“Il silenzio grande”, un film di Alessandro Gassmann, la recensione

Il silenzio grande (Italia/Polonia, 2021) di Alessandro Gassmann con Massimiliano Gallo, Margherita Buy, Marina Confalone, Antonia Fotaras, Emanuele Linfatti Sceneggiatura di Andrea Ozza, Maurizio De Giovanni e Alessandro Gassmann, tratta dalla pièce Leggi »

“Il collezionista di carte”, un film di Paul Schrader, la recensione

Il collezionista di carte (The Card Counter, Usa, 2021) di Paul Schrader con Oscar Isaac, Tiffany Haddish, Tye Sheridan, Willem Dafoe, Ekaterina Baker Sceneggiatura di Paul Schrader Drammatico, 1h 52’, Lucky Red, Leggi »

“Reminiscence – Frammenti dal passato”, un film di Lisa Joy, la recensione

Frammenti dal passato – Reminiscence (Reminiscence, Usa, 2021) di Lisa Joy con Hugh Jackman, Rebecca Ferguson, Thandie Newton, Cliff Curtis, Daniel Wu, Angela Sarafyan, Natalie Martinez, Marina de Tavira, Brett Cullen Sceneggiatura Leggi »

“Qui rido io”, un film di Mario Martone, la recensione

Qui rido io (Italia, 2021) di Mario Martone, con Toni Servillo, Maria Nazionale, Eduardo Scarpetta, Cristiana dell’Anna, Gianfelice Imparato, Lino Musella, Iaia Forte Sceneggiatura di Mario Martone e Ippolita di Majo Biografico, Leggi »

“Fuga a Parigi – French Exit”, un film di Azazel Jacobs, la recensione

Fuga a Parigi (French Exit, Canada/Irlanda/GB, 2020) di Azazel Jacobs con Michelle Pfeiffer, Lucas Hedges, Tracy Letts, Valerie Mahaffey, Imogen Poots, Danielle Macdonald, Isaach De Bankolé, Daniel Di Tomasso Sceneggiatura di Patrick Leggi »

“The Father”, un film di Florian Zeller, la recensione

The Father – Nulla è come sembra (The Father, GB/Francia, 2020) di Floria Zeller con Anthony Hopkins, Olivia Colman, Rufus Sewell, Imogen Poots, Olivia Williams, Evie Wray, Mark Gatiss Sceneggiatura di Florian Leggi »

“Gli indifferenti”, un film di Leonardo Guerra Seràgnoli, la recensione

Gli indifferenti (id, Italia, 2020) di Leonardo Guerra Seràgnoli con Valeria Bruni Tedeschi, Giovanna Mezzogiorno, Edoardo Pesce, Vincenzo Crea, Beatrice Grannò, Denise Tantucci, Pilar Fogliati Sceneggiatura di Leonardo Guerra Seràgnoli e Alessandro Leggi »

“Nomadland”, un film di Chloé Zhao, la recensione

Nomadland (id, Usa, 2020) di Chloé Zhao con Frances McDormand, David Strathairn, Linda May, Swankie, Bob Wells Sceneggiatura di Chloé Zhao, dal libro “Nomadland. Un racconto d’inchiesta” di Jessica Bruder (Edizioni Clichy) Leggi »

“Qui rido io”, un film di Mario Martone, la recensione

Qui rido io (Italia, 2021) di Mario Martone, con Toni Servillo, Maria Nazionale, Eduardo Scarpetta, Cristiana dell’Anna, Gianfelice Imparato, Lino Musella, Iaia Forte

Sceneggiatura di Mario Martone e Ippolita di Majo

Biografico, 2h 12’, 01Distribution, in uscita il 9 settembre 2021

Voto: 8 su 10

Un bel film. Nulla da eccepire a quest’ultimo lavoro di Mario Martone che torna a lavorare sui temi del Teatro, con la T maiuscola, che gli si addicono a pieno titolo, essendo lui stesso un esponente importante del nostro teatro Italiano. Come nel suo bel Teatro di guerra del 1998, Martone sviscera tutto il suo amore per l’arte del palcoscenico, omaggiando una famiglia davvero importante di teatranti, capocomici e, soprattutto, autori: quasi verrebbe da usare il termine dinastia. Perché sono riusciti a tramandarsi l’arte per decenni, raggiungendo vette d’eccellenza che hanno permesso, soprattutto alla drammaturgia italiana, di farsi conoscere in tutto il mondo (Eduardo De Filippo su tutti).

Archivio. “Matrimonio all’italiana”, un film di Vittorio De Sica, la recensione

Matrimonio all’italiana (id, Italia/Francia, 1964) di Vittorio De Sica con Sophia Loren, Marcello Mastroianni, Tecla Scarano, Aldo Puglisi, Marilù Tolo, Enzo Aita, Gianni Ridolfi, Generoso Cortini, Vito Moricone

Sceneggiatura di Renato Castellani, Tonino Guerra, Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi dalla commedia teatrale “Filumena Marturano” di Eduardo De Filippo

Commedia, 1h 41, Surf Film

Voto: 8½ su 10

È certamente la versione più celebre di un capolavoro assoluto del teatro italiano, Filumena Marturano di Eduardo De Filippo, dopo una prima riduzione cinematografica (del 1951) firmata dallo stesso autore e interpretata da sua sorella Titina, per la quale il ruolo principale era stato pensato e scritto. Sul palco, alcune tra le più grandi attrici teatrali hanno avuto modo di misurarsi col personaggio di Filumena, ma è senza dubbio all’immagine di Sophia Loren e al film di Vittorio De Sica che la parte è indissolubilmente legata.

“Fuga a Parigi – French Exit”, un film di Azazel Jacobs, la recensione

Fuga a Parigi (French Exit, Canada/Irlanda/GB, 2020) di Azazel Jacobs con Michelle Pfeiffer, Lucas Hedges, Tracy Letts, Valerie Mahaffey, Imogen Poots, Danielle Macdonald, Isaach De Bankolé, Daniel Di Tomasso

Sceneggiatura di Patrick deWitt, dal suo romanzo omonimo (2018)

Commedia, 1h 50’,  da aprile 2021 in VOD

Voto: 6 su 10

“Il mio piano era morire prima che finissero i soldi e invece ho continuato e continuo a non morire, ed eccomi qua”. Il proverbiale fatalismo mortifero al quale da secoli si aggrappa la classe dirigente americana è racchiuso in un’unica, lapidaria battuta di sconfitta. A pronunciarla è Frances Price, una matura socialité newyorkese ridotta al lastrico dopo la morte del marito e il conseguente pignoramento delle proprietà da parte della banca. Sembrerebbe un cliché abusato, se non fosse che la vedova è interpretata da Michelle Pfeiffer e lo script firmato dal canadese Patrick deWitt (I fratelli Sister), abile nel rivestire di modernità temi e generi classici, che riadatta per il grande schermo il suo romanzo omonimo. E il film, French Exit – tradotto per l’Italia in Fuga a Parigi – è quello che avrebbe dovuto rilanciare la sua splendida protagonista nella stagione dei premi: presentata al 58esimo New York Film Festival e distribuita in patria in piena pandemia (da noi direttamente in streaming), la pellicola non ha raccolto, se non il successo, neppure l’interesse sperato, con grande scherno delle speranze che la Pfeiffer aveva riposto in questo ormai raro ruolo di primo piano.

“The Father”, un film di Florian Zeller, la recensione

The Father – Nulla è come sembra (The Father, GB/Francia, 2020) di Floria Zeller con Anthony Hopkins, Olivia Colman, Rufus Sewell, Imogen Poots, Olivia Williams, Evie Wray, Mark Gatiss

Sceneggiatura di Florian Zeller e Christopher Hampton, dall’omonima pièce teatrale di Florian Zeller

Drammatico, 1h 38’, BiM, in uscita il 20 maggio 2021

Voto: 8 su 10

Il cinema contemporaneo non di rado ha raccontato la malattia mentale degenerativa, in particolar modo il morbo di Alzheimer, forse una delle forme più tragiche di abbandono che si possano immaginare. In Italia è stato Pupi Avati, con commovente dolcezza, ad affrontarla in Una sconfinata giovinezza con Fabrizio Bentivoglio, mentre è Julie Christie l’indimenticabile protagonista che si abbandona alle nebbie della memoria nel gioiello di Sarah Polley Away from her; più di recente, Michel Haneke e la grande coppia Trintignant-Riva con il devastante Amour, e ancora Still Alice, dove una magnifica Julianne Moore ci faceva vivere ogni attimo di una drammatica presa di coscienza. Ma ce ne sono molti altri. Ognuno di questi film affronta la patologia assecondando un punto di vista, un’angolazione, una predisposizione di volta in volta differente eppur comune a chiunque abbia avuto la sfortuna di confrontarsi con questo male.

“Gli indifferenti”, un film di Leonardo Guerra Seràgnoli, la recensione

Gli indifferenti (id, Italia, 2020) di Leonardo Guerra Seràgnoli con Valeria Bruni Tedeschi, Giovanna Mezzogiorno, Edoardo Pesce, Vincenzo Crea, Beatrice Grannò, Denise Tantucci, Pilar Fogliati

Sceneggiatura di Leonardo Guerra Seràgnoli e Alessandro Valenti, liberamente ispirato al romanzo omonimo di Alberto Moravia

Drammatico, 1h 21’, Vision Distribution, in VOD

Voto: 4½ su 10

Quando nel 1929 Alberto Moravia diede alle stampe il suo romanzo d’esordio, Gli indifferenti, la classe dirigente italiana, che proprio tra quelle pagine veniva irrisa in un’audace e grottesca tragedia famigliare, si apprestava inerme ad abbracciare gli ideali fascisti, con le conseguenze tristemente consegnate alle carte della storia. Un’opera fondamentale, dunque, per quel tempo, riservata a destare scandalo e condannata dai puristi classicisti, così come i successivi lavori dell’autore romano, sempre pronto a mettere alla berlina i vizi, le ipocrisie, la vacuità e il velleitarismo della borghesia dell’epoca. Non è un caso se tutte queste caratteristiche trovarono terreno fertile nella stagione cinematografica del boom, quel decennio o poco più, a cavallo tra i Cinquanta e i Sessanta, in cui le nostre sale erano avide di ritratti al vetriolo della società italiana: Moravia è stato tra gli scrittori più utilizzati per il grande schermo (su tutti La Ciociara, ma anche La romana, Il conformista e La noia, solo per citare i titoli più celebri) e anche Gli indifferenti trovò la sua, invero ingiustamente sfortunata, trasposizione per mano di Francesco Maselli. Era il 1964, ad interpretarla c’era un sontuoso cast formato da Paulette Goddard, Rod Steiger, Claudia Cardinale, Shelley Winters e Tomas Milian. Molti anni più tardi, nel 1988, un altro grande regista come Mario Bolognini si misurava con il testo moraviano per una riduzione televisiva che annoverava tra gli interpreti Liv Ullman e Peter Fonda.

“Nomadland”, un film di Chloé Zhao, la recensione

Nomadland (id, Usa, 2020) di Chloé Zhao con Frances McDormand, David Strathairn, Linda May, Swankie, Bob Wells

Sceneggiatura di Chloé Zhao, dal libro “Nomadland. Un racconto d’inchiesta” di Jessica Bruder (Edizioni Clichy)

Drammatico, 1h 48’, The Walt Disney Company Italia, in uscita il 26 aprile 2021 e dal 29 aprile in VOD

Voto: 6 su 10

In una stagione cinematografica segnata indelebilmente dalla pandemia e dalla chiusura delle sale, Nomadland di Chloé Zhao ha rappresentato l’obiettivo principale dal quale ripartire: forte di una eco importante, iniziata ben prima del Leone d’Oro vinto alla 77a Mostra del Cinema di Venezia, dove  era in assoluto il titolo più atteso, il film ha terminato la sua cavalcata verso la gloria durante la notte degli Oscar più morigerata che storia ricordi, con il riconoscimento alla regia, all’attrice protagonista (una McDormand a quota 3 statuette) e al film stesso. Restrizioni permettendo, l’opera dell’autrice cino-americana è riuscita a conquistarsi il buio della sala, ma con distribuzione on demand in contemporanea, come fiore all’occhiello dell’ormai lanciatissimo bouquet Disney.

“Undine”, un film di Christian Petzold, la recensione

Undine – Un amore per sempre (Francia/Germania, 2020) di Christian Petzold con Paula Beer, Franz Rogowski, Jacob Matschenz, Maryam Zaree, Anne Ratte-Polle

Sceneggiatura di Christian Petzold

Drammatico, 1h 32’, Europictures, in uscita il 24 settembre 2020

Voto: 7 su 10

Partiamo dalle note positive, la durata: possiamo dire che è un vero sollievo poter godere di una visione cinematografica che, pur conservando fascino e ambizioni, riesce a concentrare tutto il suo potenziale in una narrazione che rientra nella tradizionale e nobilissima ora e mezza? Ormai, tra blockbuster d’oltreoceano e cinema cosiddetto d’autore, siamo quasi arresi a dover patire minutaggi fiume, che tediano mente e membra. Quindi onore a Christian Petzold che, negli ultimi anni, ha sempre offerto opere stimolanti senza necessariamente doversi dilungare in inutili e sfiancanti lungaggini. Altra nota di merito, gli interpreti: il regista riunisce la coppia del suo cerebrale e bellissimo La donna dello scrittore e fa bene, perché tra la splendida Paula Beer e il tormentato Franz Rogowski c’è un’intesa rara da trovare nel cinema contemporaneo.

Venezia77 – Concorso: “Miss Marx”, un film di Susanna Nicchiarelli, la recensione

Miss Marx (id, Italia/Belgio, 2020) di Susanna Nicchiarelli con Romola Garai, Patrick Kennedy, John Gordon Sinclair, Philip Gröning, Felicity Montagu, Karina Fernandez, George Arrendell

Sceneggiatura di Susanna Nicchiarelli

Biografico, 1h 48’, 01 Distribution, in uscita il 17 settembre 2020

Voto: 7 su 10

Ancora una volta, una figura femminile contrastata e di rottura irrompe nella breve eppur riconoscibilissima filmografia di Susanna Nicchierelli, autrice romana classe 1975 che, con soli quattro lungometraggi all’attivo, non ha mancato di imporsi tra le voci più interessanti della nostra cinematografia contemporanea. Dopo l’apprezzato Nico, 1988, premiato come miglior film della sezione Orizzonti di Venezia75, Nicchiarelli torna, stavolta nella competizione ufficiale, con la biografia della quarta e più famosa delle figlie di Karl Marx, Eleanor, cui presta le fattezze una carismatica Romola Garai.

Venezia77 – Fuori Concorso: “Lacci”, un film di Daniele Luchetti, la recensione

Lacci (Italia, 2020) di Daniele Luchetti con Alba Rohrwacher, Luigi Lo Cascio, Laura Morante, Silvio Orlando, Giovanna Mezzogiorno, Adriano Giannini, Linda Caridi, Simona Tabasco, Antonio Palmese, Antonella Monetti, Francesca De Sapio, Giovannino Esposito, Sveva Esposito, Vito Vinci

Sceneggiatura di Domenico Starnone, Daniele Luchetti e Francesco Piccolo, dal romanzo omonimo di Domenico Starnone (Einaudi)

Drammatico, 1h 40’, 01 Distribution, in uscita il 1 ottobre 2020

Voto: 5½ su 10

La metafora del titolo è facile facile, oltre che abbondantemente spiegata in una sequenza quantomeno didascalica e gratuita: i lacci delle scarpe, annodati tra loro in un modo curioso, diventano il simbolo di un legame di sangue indissolubile eppure fragile, accidentato, sempre sul punto di sciogliersi. Daniele Luchetti torna con Lacci, dal best seller omonimo di Domenico Starnone, a riflettere sulla fatalità dell’istituzione famigliare italiana tra affresco d’epoca e contemporaneità, circondandosi di un cast di prima grandezza e aprendo a sorpresa, ma fuori concorso, la 77ª Mostra del Cinema di Venezia.

“Tenet”, un film di Christopher Nolan, la recensione

Tenet (id, Usa, 2020) di Christopher Nolan con John David Washington, Elizabeth Debicki, Robert Pattinson, Kenneth Branagh, Dimple Kapadia, Aaron Taylor-Johnson, Clémence Poésy, Michael Caine

Soggetto e sceneggiatura di Christopher Nolan

Fantascienza / azione / spionaggio, 2h 30’, Warner Bros., in uscita il 26 agosto 2020

Voto:  5½ su 10

Tenet di Christopher Nolan è probabilmente la vendetta del regista nei confronti di un sistema cinematografico che si è rifiutato di riconoscerlo come “Autore”, poco meno di tre anni fa, con Dunkirk, nonostante l’acclamazione pressoché generale: al momento della verità, il film portò a casa “solo” tre Oscar tecnici. Perché allora sforzarsi di riscrivere un genere (in quel caso era il war movie classico) se ciò che più gli preme è giocare col tempo e i suoi paradossi in costosi e fracassonissimi blockbuster? Presto detto, arriva in soccorso alle odierne sale pandemiche il suo nuovo parto mentale, un assordante caleidoscopio di esagerazioni logiche in 70mm e IMAX, da consumare esclusivamente senza la pretesa di volerci capire necessariamente qualcosa. In caso contrario, sarà utile consultare le webzine dei nerd più autorevoli a terminata visione.