“Undine”, un film di Christian Petzold, la recensione

Undine – Un amore per sempre (Francia/Germania, 2020) di Christian Petzold con Paula Beer, Franz Rogowski, Jacob Matschenz, Maryam Zaree, Anne Ratte-Polle Sceneggiatura di Christian Petzold Drammatico, 1h 32’, Europictures, in uscita Leggi »

Venezia77 – Concorso: “Miss Marx”, un film di Susanna Nicchiarelli, la recensione

Miss Marx (id, Italia/Belgio, 2020) di Susanna Nicchiarelli con Romola Garai, Patrick Kennedy, John Gordon Sinclair, Philip Gröning, Felicity Montagu, Karina Fernandez, George Arrendell Sceneggiatura di Susanna Nicchiarelli Biografico, 1h 48’, 01 Leggi »

Venezia77 – Fuori Concorso: “Lacci”, un film di Daniele Luchetti, la recensione

Lacci (Italia, 2020) di Daniele Luchetti con Alba Rohrwacher, Luigi Lo Cascio, Laura Morante, Silvio Orlando, Giovanna Mezzogiorno, Adriano Giannini, Linda Caridi, Simona Tabasco, Antonio Palmese, Antonella Monetti, Francesca De Sapio, Giovannino Leggi »

“Tenet”, un film di Christopher Nolan, la recensione

Tenet (id, Usa, 2020) di Christopher Nolan con John David Washington, Elizabeth Debicki, Robert Pattinson, Kenneth Branagh, Dimple Kapadia, Aaron Taylor-Johnson, Clémence Poésy, Michael Caine Soggetto e sceneggiatura di Christopher Nolan Fantascienza Leggi »

“Parasite”, un film di Bong Joon-ho, la recensione

Parasite (Gisaengchung, Corea del Sud, 2019) di Bong Joon-ho con Song Kang-ho, Sun-kyun Lee, Cho Yeo-jeong, Choi Woo-Sik, Hyae Jin Chang, Jung Hyeon-jun, Park Seo-joon, Jung Ziso, Chang Hyae-jin, Park Myeong-hoon, Lee Leggi »

RomaFF14 – Selezione Ufficiale: “Downton Abbey”, un film di Michael Engler, la recensione

Downton Abbey (id, GB, 2019) di Michael Engler con Hugh Bonneville, Laura Carmichael, Jim Carter, Raquel Cassidy, Brendan Coyle, Michelle Dockery, Kevin Doyle, Michael C. Fox, Joanne Froggatt, Matthew Goode, Harry Hadden-Paton, Leggi »

RomaFF14 – Selezione Ufficiale: “Motherless Brooklyn – I segreti di una città”, un film di Edward Norton, la recensione

Motherless Brooklyn – I segreti di una città (Motherless Brooklyn, Usa, 2019) di Edward Norton con Edward Norton, Gugu Mbatha-Raw, Bobby Cannavale, Alec Baldwin, Willem Dafoe, Bruce Willis, Cherry Jones, Leslie Mann, Leggi »

“Non succede, ma se succede…”, un film di Jonathan Levine, la recensione

Non succede, ma se succede… (Long Shot, Usa, 2019) di Jonathan Levine con Charlize Theron, Seth Rogen, June Diane Raphael, O’Shea Jackson Jr., Ravi Patel, Bob Odenkirk, Andy Serkis, Alexander Skarsgård Sceneggiatura Leggi »

“Undine”, un film di Christian Petzold, la recensione

Undine – Un amore per sempre (Francia/Germania, 2020) di Christian Petzold con Paula Beer, Franz Rogowski, Jacob Matschenz, Maryam Zaree, Anne Ratte-Polle

Sceneggiatura di Christian Petzold

Drammatico, 1h 32’, Europictures, in uscita il 24 settembre 2020

Voto: 7 su 10

Partiamo dalle note positive, la durata: possiamo dire che è un vero sollievo poter godere di una visione cinematografica che, pur conservando fascino e ambizioni, riesce a concentrare tutto il suo potenziale in una narrazione che rientra nella tradizionale e nobilissima ora e mezza? Ormai, tra blockbuster d’oltreoceano e cinema cosiddetto d’autore, siamo quasi arresi a dover patire minutaggi fiume, che tediano mente e membra. Quindi onore a Christian Petzold che, negli ultimi anni, ha sempre offerto opere stimolanti senza necessariamente doversi dilungare in inutili e sfiancanti lungaggini. Altra nota di merito, gli interpreti: il regista riunisce la coppia del suo cerebrale e bellissimo La donna dello scrittore e fa bene, perché tra la splendida Paula Beer e il tormentato Franz Rogowski c’è un’intesa rara da trovare nel cinema contemporaneo.

Venezia77 – Concorso: “Miss Marx”, un film di Susanna Nicchiarelli, la recensione

Miss Marx (id, Italia/Belgio, 2020) di Susanna Nicchiarelli con Romola Garai, Patrick Kennedy, John Gordon Sinclair, Philip Gröning, Felicity Montagu, Karina Fernandez, George Arrendell

Sceneggiatura di Susanna Nicchiarelli

Biografico, 1h 48’, 01 Distribution, in uscita il 17 settembre 2020

Voto: 7 su 10

Ancora una volta, una figura femminile contrastata e di rottura irrompe nella breve eppur riconoscibilissima filmografia di Susanna Nicchierelli, autrice romana classe 1975 che, con soli quattro lungometraggi all’attivo, non ha mancato di imporsi tra le voci più interessanti della nostra cinematografia contemporanea. Dopo l’apprezzato Nico, 1988, premiato come miglior film della sezione Orizzonti di Venezia75, Nicchiarelli torna, stavolta nella competizione ufficiale, con la biografia della quarta e più famosa delle figlie di Karl Marx, Eleanor, cui presta le fattezze una carismatica Romola Garai.

Venezia77 – Fuori Concorso: “Lacci”, un film di Daniele Luchetti, la recensione

Lacci (Italia, 2020) di Daniele Luchetti con Alba Rohrwacher, Luigi Lo Cascio, Laura Morante, Silvio Orlando, Giovanna Mezzogiorno, Adriano Giannini, Linda Caridi, Simona Tabasco, Antonio Palmese, Antonella Monetti, Francesca De Sapio, Giovannino Esposito, Sveva Esposito, Vito Vinci

Sceneggiatura di Domenico Starnone, Daniele Luchetti e Francesco Piccolo, dal romanzo omonimo di Domenico Starnone (Einaudi)

Drammatico, 1h 40’, 01 Distribution, in uscita il 1 ottobre 2020

Voto: 5½ su 10

La metafora del titolo è facile facile, oltre che abbondantemente spiegata in una sequenza quantomeno didascalica e gratuita: i lacci delle scarpe, annodati tra loro in un modo curioso, diventano il simbolo di un legame di sangue indissolubile eppure fragile, accidentato, sempre sul punto di sciogliersi. Daniele Luchetti torna con Lacci, dal best seller omonimo di Domenico Starnone, a riflettere sulla fatalità dell’istituzione famigliare italiana tra affresco d’epoca e contemporaneità, circondandosi di un cast di prima grandezza e aprendo a sorpresa, ma fuori concorso, la 77ª Mostra del Cinema di Venezia.

“Tenet”, un film di Christopher Nolan, la recensione

Tenet (id, Usa, 2020) di Christopher Nolan con John David Washington, Elizabeth Debicki, Robert Pattinson, Kenneth Branagh, Dimple Kapadia, Aaron Taylor-Johnson, Clémence Poésy, Michael Caine

Soggetto e sceneggiatura di Christopher Nolan

Fantascienza / azione / spionaggio, 2h 30’, Warner Bros., in uscita il 26 agosto 2020

Voto:  5½ su 10

Tenet di Christopher Nolan è probabilmente la vendetta del regista nei confronti di un sistema cinematografico che si è rifiutato di riconoscerlo come “Autore”, poco meno di tre anni fa, con Dunkirk, nonostante l’acclamazione pressoché generale: al momento della verità, il film portò a casa “solo” tre Oscar tecnici. Perché allora sforzarsi di riscrivere un genere (in quel caso era il war movie classico) se ciò che più gli preme è giocare col tempo e i suoi paradossi in costosi e fracassonissimi blockbuster? Presto detto, arriva in soccorso alle odierne sale pandemiche il suo nuovo parto mentale, un assordante caleidoscopio di esagerazioni logiche in 70mm e IMAX, da consumare esclusivamente senza la pretesa di volerci capire necessariamente qualcosa. In caso contrario, sarà utile consultare le webzine dei nerd più autorevoli a terminata visione.

“Parasite”, un film di Bong Joon-ho, la recensione

Parasite (Gisaengchung, Corea del Sud, 2019) di Bong Joon-ho con Song Kang-ho, Sun-kyun Lee, Cho Yeo-jeong, Choi Woo-Sik, Hyae Jin Chang, Jung Hyeon-jun, Park Seo-joon, Jung Ziso, Chang Hyae-jin, Park Myeong-hoon, Lee Jung-eun, Park So-dam

Sceneggiatura di Bong Joon-ho, Han Ji-won

Grottesco, 2h 12’, Academy Two, in uscita il 7 novembre 2019

Voto: 8½ su 10

Tutti ne parlano (o, ne hanno parlato), Parasite di Bong Joon-ho è stato il “talk of the town” di quest’ultima accidentata stagione cinematografica. Partita la sua corsa con l’acclamazione al Festival di Cannes, dove ha vinto la Palma d’Oro, e terminata tra l’entusiasmo generale con la consacrazione e il premio Oscar al miglior film dell’anno direttamente dalle mani di Jane Fonda (più altre tre statuette di peso: miglior sceneggiatura originale, miglior regia e miglior film straniero), quello del film sud-coreano è stato un irresistibile percorso di riconoscimenti più che meritati.

“Antigone/Nacht und Nebel”, uno spettacolo scritto e diretto da Gianluca Guidotti ed Enrica Sangiovanni, la recensione

ANTIGONE / NACH UND NEBEL

drammaturgia e regia Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni

con Gianluca Guidotti, Enrica Sangiovanni, Antonia e Elio Guidotti, Alfredo Puccetti, Andrea Sangiovanni, Alessandro Vuozzo

partitura sonora Patrizio Barontini, elementi scenografici Francesco Fedele, tecnica e invenzioni Andrea Sangiovanni, sartoria les libellules, conflagrazioni poetiche Angela Tognolini, Paul B. Preciado, Pier Paolo Pasolini, Germaine Tillon, voci del Coro Alessandro Barontini, Antonia e Elio Guidotti, assistenza Giulia Piazza, foto di scena Franco Guardascione, ufficio stampa Sabrina Camonchia, produzione Archivio Zeta 2020

In scena alla Villa Aldini di Bologna fino al 15 agosto

Voto: 9 su 10

Non si può far tacere il pensiero. Non si può reprimere l’esigenza di esprimersi. Non c’è virus che possa impedire alla cultura di dare voce e corpo a idee e progetti. In questa insolita estate per tutti anche la cultura ha dovuto riorganizzare i suoi spazi, proprio come ha fatto Archivio Zeta con il suo ultimo spettacolo “Antigone/Nacht und Nebel”. Lo spettacolo avrebbe dovuto debuttare nel cimitero militare germanico del Passo della Futa, ma le autorità tedesche hanno deciso di impedire la rappresentazione per ragioni legate al Covid. Così il comune di Bologna, da sempre attento e vicino al settore culturale, ha accolto la compagnia di attori nel suggestivo contesto di Villa Aldini divenuta scenario di uno spettacolo ricco di poesia, forza espressiva ma anche di passione sociale e politica.

“Segnale d’allarme | La mia battaglia VR” di Elio Germano e Chiara Lagani, la recensione

SEGNALE D’ALLARME – La mia battaglia VR

tratto dallo spettacolo teatrale La mia battaglia

sceneggiatura Elio Germano, Chiara Lagani

con Elio Germano

una produzione Gold Productions, Infinito, Riccione Teatro

scritto da Elio Germano e Chiara Lagani

aiuto regia Rachele Minelli, disegno luci Alessandro Barbieri, fonico Gianluca Meda, fotografia Luigi Ruggiero e Filippo Pagotto

produzione Pierfrancesco Pisani, Elio Germano, Omar Rashid, produttore associato Alessandro Mancini, Luca Fortino

regia Elio Germano e Omar Rashid

Dal 4 al 16 febbraio al Teatro Argot Studio

Voto: 8 su 10

Più che una messa in scena drammaturgica, più che uno spettacolo teatrale, “Segnale d’allarme – La mia Battaglia VR” è un atto di militanza politica e civile, un moto di dissenso al quieto ragionare del cittadino comune che non riconosce l’estremismo nascosto dietro i suoi apparenti – e pericolosamente radicati – principi di “semplice buon senso”.

“Vetri rotti” di Arthur Miller, uno spettacolo di Armando Pugliese, la recensione

VETRI ROTTI

di Arthur Miller

Traduzione di Masolino D’Amico

con Elena Sofia Ricci, David Coco, Maurizio Donadoni, Elisabetta Arosio, Alessandro Cremona, Serena Amalia Mazzone

Scena Andrea Taddei, Costumi Barbara Bessi, Luci Gaetano La Mela, Musiche Stefano Mainetti, Foto Mario D’Angelo

Regia di Armando Pugliese

Produzione: ErreTiTeatro30con:

In scena al Teatro Eliseo di Roma fino al 16 febbraio 2020

Voto: 7 su 10

Drammaturgia senile da uno dei più grandi autori del teatro americano contemporaneo, Vetri rotti di Arthur Miller venne rappresentato per la prima volta a Broadway nel 1994, con protagonisti Dianne Wiest, Ron Rifkin, Ron Silver e Frances Conroy. Testo gravoso, frutto dell’incessante senso di colpa degli ebrei scampati alla tragedia dell’Olocausto e sul disagio del sentirsi macchiati dalla responsabilità di una vita vissuta lontano dall’orrore, il tutto riletto dall’interno di un’analisi di coppia dilaniata dai demoni – non solo – della Storia.

“Il deserto dei tartari” di Dino Buzzati, uno spettacolo di Elisa Rocca, la recensione

IL DESERTO DEI TARTARI

di Dino Buzzati

adattamento e riduzione Massimo Roberto Beato

regia Elisa Rocca

con Massimo Roberto Beato, Alberto Melone, Matteo Tanganelli

allestimento scenico Jacopo Bezzi, Marta Bencich

musiche originali Giorgio Stefanori

Andato in scena al Teatro de’ Servi di Roma

Voto: 7 su 10

Dal testo “La Fortezza – Momento unico per tre attori soli” nato dalla rielaborazione del romanzo “Il deserto dei Tartari”, pubblicato da Dino Buzzati nel 1940, nasce la rappresentazione portata in scena al Teatro de’ Servi dalla Compagnia dei Masnadieri, primo capitolo di una trilogia che intende rappresentare gli sconfitti, coloro i quali, nelle intenzioni degli autori, sembrano essere destinati a doversi adattare ad un mondo che a fatica comprendono, e – affannosamente – a convivere con esso.

“GHOST – Il Musical” di Stewart, Ballard e Rubin, uno spettacolo di Federico Bellone, la recensione

GHOST – Il Musical

di David Stewart, Glen Ballard e Bruce Joel Rubin

LIBRETTO e TESTI Bruce Joel Rubin

MUSICA e TESTI Dave Stewart e Glen Ballard

TRADUZIONE E ADATTAMENTO LIRICHE Franco Travaglio

REGIA Federico Bellone, REGIA ASSOCIATA E COREOGRAFIA Chiara Vecchi, SCENOGRAFIA Federico Bellone, EFFETTI SPECIALI Paolo Carta, DISEGNO LUCI Valerio Tiberi

con Mirko Ranù, Giulia Sol, Gloria Enchill, Thomas Santu, Ronnie Jones, Luca Gaudiano, Salvatore Maio, Cristina Benedetti, Mitsio Silvia Paladino Florio

ENSEMBLE Roberto Torri – Clara Maselli – Manuel Mercuri – Carolina Sisto – Alex Botta

SWING ON STAGE Francesco Alimonti – Martina Peruzzi

In scena da 28 gennaio al 9 febbraio al Teatro Sistina di Roma

Voto: 6 su 10

È strano dover parlare in termini di “novità” di un musical tratto da uno dei film più indelebilmente presenti nell’immaginario collettivo cinematografico degli ultimi trent’anni, Ghost, il cult movie di Jerry Zucker con Patrick Swayze e Demi Moore, ancora oggi in grado di commuovere ed emozionare intere generazioni di spettatori. Uno dei padri della comicità demenziale americana (Zucker, insieme al fratello David e a Jim Abrahams, è stato il creatore della saga Airplane! e di Hot Shots!) ebbe il merito di scommettere su un copione che mischiava in modo ardito thriller e love story paranormale, azzeccando un cast praticamente perfetto e almeno una dozzina di sequenze da antologia. Risultato: premio Oscar alla miglior sceneggiatura a Bruce Joel Rubin e alla migliore attrice non protagonista per una straripante, memorabile Whoopy Goldberg, nei panni della medium sull’orlo di un crollo nervoso Oda Mae Brown.