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“Tuo, Simon”, un film di Greg Berlanti, la recensione

Tuo, Simon (Love, Simon, Usa, 2018) di Greg Berlanti con Nick Robinson, Katherine Langford, Josh Duhamel, Jennifer Garner, Talitha Eliana Bateman, Alexandra Shipp, Miles Heizer, Logan Miller Sceneggiatura di Elizabeth Berger e Leggi »

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“Lazzaro felice”, un film di Alice Rohrwacher, la recensione

Lazzaro felice (Italia, 2018) di Alice Rohrwacher con Adriano Tardiolo, Alba Rohrwacher, Luca Chikovani, Agnese Graziani, Sergi Lopez, Tommaso Ragno, Natalino Balasso, Nicoletta Braschi Sceneggiatura di Alice Rohrwacher Drammatico, 2h 05’, 01 Leggi »

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“Dogman”, un film di Matteo Garrone, la recensione

Dogman (id, Italia/Francia, 2018) di Matteo Garrone con Marcello Fonte, Edoardo Pesce, Nunzia Schiano, Adamo Dionisi, Francesco Acquaroli, Alida Baldari Calabria, Gianluca Gobbi Soggetto e sceneggiatura di Ugo Chiti, Massimo Gaudioso, Matteo Leggi »

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“A Beautiful Day – You Were Never Really Here”, un film di Lynne Ramsay, la recensione

A Beautiful Day – You Were Never Really Here (You Were Never Really Here, GB, 2017) di Lynne Ramsay con Joaquin Phoenix, Ekaterina Samsonov, Alessandro Nivola, Alex Manette, John Doman, Judith Roberts Sceneggiatura di Lynne Ramsay, Leggi »

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“Avengers: Infinity War”, un film di Joe ed Anthony Russo, la recensione

Avengers: Infinity War (id, Usa, 2018) di Joe ed Anthony Russo con Chris Pratt, Scarlett Johansson, Karen Gillan, Zoe Saldana, Tom Holland, Benedict Cumberbatch, Chris Evans, Dave Bautista, Cobie Smulders, Chris Hemsworth, Leggi »

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“Ready Player One”, un film di Steven Spielberg, la recensione

Ready Player One (id, Usa, 2018) di Steven Spielberg con Tye Sheridan, Olivia Cooke, Ben Mendelsohn, Simon Pegg, Mark Rylance, T.J. Miller, Hannah John-Kamen, Win Morisaki, Daniel Tuite, Philip Zhao, Rona Morison, Raed Abbas Sceneggiatura di Zak Penn, Ernest Cline, dal romanzo Leggi »

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“Il mistero di Donald C.”, un film di James Marsh, la recensione

Il mistero di Donald C. (The Mercy, GB, 2017) di James Marsh con Colin Firth, Rachel Weisz, David Thewlis, Jonathan Bailey, Adrian Schiller Sceneggiatura di Scott Z. Burns Drammatico, 1h 41′, Adler Leggi »

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“Il sole a mezzanotte” un film di Scott Speer, la recensione

Il sole a mezzanotte (Midnight Sun, Usa, 2018) di Scott Speer con Bella Thorne, Patrick Schwarzenegger, Rob Riggle, Quinn Shephard, Ken Tremblett Sceneggiatura di Eric Kirsten, dal romanzo omonimo di Trish Cook Leggi »

“Tuo, Simon”, un film di Greg Berlanti, la recensione

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Tuo, Simon (Love, Simon, Usa, 2018) di Greg Berlanti con Nick Robinson, Katherine Langford, Josh Duhamel, Jennifer Garner, Talitha Eliana Bateman, Alexandra Shipp, Miles Heizer, Logan Miller

Sceneggiatura di Elizabeth Berger e Isaac Aptaker, dal libro “Non so chi sei, ma io sono qui” di Becky Albertalli (ed. Mondadori)

Commedia, 1h 50′, 20th Century Fox Italia, in uscita il 31 maggio 2018

Voto: 6½ su 10

Per chi non ne fosse a conoscenza, Greg Berlanti è uno dei più potenti produttori televisivi d’America, apertamente gay e artefice di serial che sono ormai storia dell’intrattenimento statunitense come Dawson’s Creek, Everwood e soprattutto Brothers & Sisters, dove il volto politicamente impegnato dell’omosessualità e della famiglia disfunzionale tenne banco come mai prima di allora per ben cinque stagioni. Non stupisce, quindi, che l’adattamento cinematografico del piccolo romanzo cult di Becky Albertalli Simon vs. the Homo Sapiens Agenda (in Italia tradotto con lo scipito Non so chi sei, ma io sono qui) l’abbia riportato dietro la macchina da presa, a otto anni di distanza da Life as we know it (Tre all’improvviso, 2010).

“Lazzaro felice”, un film di Alice Rohrwacher, la recensione

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Lazzaro felice (Italia, 2018) di Alice Rohrwacher con Adriano Tardiolo, Alba Rohrwacher, Luca Chikovani, Agnese Graziani, Sergi Lopez, Tommaso Ragno, Natalino Balasso, Nicoletta Braschi

Sceneggiatura di Alice Rohrwacher

Drammatico, 2h 05’, 01 Distribution, in uscita il 31 maggio 2018

Voto: 7 su 10

Il terzo lungometraggio di Alice Rohrwacher, dopo Corpo celeste (2011) e Le meraviglie (2014), è un’opera ambiziosa e sregolata, che per temi narrati e impostazione stilistica molto deve – come del resto dichiara esplicitamente la sua regista/autrice – alle opere di Ermanno Olmi e dei fratelli Taviani, ma che, al contempo, possiede nella sua anarchia narrativa il suo elemento di maggiore originalità e di più grande rischio.

“Autobiografia erotica” di Domenico Starnone, uno spettacolo di Andrea De Rosa, la recensione

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AUTOBIOGRAFIA EROTICA
di Domenico Starnone

con Vanessa Scalera e Pier Giorgio Bellocchio
regia Andrea De Rosa
produzione Cardellino srl
foto di Lorenzo Dogana

In Scena all’Off/Off Theatre di Roma fino al 27 maggio

Voto: 7 su 10

Domenico Starnone adatta per il teatro il suo romanzo del 2011 “Autobiografia erotica di Aristide Gambía”, affidandone la regia ad Andrea De Rosa e la caratterizzazione dei personaggi a Pier Giorgio Bellocchio e Vanessa Scalera. Se il libro dal quale questa pièce è tratta raccontava la vita erotica di un editore cinquattottenne, nel corso del dialogo con un’ex amante, alla quale raccontava le sue passate esperienze sessuali, la rappresentazione teatrale che ne nasce ha, invece, un fulcro fortissimo nella sua protagonista femminile, poiché il personaggio di Mariella è il centro fondante degli accadimenti e della narrazione che ne consegue.

“Dogman”, un film di Matteo Garrone, la recensione

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Dogman (id, Italia/Francia, 2018) di Matteo Garrone con Marcello Fonte, Edoardo Pesce, Nunzia Schiano, Adamo Dionisi, Francesco Acquaroli, Alida Baldari Calabria, Gianluca Gobbi

Soggetto e sceneggiatura di Ugo Chiti, Massimo Gaudioso, Matteo Garrone.

Drammatico, 1h 42’, Archimede e La Pacte con Rai Cinema/01 Distribution, in uscita il 17 maggio 2018

Voto: 8 su 10

L’ultima fatica cinematografica di Matteo Garrone, Dogman, è, come il precedente Il racconto dei racconti, una favola oscura, che prende stavolta spunto da un fatto di cronaca nera avvenuto a metà degli anni ’80, per raccontare una storia di solitudine e di umano degrado, narrando il susseguirsi di avvenimenti che porteranno il mite Marcello a tramutarsi da vittima in carnefice, percorso narrativo già esperito  da Garrone ne L’imbalsamatore, nel quale l’orco di turno – allora il personaggio interpretato da Ernesto Mahieux – veniva vinto e brutalmente sopraffatto dal suo ingrato pupillo.

“La Cucina” di Arnold Wesker, uno spettacolo di Valerio Binasco, la recensione

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Produzione Teatro Stabile di Genova presenta
LA CUCINA
di Arnold Wesker
versione italiana Alessandra Serra
regia Valerio Binasco
con Massimo Cagnina, Andrea Di Casa, Elena Gigliotti, Elisabetta Mazzullo, Aldo Ottobrino, Nicola Pannelli, Franco Ravera
e con Francesca Agostini, Emmanuele Aita, Ivan Zerbinati, Lucio De Francesco, Giulio Della Monica, Alexander Perotto, Aleph Viola, Antonio Bannò, Giuseppe De Domenico, Noemi Esposito, Giordana Faggiano, Isabella Giacobbe, Martina Limonta, Giulio Mezza, Duilio Paciello, Alessandro Pizzuto, Kabir Tavani
scene Guido Fiorato
costumi Sandra Cardini
luci Pasquale Mari
assistente regia Simone Luglio
musiche Arturo Annecchino
fotografia Bepi Caroli

In scena al Teatro Eliseo di Roma dal 2 al 20 maggio

Voto: 8½ su 10

Palcoscenico aperto, scenografia a vista e qualcuno che, di nascosto dal pubblico che si attarda a prendere posto in poltrona, attraversa di soppiatto quella che, a tutti gli effetti, è una immensa stanza adibita alla preparazione di cibi di ogni tipo: è La Cucina, dal testo di Arnold Wesker, tradotto nella versione italiana da Alessandra Serra, che prende forma in una meravigliosa architettura scenica di Guido Fiorato e trova vita nell’interpretazione trascinante e puntualissima dei ventiquattro attori – tutti provenienti dalla scuola del Teatro Stabile di Genova – chiamati a destreggiarsi tra piatti, pentole e fornelli. Un’orchestrazione recitativa millimetrica, realmente impressionante nonché rara da (ri)trovare nei nostri teatri, che la direzione di Valerio Binasco porta a un livello tale di sincronia da lasciare senza fiato.

John Scofield Quartet, “Country for Old Men”

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JOHN SCOFIELD QUARTET
COUNTRY FOR OLD MEN

chitarra
John Scofield
pianoforte ed organo
Gerald Clayton
contrabbasso
Vicente Archer
batteria
Bill Stewart

Il concerto del quartetto di John Scofield ci ha offerto l’occasione di fare delle riflessioni sul nuovo lavoro del chitarrista americano “Country For Old Men”, in cui Scofield rielabora jazzisticamente brani attinti al repertorio country come aveva fatto molti anni prima un altro grande interprete della chitarra e cioè Bill Frisell.
Nell’album, che ha vinto due premi Grammy Awards, Scofield si avvicina alle melodie country classiche, una musica all’apparenza lontanissima dal jazz, ma che l’artista riesce ad interpretare in modo originale.

“Prima di andar via” di Filippo Gili, uno spettacolo di Francesco Frangipane, la recensione

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PRIMA DI ANDAR VIA
di Filippo Gili

Con Giorgio Colangeli, Filippo Gili, Michela Martini, Barbara Ronchi, Aurora Peres
Musiche originali Roberto Angelini
Scenografia Francesco Ghisu
Luci Giuseppe Filipponio
Costumi Biancamaria Gervasio
Assistente alla regia Laura Fronzi
Foto Andrea Giansanti
Produzione Argot Studio
Regia Francesco Frangipane

In scena al Piccolo Eliseo dal 9 al 27 maggio

Voto: 6 su 10

Prima di andar via Francesco confessa il proprio dolore ai genitori e alle due sorelle, una sera, a cena. Poche parole lapidarie che falciano la normalità di una tranquilla famiglia borghese, ad annunciare una decisione irremovibile e dilaniante. Al disimpegnato chiacchiericcio che connotava la normalità di quell’assemblea ignara si sostituisce – immediatamente – un silenzio sordo, fiato mozzato e pensieri spezzati da una ferale verità pronunciata all’improvviso, senza alcun pietoso e inutile giro di parole. Come un colpo ricevuto alla bocca dello stomaco i commensali prendono ciascuno un tempo per tornare a respirare, provando a ragionare prima di aver qualcosa da dire per tentare di reagire, contrattaccare, provare a mutare una scelta che non può lasciarsi compiere, di lì a poche ore.

“A Beautiful Day – You Were Never Really Here”, un film di Lynne Ramsay, la recensione

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A Beautiful Day – You Were Never Really Here (You Were Never Really Here, GB, 2017) di Lynne Ramsay con Joaquin Phoenix, Ekaterina Samsonov, Alessandro Nivola, Alex Manette, John Doman, Judith Roberts

Sceneggiatura di Lynne Ramsay, dal romanzo “Non sei mai stato qui” di Jonathan Ames (ed. Baldini & Castoldi)

Drammatico, 1h 35′, Europictures, in uscita il 1 maggio 2018

Voto: 7 su 10

Penetranti, lancinanti, violente le sequenze scorrono sullo schermo rapidamente, senza concedere tregua. Il battito cardiaco aumenta insieme al senso di profonda angoscia che spinge ad alzarsi ed abbandonare la sala cinematografica anche se, allo stesso tempo, si avverte la necessità di restare e vedere fino in fondo A beautiful day. L’ultima, controversa, pellicola della cineasta Lynne Ramsay farebbe, probabilmente, tentennare anche gli animi più forgiati ed abituati alle immagini crude e implacabili ma, per quanto disturbante, semina un turbamento che non lascia indifferenti.

“Persone naturali e strafottenti” di Giuseppe Patroni Griffi, uno spettacolo di Giancarlo Nicoletti

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PERSONE NATURALI E STRAFOTTENTI
di Giuseppe Patroni Griffi

con Marisa Laurito, Giovanni Anzaldo, Filippo Gili, Federico Lima Roque
direttore di produzione Diego Rifici
organizzazione Cinzia Storari
disegno luci Daniele Manenti
aiuto regia Alessandro Solombrino – Giuditta Vasile
una produzione Altra Scena in collaborazione con Sycamore T Company
regia Giancarlo Nicoletti

Andato in scena al Teatro Palladium di Roma dal 3 al 6 Maggio 2018

Voto: 5½ su 10

Un’anteprima nazionale decisamente interessante, quella di Persone naturali e strafottenti, testo scandalo di Giuseppe Patroni Griffi andato per la prima volta in scena nel 1974 con la regia dell’autore stesso e un cast che comprendeva Pupella Maggio, Gabriele Lavia e Mariano Rigillo. Il nuovo allestimento, diretto da Giancarlo Nicoletti, riporta sulla scena drammatica un’attrice dal carisma solitamente rassicurante e popolare come Marisa Laurito, alle prese con un personaggio sofferente e fitto di ombre; ad affiancarla ci sono Giovanni Anzaldo, Filippo Gili e Federico Lima Roque. Testo importante, un regista dal nobile curriculum e un gruppo di interpreti di solidissimo mestiere, però, non hanno assicurato la riuscita di uno spettacolo che, troppo spesso, mostra la corda e scade in un’assordante pipinara.

“Tomorrow Morning – Domani ti sposo… domani ti lascio!” di Laurence Mark Wythe, uno spettacolo di Marco Simeoli, la recensione

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TOMORROW MORNING – DOMANI TI SPOSO… DOMANI TI LASCIO!
di Laurence Mark Wythe

Presentato dalla Compagnia AMO
Adattamento Italiano: Piero Di Blasio
Regia: Marco Simeoli
con Daniele Derogatis, Piero Di Blasio, Stefania Fratepietro, Valeria Monetti
Coreografie: Stefano Bontempi
Direzione Musicale: Roberto Gori
Scenografia: Gianluca Amodio
Costumi: Valentina Giura
Disegno Luci: Marco Macrini

Al Teatro Roma dal 3 al 20 maggio 2018

Voto: 8 su 10

A distanza di 4 anni dal precedente spettacolo “Ti amo, sei perfetto, ora cambia”, ritroviamo la Compagnia A.M.O. (Attori Momentaneamente Occupati) alle prese con un nuovo “mini-musical” di stampo straniero, proveniente dal musical “Off” d’oltreoceano con al centro la tematica del rapporto di coppia: ”Tomorrow Morning – Domani ti sposo… Domani ti lascio!”.