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#arenaestiva: “La truffa dei Logan”, un film di Steven Soderbergh, la recensione

La truffa dei Logan (Logan Lucky, Usa, 2017) di Steven Soderbergh con Channing Tatum, Adam Driver, Daniel Craig, Riley Keough, Seth MacFarlane, Katie Holmes, Hilary Swank, Sebastian Stan, Katherine Waterston, Farrah Mackenzie, Leggi »

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#arenaestiva: “Ant-Man and the Wasp”, un film di Peyton Reed, la recensione

Ant-Man and the Wasp (id, Usa, 2018) di Peyton Reed con Paul Rudd, Evangeline Lilly, Michael Douglas, Michelle Pfeiffer, Laurence Fishburne, Michael Peña, Judy Greer, Bobby Cannavale, Hannah John-Kamen, Walton Goggins Sceneggiatura Leggi »

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#arenaestiva: “Il domani tra di noi”, un film di Hany Abu-Assad, la recensione

Il domani tra di noi (The Mountain Between Us, Usa, 2017) di Hany Abu-Assad con Kate Winslet, Idris Elba, Dermot Mulroney, Beau Bridges Sceneggiatura di Chris Weitz e J. Mills Goodloe, dal Leggi »

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#arenaestiva: “Lady Bird”, un film di Greta Gerwig, la recensione

Lady Bird (id, Usa, 2017) di Greta Gerwig con Saoirse Ronan, Laurie Metcalf, Tracy Letts, Lucas Hedges, Timothée Chalamet, Beanie Feldstein, Lois Smith Sceneggiatura di Greta Gerwig Commedia, 1h 34′, Universal Pictures International Leggi »

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#arenaestiva: “Doppio amore”, un film di François Ozon, la recensione

Doppio amore (L’amant double, Francia, 2017) di François Ozon con Marine Vacth, Jérémie Renier, Jacqueline Bisset, Myriam Boyer Sceneggiatura di François Ozon e Philippe Piazzo, liberamente tratto dal romanzo “Lives of the Twins” di Joyce Leggi »

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#arenaestiva: “Hereditary – Le radici del male”, un film di Ari Aster, la recensione

Hereditary – Le radici del male (Hereditary, Usa, 2018) di Ari Aster con Toni Collette, Gabriel Byrne, Alex Wolff, Milly Shapiro, Ann Dowd, Mallory Bechtel Sceneggiatura di Ari Aster Horror, 2h 06′, Leggi »

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#arenaestiva: “Ocean’s 8″, un film di Gary Ross, la recensione

Ocean’s 8 (Ocean’s Eight, Usa, 2018) di Gary Ross con Sandra Bullock, Cate Blanchett, Sarah Paulson, Helena Bonham Carter, Anne Hathaway, Rihanna, Mindy Kaling, Awkwafina, Richard Armitage, James Corden, Elliott Gould, Dakota Fanning, Leggi »

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#arenaestiva: “Chiudi gli occhi – All I See Is You”, un film di Marc Forster, la recensione

Chiudi gli occhi – All I See Is You (All I See Is You, Usa, 2016) di Marc Forster con Blake Lively, Jason Clarke, Danny Huston, Wes Chatham, Kaitlin Orem, Miquel Fernandez, Leggi »

#arenaestiva: “La truffa dei Logan”, un film di Steven Soderbergh, la recensione

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La truffa dei Logan (Logan Lucky, Usa, 2017) di Steven Soderbergh con Channing Tatum, Adam Driver, Daniel Craig, Riley Keough, Seth MacFarlane, Katie Holmes, Hilary Swank, Sebastian Stan, Katherine Waterston, Farrah Mackenzie, Brian Gleeson, Jack Quaid

Sceneggiatura di Rebecca Blunt

Commedia, 1h 59′, Lucky Red, in uscita il 31 maggio 2018

Voto: 7 su 10

Un film come La truffa dei Logan rischia di essere ricordato più per la sua controversa vicissitudine produttiva che non per i suoi reali meriti artistici. Per l’appunto, dietro alla lavorazione c’è tutta un’avventura di ribellione maturata negli anni dal suo regista, l’ormai ineffabile Steven Soderbergh, verso i consueti canali produttivi, distributivi e promozionali che, a ben vedere, ormai rappresentano solamente una costosa zavorra, perdipiù limitante, alla libera circolazione di un’opera cinematografica. Già ai tempi di Magic Mike, poi autofinanziato da lui stesso e dalla sua star Channing Tatum, il regista si era scagliato contro il budget pubblicitario troppo alto imposto dalla Warner Bros, che riduceva al minimo i profitti dei partecipanti al progetto; per La truffa dei Logan i costi di produzione sono stati coperti mettendo insieme pre-vendite e prestiti dall’estero, per un budget stimato attorno ai 30 milioni di dollari, cifra considerevole per gli standard di un prodotto indipendente che si è potuto permettere anche un cast stellare. In definitiva, però, lo sforzo non ha pagato quanto sperato in risultati al box office, se solo in patria il film non è riuscito ad andare oltre i 25 milioni di incasso. 

#arenaestiva: “Ant-Man and the Wasp”, un film di Peyton Reed, la recensione

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Ant-Man and the Wasp (id, Usa, 2018) di Peyton Reed con Paul Rudd, Evangeline Lilly, Michael Douglas, Michelle Pfeiffer, Laurence Fishburne, Michael Peña, Judy Greer, Bobby Cannavale, Hannah John-Kamen, Walton Goggins

Sceneggiatura di Chris McKenna, Erik Sommers, Andrew Barrer, Gabriel Ferrari, Paul Rudd, dal personaggio dei fumetti di Jack Kirby, Stan Lee, Larry Lieber

Fantasy, 2h 05′, The Walt Disney Company Italia, in uscita il 14 agosto 2018

Voto: 6½ su 10

Chi non ama i film sui supereroi dell’universo Marvel, sempre più numerosi e sempre più fagocitanti l’industria cinematografica, gradirà questo simpatico Ant-Man and the Wasp, proprio perchè il personaggio di Scott Lang, interpretato dal sempre adorabile Paul Rudd, non ha alcunché di super. Così come nell’altrettanto notevole primo capitolo, anche per questo secondo episodio, sempre sotto la direzione di Peyton Reed, l’ex ladro, ora agli arresti domiciliari, si ritroverà a indossare la famigerata tuta in grado di rimpicciolire la materia umana e, al contempo, accrescere la propria forza, ovviamente per una nobile causa: aiutare Hope van Dyne (Evangeline Lilly) e suo padre, l’inventore Hank Pym (Michael Douglas) a riportare sulla terra la dottoressa Janet van Dyne (Michelle Pfeiffer), dispersa da decenni in un universo parallelo, dopo uno scontro finito male. Ovviamente saranno molti gli elementi di disturbo alla missione.

Venezia75: il programma con tutti i film in concorso

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Sono 21 in tutto i film in concorso alla 75esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, in programma dal 29 agosto all’8 settembre. Conferenza stampa come di consueto tenutasi a Roma alla presenza del direttore artistico Alberto Barbera , tra loro anche le opere di tre registi italiani: “Suspiria” di Luca Guadagnino, con Dakota Johnson, Tilda Swinton, Mia Goth e Chloë Grace Moretz, “Capri – Revolution” di Mario Martone, con Marianna Fontana, Reinout Scholten van Aschat, Antonio Folletto, Gianluca Di Gennaro, Eduardo Scarpetta, Jenna Thiam, Ludovico Girardello, Lola Klamroth, Maximilian Dirr e Donatella Finocchiaro, e “What You Gonna Do When The World’s On Fire” di Roberto Minervini, Judy Hill, Dorothy Hill, Michael Nelson, Ronaldo King, Titus Turner, Ashley King e Kevin Goodman.

#arenaestiva: “Il domani tra di noi”, un film di Hany Abu-Assad, la recensione

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Il domani tra di noi (The Mountain Between Us, Usa, 2017) di Hany Abu-Assad con Kate Winslet, Idris Elba, Dermot Mulroney, Beau Bridges

Sceneggiatura di Chris Weitz e J. Mills Goodloe, dal romanzo “Le parole tra di noi” di Charles Martin (ed. Corbaccio)

Drammatico, 1h 54′, 20th Century Fox Italia, in uscita il 23 novembre 2017

Voto: 5 su 10

Non è ben chiaro cosa abbia spinto l’apprezzato regista palestinese Hany Abu-Assad, autore di un film tragico e dolente come Paradise Now, a cimentarsi con questa imponente produzione hollywoodiana che, a partire da un romanzo dello scrittore americano Charles Martin, trascina due divi come Kate Winslet e Idris Elba – e con loro un meraviglioso labrador retriver – tra le nevi delle montagne dello Utah. Fin qui non ci sarebbe nulla di male, la storia del cinema è costellata di grandi attori dispersi nel bel mezzo del nulla e in lotta per la sopravvivenza; ciò che lascia perplessi de Il domani tra di noi è l’impronta in stile Harmony dell’intera vicenda, assolutamente mai credibile e sempre pronta a imboccare le vie più plateali per uscire da ogni impaccio.

#arenaestiva: “Lady Bird”, un film di Greta Gerwig, la recensione

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Lady Bird (id, Usa, 2017) di Greta Gerwig con Saoirse Ronan, Laurie Metcalf, Tracy Letts, Lucas Hedges, Timothée Chalamet, Beanie Feldstein, Lois Smith

Sceneggiatura di Greta Gerwig

Commedia, 1h 34′, Universal Pictures International Italy, in uscita il 1 marzo 2018

Voto: 8 su 10

È stato l’outsider della stagione cinematografica Lady Bird, romanzo di formazione autobiografico scritto e diretto da Greta Gerwig, qui al suo esordio registico in solitaria dopo una carriera d’attrice che l’ha vista regina incontrastata del mumblecore indie americano: dalla sua presentazione in anteprima al Toronto Film Festival la scorsa estate, il film ha raccolto praticamente solo consensi e candidature ai premi più importanti (5 nomination all’Oscar, compresa Miglior Regia, quinto caso nella storia per una donna), culminati nelle due vittorie ai Golden Globe come Miglior Film e Miglior Attrice Protagonista alla strepitosa Saoirse Ronan.

#arenaestiva: “Doppio amore”, un film di François Ozon, la recensione

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Doppio amore (L’amant double, Francia, 2017) di François Ozon con Marine Vacth, Jérémie Renier, Jacqueline Bisset, Myriam Boyer

Sceneggiatura di François Ozon e Philippe Piazzo, liberamente tratto dal romanzo “Lives of the Twins” di Joyce Carol Oates

Thriller, 1h 47′, Academy Two, in uscita il 18 aprile 2018

Voto: 8½ su 10

La “provocazione”, secondo il vocabolario Treccani, consiste nell’eccitamento a reagire in modo irritato e violento a determinati atti, parole o comportamenti che, in alcuni casi, possono indurre a proposte erotiche. Al cinema, grandi maestri della macchina da presa ne hanno fatto una vera e propria missione, non solo per revitalizzare una narrazione canonica ma, soprattutto, per lasciare di stucco il pubblico che, di volta in volta, usciva dalla sala elettrizzato o infastidito. Senza voler scavare troppo nel parterre degli autori di nicchia (da Michael Powell a John Waters), è sufficiente rivolgere uno sguardo più attento alla filmografia dell’imprescindibile Alfred Hitchcock per rendersi subito conto di quanto questa peccaminosa prerogativa abbia reso, di fatto, essenziali, nell’economia del linguaggio cinematografico, opere straordinariamente innovative come Vertigo e Psycho, solo per citare i due casi più eclatanti in cui il feticismo e l’attrazione sessuale “provocano” reazioni incontrollabili tanto nei personaggi quanto negli spettatori. Non ultimo, Provocazione è il titolo di uno dei rari film non pornografici con Moana Pozzi. 

#arenaestiva: “Hereditary – Le radici del male”, un film di Ari Aster, la recensione

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Hereditary – Le radici del male (Hereditary, Usa, 2018) di Ari Aster con Toni Collette, Gabriel Byrne, Alex Wolff, Milly Shapiro, Ann Dowd, Mallory Bechtel

Sceneggiatura di Ari Aster

Horror, 2h 06′, Lucky Red/Key Films, in uscita il 25 luglio 2018

Voto: 5 su 10

C’è un incolmabile scarto tra la forma e il contenuto che compongono il film d’esordio del newyorkese Ari Aster, classe 1987 ma già conscio del proprio bagaglio cinematografico, tanto da realizzare con Hereditary un successo per certi versi inaspettato che, a fronte di un budget indipendente di soli 7 milioni di dollari, in patria ha già decuplicato i propri profitti. Ma il riscontro positivo per Aster non si esaurisce solo in termini economici, dato che il film ha riscosso consensi pressoché unanimi da parte della critica, che non ha tardato a chiamare in causa modelli inavvicinabili del genere satanico come Rosemary’s Baby e L’esorcista. A ben vedere, però, l’opera prima del giovane regista ha poco da spartire con questi classici del genere, evidentemente emulati, se non una matrice di superficie che possa chiamare in causa temi quali spiritismo e possessioni demoniache. Soprattutto, guardando Hereditary, sorge spontaneo riflettere se sia ancora il caso di affrontare certe storie con uno stile spiccatamente autoriale ma senza il minimo sforzo di rielaborazione scrittoria, alla luce di un passato anche recente che ha provato a scostarsi dal seminato più tradizionale (si pensi agli esempi di It follows e The Witch).

#arenaestiva: “Ocean’s 8″, un film di Gary Ross, la recensione

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Ocean’s 8 (Ocean’s Eight, Usa, 2018) di Gary Ross con Sandra Bullock, Cate Blanchett, Sarah Paulson, Helena Bonham Carter, Anne Hathaway, Rihanna, Mindy Kaling, Awkwafina, Richard Armitage, James Corden, Elliott Gould, Dakota Fanning, Katie Holmes, Heidi Klum

Sceneggiatura di Gary Ross e Olivia Milch

Commedia, 1h 50′, Warner Bros. Entertainment Italia, in uscita il 26 luglio 2018

Voto: 5½ su 10

In un momento in cui l’industria cinematografica è chiamata, come mai prima d’ora, a confrontarsi con la presenza femminile nelle produzioni che contano, soprattutto dopo movimenti trasversali come Time’s Up e Me Too, che hanno portato l’attenzione pubblica a volgere lo sguardo non solo sulle violenze di tipo sessuale ma anche sulla disparità di trattamento economico tra uomo e donna (il momento di svolta fu il discorso di ringraziamento di Patricia Arquette nel ritirare l’Oscar per la sua interpretazione in Boyhood nel 2015), insomma in un quadro simile, un film come Ocean’s 8 sembra quasi un paradosso. Ben inteso, è un piacere che un blockbuster statunitense sia trainato dalla presenza carismatica, pressoché assoluta (unici uomini nel cast sono Richard Armitage e James Corden, in ruoli di contorno), di otto primedonne dello spettacolo, ma allo stesso tempo fa riflettere che l’occasione arrivi con una sorta di sequel/spin-off di una saga maschile, quasi a volerne in questo modo legittimare – e oggettivamente sminuire – la nuova ramificazione al femminile, senza che questa venisse comunque scritta e/o diretta da una donna.

#arenaestiva: “Chiudi gli occhi – All I See Is You”, un film di Marc Forster, la recensione

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Chiudi gli occhi – All I See Is You (All I See Is You, Usa, 2016) di Marc Forster con Blake Lively, Jason Clarke, Danny Huston, Wes Chatham, Kaitlin Orem, Miquel Fernandez, Yvonne Strahovski

Sceneggiatura di Marc Forster e Sean Conway

Drammatico, 1h 49′, Eagle Pictures, in uscita l’11 luglio 2018

Voto: 4 su 10

L’estate è la stagione cinematografica prediletta per mettere in circolazione i proverbiali fondi di magazzino. Chiudi gli occhi – All I See Is You arriva in sala con oltre due anni di ritardo dalla sua tribolata presentazione al Festival di Toronto, nonostante un regista di un certo richiamo come Marc Forster (Neverland, World War Z) e una protagonista femminile come Blake Lively, che ancora aspetta la propria consacrazione nel cinema che conta. Le ragioni di tale triste rinvio estivo sono, purtroppo, ben evidenti in una narrazione asfissiata sotto più fronti, primo fra tutti l’esigenza di dover inserire il film all’interno di un canone di genere, il thriller, che in realtà ha poco o nulla a che spartire con l’assetto da melodramma psicologico che Forster porta avanti, dando libero sfogo ai più deleteri vezzi estetici che già avevano decretato il fallimento del suo ambizioso Stay – Nel labirinto della mente.

#arenaestiva: “A Quiet Passion”, un film di Terence Davies, la recensione

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A Quiet Passion (id, GB/Belgio, 2016) di Terence Davies con Cynthia Nixon, Jennifer Ehle, Keith Carradine, Emma Bell, Duncan Duff, Jodhi May, Catherine Bailey, Eric Loren

Sceneggiatura di Terence Davies

Biografico, 2h 05′, Satine Film, in uscita il 14 giugno 2018

Voto: 7½ su 10

Terence Davies è un regista di raro intimismo, un dono prezioso che ha sempre messo al servizio delle sue poche ma sempre raffinate e intense opere cinematografiche. Con A Quiet Passion, che arriva colpevolmente in sala con oltre due anni di ritardo e con grande sforzo della distribuzione italiana Satine Film, l’autore di Liverpool racconta la biografia privata di una delle più grandi e, in vita, sottostimate personalità della letteratura inglese, Emily Dickinson (1830-1886), interpretata in giovinezza da Emma Bell e in età adulta da una magnifica Cynthia Nixon. Lo scrutare attento e partecipe che, sin dal suo esordio con Voci lontane sempre presenti (Pardo d’Oro 1988 al Festival di Locarno) è sempre stato riconosciuto a Davies, è il balsamo per un ritratto ad ampio spettro interiore della sfortunata poetessa, restituita in tutto il suo tragico rovello dell’anima ma anche nel suo temperamento appassionato e anticonformista.