Venezia78 – Giornate degli Autori: “Il silenzio grande”, un film di Alessandro Gassmann, la recensione

Il silenzio grande (Italia/Polonia, 2021) di Alessandro Gassmann con Massimiliano Gallo, Margherita Buy, Marina Confalone, Antonia Fotaras, Emanuele Linfatti Sceneggiatura di Andrea Ozza, Maurizio De Giovanni e Alessandro Gassmann, tratta dalla pièce Leggi »

Venezia78 – Concorso: “Il collezionista di carte”, un film di Paul Schrader, la recensione

Il collezionista di carte (The Card Counter, Usa, 2021) di Paul Schrader con Oscar Isaac, Tiffany Haddish, Tye Sheridan, Willem Dafoe, Ekaterina Baker Sceneggiatura di Paul Schrader Drammatico, 1h 52’, Lucky Red, Leggi »

“Reminiscence – Frammenti dal passato”, un film di Lisa Joy, la recensione

Frammenti dal passato – Reminiscence (Reminiscence, Usa, 2021) di Lisa Joy con Hugh Jackman, Rebecca Ferguson, Thandie Newton, Cliff Curtis, Daniel Wu, Angela Sarafyan, Natalie Martinez, Marina de Tavira, Brett Cullen Sceneggiatura Leggi »

Venezia78 – Concorso: “Qui rido io”, un film di Mario Martone, la recensione

Qui rido io (Italia, 2021) di Mario Martone, con Toni Servillo, Maria Nazionale, Eduardo Scarpetta, Cristiana dell’Anna, Gianfelice Imparato, Lino Musella, Iaia Forte Sceneggiatura di Mario Martone e Ippolita di Majo Biografico, Leggi »

“Fuga a Parigi – French Exit”, un film di Azazel Jacobs, la recensione

Fuga a Parigi (French Exit, Canada/Irlanda/GB, 2020) di Azazel Jacobs con Michelle Pfeiffer, Lucas Hedges, Tracy Letts, Valerie Mahaffey, Imogen Poots, Danielle Macdonald, Isaach De Bankolé, Daniel Di Tomasso Sceneggiatura di Patrick Leggi »

“The Father”, un film di Florian Zeller, la recensione

The Father – Nulla è come sembra (The Father, GB/Francia, 2020) di Floria Zeller con Anthony Hopkins, Olivia Colman, Rufus Sewell, Imogen Poots, Olivia Williams, Evie Wray, Mark Gatiss Sceneggiatura di Florian Leggi »

“Gli indifferenti”, un film di Leonardo Guerra Seràgnoli, la recensione

Gli indifferenti (id, Italia, 2020) di Leonardo Guerra Seràgnoli con Valeria Bruni Tedeschi, Giovanna Mezzogiorno, Edoardo Pesce, Vincenzo Crea, Beatrice Grannò, Denise Tantucci, Pilar Fogliati Sceneggiatura di Leonardo Guerra Seràgnoli e Alessandro Leggi »

Venezia77 – Concorso: “Nomadland”, un film di Chloé Zhao, la recensione

Nomadland (id, Usa, 2020) di Chloé Zhao con Frances McDormand, David Strathairn, Linda May, Swankie, Bob Wells Sceneggiatura di Chloé Zhao, dal libro “Nomadland. Un racconto d’inchiesta” di Jessica Bruder (Edizioni Clichy) Leggi »

“Forse un altro”, un romanzo di Michele Zatta, la recensione

FORSE UN ALTRO

di Michele Zatta

Arkadia Editore 

Prendi degli evergreen del grande schermo come Uno strano caso e Prossima fermata: Paradiso, shakerali, aggiungici la sagacia di Woody Allen e la romanticheria di Nancy Meyers, shakera ancora. Un pizzico di freddure alla Campanile, un tocco di poesia stravolta alla Benni et… voilà: Forse un altro avrà il sapore di tutti questi prelibati ingredienti e riuscirà comunque a sorprenderti.

È infatti con gioia che vi segnaliamo l’uscita di questo spassosissimo romanzo, decisamente un fuoriclasse per lo standard dell’editoria nostrana.

“Shakespeare per attori anziani” di Francesca Nunzi, uno spettacolo di Claudio Insegno, la recensione

SHAKESPEARE PER ATTORI ANZIANI

di Francesca Nunzi

regia di Claudio Insegno

con Francesca Nunzi e Marco Simeoli e con Daniele Derogatis

In scena al Teatro de’ Servi di Roma dal 12 al 29 maggio e il 15 e 16 settembre al Globe Theatre di Roma

Voto: 8 su 10

La nostra scena non s’apre più nella bella Verona, né più c’è il rancore antico delle due casate di pari nobiltà (che poi, ma come si chiameranno mai?!) a seppellire l’amore di due giovani amanti… No. Il palco di Shakespeare per attori anziani è quello, dimesso e un po’ scalcagnato, su cui due poveri disgraziati col sogno della ribalta, tentano di rinverdire le loro carriere ormai al tramonto reinventando alcuni dei temi e dei luoghi più iconici del teatro dell’immenso Bardo di Stratford-upon-Avon. I soldi latitano e la Siae per anni non è arrivata, e allora i due si arrangiano con quel che hanno, complice una sorta di alter ego del grande drammaturgo che, di volta in volta, introdurrà le loro malefatte interpretative ai danni di titoli celeberrimi.

“Gli amici di Peter” di Martin, Marcé e Martin, uno spettacolo di Stefano Messina, la recensione

GLI AMICI DI PETER

di Jean-Baptiste Martin, Olivier Marcé, Frédéric Martin, dall’omonimo film di Kenneth Branagh

traduzione a cura di Giovanna Napolitano – adattamento Stefano Messina

regia Stefano Messina, scene Alessandro Chiti, luci Valerio Camelin, foto Manuela Giusto

con (in ordine alfabetico) Simone Balletti, Virginia Bonacini, Chiara Bonome, Andrea Carpiceci, Stefano Dilauro, Stefano Flamia, Camilla Nigro, Enrica Pintore e con Simonetta Graziano

Produzione Attori & Tecnici

In scena al Teatro Vittoria di Roma dal 5 al 15 maggio

Voto: 7½ su 10

Gli amici di Peter è uno di quei piccoli cult dimenticati dei primi anni Novanta (invisibile in tv da decenni e presente sul mercato home video in un’edizione della Multivision dal viraggio verdastro e priva dell’audio in lingua originale) che, pur non brillando propriamente per originalità, rappresenta non solo una delle gemme più curiose nella nobile e poderosa filmografia del suo regista Kenneth Branagh, ma anche un momento fondamentale per la cinematografia inglese, che si apprestava a fare i conti con la narrazione della restaurazione thatcheriana. Sorta di “grande freddo” britannico e prova generale di coralità per il successivo, e altrettanto irresistibile, “Nel bel mezzo di un gelido inverno”, Gli amici di Peter è ora anche un testo teatrale di Jean-Baptiste Martin, Olivier Marcé e Frédéric Martin, che riscrivono la sceneggiatura a orologeria firmata da Rita Rudner (che nel film era Carol, la moglie volgare e fanatica del fitness di Andrew) e Martin Bergman, senza snaturarla a favore di nuove interpretazioni, ma confermandone il senso profondo di nostalgia e inadeguatezza.

“Tutti parlano di Jamie” di Don MacRae e Dan Gillespie Sells, uno spettacolo di Piero Di Blasio, la recensione

TUTTI PARLANO DI JAMIE – IL MUSICAL

musiche e orchestrazioni di Dan Gillespie Sells, libretto di Tom MacRae, da un’idea originale di Jonathan Butterell

con Giancarlo Commare, Barbara Cola, Franco Mannella, Ludovica Di Donato, Lisa Angelillo, Benedetta Boschi, Flavio Marullo, Umberto Noto, Michele Savoia, Sebastian Gimelli Morosini

scene Alessandro Chiti, costumi Francesca Grossi, direzione musicale Dino Scuderi, supervisione artistica e coreografie Laccio

adattamento e regia Piero Di Blasio

Produzione Viola Produzioni – OTI Officine del Teatro Italiano in accordo con RGM Productions

In scena al Teatro Brancaccio di Roma dall’11 marzo al 3 aprile 2022

Voto: 7 su 10

Debutto assoluto in Italia per uno dei più grandi successi del genere musical degli ultimi anni: è Tutti parlano di Jamie, prima documentario della BBC del 2011 dal titolo “Jamie: Drag Queen at 16”, poi spettacolo nel West end londinese nel 2017, amato e premiato a tal punto da diventare anche un film per il cinema. Ora, la storia vera del sedicenne Jamie Campbell che, in un paesino del Nord dell’Inghilterra , sfida i pregiudizi per vincere la sua battaglia per l’autodeterminazione, arriva sul palco del Teatro Brancaccio di Roma, tra l’entusiasmo generale e lo stesso Campbell, di rosa vestito e con mamma al seguito, a ballare ed applaudire l’adattamento italiano di Piero Di Blasio tra le fila della platea.

“Rugantino” di Garinei e Giovannini, uno spettacolo di Pietro Garinei, la recensione

RUGANTINO

Commedia musicale di Garinei e Giovannini

Scritta con Pasquale Festa Campanile e Massimo Franciosa

Collaborazione artistica di Luigi Magni

Musiche del Maestro Armando Trovajoli

con Michele la Ginestra, Serena Autieri, Edy Angelillo e Massimo Wertmuller

Scene e Costumi originali di Giulio Coltellacci

Regia di Pietro Garinei

In scena al Teatro Sistina di Roma dal 10 al 27 marzo 2022

Voto: 8 su 10

Nuovo Teatro Sistina, vecchi successi. Risultato garantito! Potremmo riassumere così la visione della direzione artistica di Massimo Romeo Piparo del Teatro Sistina di Roma che, sopravvissuto alle enormi difficoltà legate alle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria, si presenta al pubblico romano in una veste rinnovata.

Ma se in platea troviamo nuove e più comode poltrone (nei colori identiche a quelle storiche del teatro), sul palco ritroviamo “la Storia”: Rugantino, uno spettacolo che da 60 anni fa la fortuna di questo teatro e la gioia dei romani.

“La Divina Commedia – Opera Musical”, uno spettacolo di Andrea Ortis, la recensione

LA DIVINA COMMEDIA – OPERA MUSICAL

Musiche di  Marco Frisina, Regia Andrea Ortis, Testi Gianmario Pagano e Andrea Ortis, con Antonello Angiolillo, Scenografie di Lara Carissimi, Coreografie di Massimiliano Volpini, Luci Valerio Tiberi

Al Teatro Brancaccio di Roma dall’1 al 6 marzo 2022

Voto: 7 su 10

Torna a Roma al Teatro Brancaccio il nuovo allestimento della Divina Commedia – Opera Musical con le musiche di don Marco Frisina.

Questa nuova produzione dello spettacolo, che va in continuità con l’edizione 2018, conferma un approccio più “light” su una serie di elementi, tra cui le scenografie. La prima, e ormai lontana, edizione del 2007 non è che un ricordo. Quella maestosità non è riproducibile in un contesto, quello del teatro musicale italiano, che fa sempre più fatica a tenere in piedi produzioni complesse (sia in termini tecnici che come numerosità del cast).

“Completamente esaurito” di Becky Mode, uno spettacolo di Antonia Di Francesco, la recensione

COMPLETAMENTE ESAURITO

Scritto da Becky Mode

Tradotto e adattato da Davide Nebbia

Regia di Antonia Di Francesco

Aiuto Regia di Massimiliano Martini

Audio e Luci Giacomo Giulio Imbrò

Al teatro Lo Spazio di Roma dal 3 al 6 febbraio 2022

Voto: 8 su 10

Sfidando anche la concorrenza della kermesse sanremese, al Teatro Lo Spazio di Roma è andato in scena “Completamente Esaurito” di Becky Mode nell’adattamento dell’attore romano Davide Nebbia.

Lo spettacolo è un tipico esempio di virtuosismo teatrale, a tratti ansiogeno, in cui tutto è affidato al corpo e alla voce di un grande talento attoriale, Davide Nebbia per l’appunto, che interpreta, con velocissimi cambi di voce, postura e atteggiamento, addirittura ben 40 personaggi diversi rendendoli tutti immediatamente riconoscibili anche grazie ad una forte caratterizzazione degli stessi.

“Un Tram che si chiama Desiderio” di Tennessee Williams, uno spettacolo di Pier Luigi Pizzi, la recensione

UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO

di Tennessee Williams (traduzione di Masolino d’Amico)

con Mariangela D’Abbraccio, Daniele Pecci e con Giorgia Salari, Eros Pascale, Erika Puddu, Giorgio Sales, Massimo Odierna

regia e scena Pier Luigi Pizzi, musiche Matteo D’Amico, artigiano della luce Luigi Ascione

produzione GITIESSE Artisti Riuniti diretta da Geppy Gleijeses

In scena al teatro Quirino di Roma fino al 6 febbraio 2022

Voto D’Errico: 6 su 10

Voto Rossi: 8 su 10

Ci sono voluti due anni affinchè il Tram del maestro Pier Luigi Pizzi, con a bordo Mariangela D’Abbraccio e Daniele Pecci, fermasse al Teatro Quirino. Una chiamata carica d’attesa per un testo cardine della drammaturgia americana del secolo scorso, già portato in scena in Italia con allestimenti celeberrimi, come quelli di Visconti e De Capitani. Le luci accecanti del sogno americano, filtrate attraverso il velo del moralismo e dell’ipocrisia sociale più spietata e rapace, tornano ora in una rappresentazione profondamente fedele alle pagine di Tennessee Williams (nella traduzione storica di Masolino D’Amico), ma anche priva di una reale visione d’autore capace di caratterizzarla e imprimerla nella memoria.

“Tutto sua madre” di Guillaume Gallienne, uno spettacolo di Roberto Piana, la recensione

TUTTO SUA MADRE

tratto da “Les garçons et Guillaume, à table!” di Guillaume Gallienne

con Gianluca Ferrato

traduzione dal francese Anna D’Elia, adattamento drammaturgico Tobia Rossi, scene Yasmin Pochat, costumi Agostino Porchietto, light designer Marco Boccalero

Regia Roberto Piana

In scena al Teatro Quirino di Roma dal 5 al 10 ottobre 2021

Voto: 7 su 10

Festeggiamo il nostro ritorno a teatro con una commedia di grande successo in patria e per la prima volta in scena in Italia: Les garçons et Guillaume, à table! è il divertito e ragionato monologo pseudo-autobiografico con cui Guillaume Gallienne, attore e regista tra i più affermati della celebre Comédie Française, ha voluto raccontare il suo personale percorso di accettazione di un’identità di genere. Il protagonista, prima ancora di aver maturato pienamente la natura del suo essere, è ritenuto da tutti inequivocabilmente gay, a cominciare dai suoi famigliari: forse perché vive nel mito di sua madre, una donna tanto bella quanto greve e castrante, o perché, nottetempo, si diverte a fare l’imitazione della Principessa Sissi e dell’Arciduchessa Sofia…

Venezia78 – Giornate degli Autori: “Il silenzio grande”, un film di Alessandro Gassmann, la recensione

Il silenzio grande (Italia/Polonia, 2021) di Alessandro Gassmann con Massimiliano Gallo, Margherita Buy, Marina Confalone, Antonia Fotaras, Emanuele Linfatti

Sceneggiatura di Andrea Ozza, Maurizio De Giovanni e Alessandro Gassmann, tratta dalla pièce teatrale omonima di Maurizio De Giovanni

Drammatico, 1h 46’, Vision Distribution, in uscita il 16 settembre 2021

Voto: 5½ su 10

La vendita della grande casa di famiglia è un topos letterario e cinematografico che non ha mai smesso di esercitare il suo angoscioso ascendente sul pubblico. Spesso cuore pulsante di complesse vicende private e di scontri generazionali, il distacco dalla magione è vissuto al pari di un lutto, un’esperienza catartica che si fa metafora di fine e rinascita. Recentemente, ne aveva fornito un bell’esempio la nostra Valeria Bruni Tedeschi nell’autobiografico Un castello in Italia, da lei scritto, diretto e interpretato. Con Il silenzio grande, invece, è un altro nome di illustre genìa, Alessandro Gassmann, a misurarsi con i toni intimisti che l’argomento impone, e chissà se nelle incomprensioni padre-figlio della trama sia corretto scorgere i conflitti con papà Vittorio.