio di Rose risulterà indispensabile affinché, a distanza di cinquant’anni, il giovanissimo Ben (Oakes Fegley), che a causa di un incidente ha perso l’udito, possa intraprendere il suo, lasciando la propria casa per rintracciare il padre che non ha mai conosciuto.