Category Archives: Teatro

“Dialoghi/Platone”, uno spettacolo scritto e diretto da Giovanni Franci, la recensione

DIALOGHI/PLATONE

scritto e diretto da Giovanni Franci

con PAOLO GRAZIOSI

e con Gianmarco Bellumori, Alberto Melone, Riccardo Pieretti e Fabio Vasco

elaborazioni digitali Nuvole Rapide Produzioni, assistente Fabio Del Frate

SPETTACOLO PRODOTTO DA FONDAMENTA Srl

Dal 10 al 20 ottobre all’OFF/OFF Theatre di Roma

Voto: 4½ su 10

Da uno dei giovani autori più interessanti della scena teatrale contemporanea, ecco quella che forse rappresenta la sua prova più ingenua e involuta. Con Dialoghi/Platone, che pure ha aperto la stagione di uno dei palchi più preziosi della capitale, l’OFF/OFF Theatre in via Giulia, Giovanni Franci compie il fatale errore di voler rendere attuale un discorso filosofico di per sé universale. Lo fa partendo dall’Apologia di Socrate, inestimabile compendio platoniano sul pensiero del grande filosofo greco e sul processo che lo vide accusato di corruzione verso le giovani menti e di ateismo: una compagnia d’attori vuole metterne in scena le fasi salienti, alternando così riflessioni sul significato delle parole e sul peso delle proprie scelte, a un ideale scambio di battute tra il maestro e i suoi discepoli.

“Le nozze di Figaro” di Wolfgang Amadeus Mozart, uno spettacolo di Giovanni Dispenza, la recensione

LE NOZZE DI FIGARO – Senzaspine

Andato in scena al Teatro Duse di Bologna

Opera buffa in quattro atti

Musica di Wolfgang Amadeus Mozart – 
Libretto di Lorenzo da Ponte

Il Conte di Almaviva | Abraham Garcia Gonzalez (4 e 5 ottobre), Thiago Stopa (6 ottobre)

La Contessa di Almaviva | Cinzia Forte (4 ottobre), Francesca Maionchi* (5 ottobre), Francesca Cucuzza* (6 ottobre)

Susanna, promessa sposa di Figaro | Daniela Cappiello (4 ottobre), Irene Bonvicini* (5 e 6 ottobre)

Figaro | Alberto Bianchi

Accademia Corale Vittore Veneziani – Coro Gay di Bologna

Voto 7 su 10

È stata l’Orchestra Senzaspine a inaugurare la stagione del Teatro Duse di Bologna con Le nozze di Figaro. L’irreverente e moderna orchestra bolognese, che da anni ha intessuto una proficua collaborazione con il teatro di via Cartoleria ha, ancora una volta, dopo il successo dello scorso anno con Il barbiere di Siviglia, scelto questo palcoscenico per inaugurare la stagione teatrale all’insegna dell’Opera. Il nuovo allestimento vede protagonista uno dei grandi classici del repertorio di Wolfgang Amadeus Mozart, anch’esso firmato dal regista Giovanni Dispenza, capace di mettere in scena un’opera che, pur mantenendo i riferimenti storici, strizza l’occhio anche alla modernità, accostamento che, per altro, è da sempre un tratto distintivo del lavoro dell’Orchestra Senzaspine, nata nel 2013 con lo scopo di dare una dignità professionale ai giovani musicisti e di avvicinare alla musica classica ogni tipo di pubblico.

“Kiss of the Spider Woman” di John Kander e Fred Ebb, uno spettacolo di Gianni Marras, la recensione

“KISS OF THE SPIDER WOMAN”
(“IL BACIO DELLA DONNA RAGNO”)

Liriche di Fred Ebb
Musica di John Kander
Libretto di Terrence McNally
Dal romanzo omonimo di Manuel Puig
Versione italiana di Andrea Ascari, Direttore Stefano Squarzina, Regia Gianni Marras, Direzione vocale Shawna Farrell, Coreografie Gillian Bruce, Scene e proiezioni TCBO dall’idea originale di Andrea De Micheli, Costumi Massimo Carlotto, Light designer Daniele Naldi, Sound designer Tommaso Macchi, Assistente alla regia Daniele Palumbo

Personaggi e interpreti
Donna Ragno / Aurora Simona Distefano, Molina Gianluca Sticotti, Valentin Brian Boccuni, Direttore del carcere Raffaele Latagliata, Esteban Cesare Soffiati, Marcos Marco Savorelli, Madre di Molina Francesca Taverni, Marta Caterina Gabrieli, Osservatore Amnesty Giorgia Visca, Fuentes, prigioniero Paolo Cantele, Gabriel Alessio Anselmi, Aurelio, vetrinista Pierluigi Cocciolito
Orchestra e Tecnici del Teatro Comunale di Bologna

Produzione del Teatro Comunale di Bologna
in collaborazione con BSMT Productions
(Direzione artistica e vocale: Shawna Farrell)

Andato in scena dal 19 al 23 giugno al Teatro Comunale di Bologna

Voto: 9 su 10

Sono esattamente dieci anni che il Teatro Comunale di Bologna ha aperto le porte al musical e iniziato la sua collaborazione con la Bernstein School of Musical Theater. Sodalizio che nel 2009 iniziò proprio con il musical Kiss of the spider woman, di John Kander su libretto di Terrence McNally e liriche di Fred Ebb, Oggi, dopo una decade, torna in scena, nelle sale del teatro felsineo, questa bellissima storia densa di significato e reinterpretata, anche in questa occasione, con grande impatto visivo e con un’eccellente performance da parte di attori, cantanti, ballerini e musicisti.

“La Traviata” di Giuseppe Verdi, uno spettacolo di Andrea Bernard, la recensione

LA TRAVIATA 
di Giuseppe Verdi

Melodramma in tre atti di Francesco Maria Piave, da “La dame aux camélias” di Alexandre Dumas figlio
Direttore Renato Palumbo
Regia, scene e luci di Andrea Bernard
Produzione del TCBO con Teatro Regio di Parma

In scena al Teatro Comunale di Bologna fino all’8 maggio 2019

Voto: 7 su 10

Un amore malsano, un amore che non è essere protesi verso l’altro ma guardare se stessi a uno specchio, cercare sempre e solo ciò che soddisfa i propri sensi, il proprio ego, la propria individualità. Questo è il punto di vista della contemporanea Traviata firmata dal regista Andrea Bernard già visto a Busseto nell’ambito del Festival Verdi 2017 e riproposto in questi giorni al Teatro Comunale di Bologna che ha fatto dell’opera verdiana del 1853 una trasposizione ambientata nei nostri giorni, nei tempi dell’amore liquido, per dirla alla Bauman. Tale riadattamento tuttavia, non ha dato maggior lustro all’opera, anzi i costumi (firmati da Elena Beccaro) e la messa in scena contemporanei hanno, a mio avviso, appiattito l’imponenza dell’opera, inoltre le ovvie incongruenze tra un testo scritto nell’800 e una scenografia ambientata ai giorni nostri non hanno dato risalto a un’opera che ha fatto scandalo per la sua originalità e la sua forza dirompente e moderna.

“Ovvi destini”: uno spettacolo di Filippo Gili, la recensione.

OVVI DESTINI
di Filippo Gili
CON: Pier Giorgio Bellocchio, Anna Ferzetti, Daniela Marra, Vanessa Scalera
FOTO Luana Belli
GRAFICA Elena Ciciani
VIDEO David Melani
UFFICIO STAMPA Rocchina Ceglia
DISTRIBUZIONE Stefano Pironti
ORGANIZZAZIONE Giancarlo Nicoletti – Cinzia Storari
SCENE E COSTUMI Alessandra De Angelis – Giulio Villaggio
DISEGNO LUCI Giuseppe Filipponio
MUSICHE Paolo Vivaldi
AIUTO REGIA Flavia Rossi
PRODUZIONE Altra Scena & Argot Produzioni con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali
REGIA: Filippo Gili

In scena al Teatro Brancaccino di Roma fino al 21 Aprile

VOTO: 8 su 10

“Ovvi destini” è felicemente uno spettacolo tutt’altro che ovvio, per diverse ragioni.
Capita sempre più di rado, infatti, imbattersi in testi di drammaturgia contemporanea ben scritti, ovvero dotati sia di un solido impianto di struttura che di un sapiente uso dei dialoghi, della parola. La scrittura di Filippo Gili è agile, fresca, coraggiosa: capace di affrontare temi spinosi con l’impeto di una penna che scava a fondo nelle psicologie dei personaggi, che sonda i diversi DIVARI drammaturgici e scegli sempre quelli più efficaci, meno ovvi, appunto.

“Il Gabbiano (à ma mère)” da Anton Čechov, adattamento e regia di Giancarlo Sepe, la recensione

Teatro Diana, Rama 2000 presentano
Massimo Ranieri in
IL GABBIANO (À MA MÈRE)
da Anton Čechov
adattamento e regia Giancarlo Sepe
con Caterina Vertova, Pino Tufillaro, Federica Stefanelli, Martina Grilli, Francesco Jacopo Provenzano
musiche Harmonia Team
disegno luci Maurizio Fabretti
scene e costumi Uberto Bertacca

In scena al Teatro Quirino di Roma fino al 31 marzo

Voto: 5 su 10

Sepe che dirige Ranieri da Čechov: c’era di chè far tremare il cielo, eppure l’incontro tra un grande sperimentatore del linguaggio teatrale e l’immenso interprete napoletano, su un testo della più nobile tradizione europea, si è risolto in uno strano ibrido, che ha alternato momenti suggestivi ad altri francamente grotteschi, in un’atmosfera generale di delirio collettivo, sottolineata dalla recitazione – si pensa – volutamente sopra le righe degli attori.

“Truman Capote. Questa cosa chiamata amore” di Massimo Sgorbani, uno spettacolo di Emanuele Gamba, la recensione

TRUMAN CAPOTE
QUESTA COSA CHIAMATA AMORE
di Massimo Sgorbani

con Gianluca Ferrato
scene Massimo Troncanetti
costumi Elena Bianchini
aiuto regia Jonathan Freschi
regia Emanuele Gamba

presentato da Florian Metateatro in collaborazione con il Teatro Nazionale della Toscana

In scena dal 15 al 17 marzo all’Off/Off Theatre di Roma

Voto: 8 su 10

Ho cominciato a scrivere a otto anni: di punto in bianco, senza un esempio ispiratore. Non avevo mai conosciuto qualcuno che scrivesse, anzi conoscevo pochi che leggessero. Ma sta di fatto che solo quattro cose mi interessavano: leggere libri, andare al cinema, ballare il tip tap e fare disegni. Poi un giorno mi misi a scrivere, ignorando di essermi legato per la vita a un nobile ma spietato padrone. Quando Dio ti concede un dono, ti consegna anche una frusta; e questa frusta è intesa unicamente per l’autoflagellazione.

(Truman Capote, Musica per camaleonti)

Una delle più grandi personalità culturali del Novecento, scrittore, giornalista, dandy, omosessuale. È curioso constatare come le più importanti e profetiche riflessioni critiche sulla società e i costumi del secolo scorso provengano da discussi personaggi orgogliosamente gay: Truman Capote in America come Pier Paolo Pasolini in Italia, in un ideale abbraccio sofferto che ci piace immaginare mettendo a confronto i loro scritti, così distanti per prosa e sensibilità, eppure così lucidi e feroci nella loro indagine umana.

“L’uomo seme” di Violette Ailhaud, uno spettacolo di Sonia Bergamasco, la recensione

L’UOMO SEME

racconto di scena ideato e diretto da Sonia Bergamasco
da “L’uomo seme” di Violette Ailhaud
Traduzione di Monica Capuani
drammaturgia musicale a cura di Rodolfo Rossi e del quartetto vocale Faraualla
con Sonia Bergamasco, Rodolfo Rossi, Loredana Savino, Gabriella Schiavone, Maristella Schiavone, Teresa Vallarella
scene e costumi Barbara Petrecca
luci Cesare Accetta
cura del movimento Elisa Barucchieri
assistente alla regia Mariangela Berardi
costumi realizzati presso la sartoria del Teatro Franco Parenti diretta da Simona Dondoni

Andato in scena al Teatro Vascello di Roma

Voto: 6½ su 10

Una donna, Sonia Bergamasco, raccoglie il libro-memoriale di Violette Ailhaud, e ne traduce le parole di tristezza e nostalgia in un racconto scenico intriso di malinconia e di speranza.

La suggestione narrativa prende spunto da quanto raccontato dall’autrice del libro “L’uomo seme”, scritto al termine della prima guerra mondiale: una piccola comunità montana della bassa Provenza è rimasta, di nuovo, senza uomini; come accadde anni addietro, nel corso dell’insurrezione repubblicana del 1851, la guerra ha privato le donne di un piccolo, isolato villaggio della controparte maschile.

“School of Rock – Il musical” di Andrew Lloyd Webber, uno spettacolo di Massimo Romeo Piparo, la recensione

SCHOOL OF ROCK – Il musical

Musiche di Andrew Lloyd Webber
Liriche di Glenn Slater
Testi di Julian Fellowes
Tratto dal film della Paramount scritto da Mike White
Regia e adattamento italiano di Massimo Romeo Piparo
Direzione musicale di Emanuele Friello
Coreografie di Roberto Croce
Scenografie di Teresa Caruso
Costumi di Cecilia Betona
Disegno luci di Daniele Ceprani
Disegno fonico di Enrico Porcelli

Al Teatro Sistina di Roma dal 5 al 31 marzo 2019

Voto: 7½ su 10

“Se sei rock lo ami. Se non lo sei, lo diventi!”

La frase promozionale utilizzata per il lancio del nuovo spettacolo della PeepArrow Entertainment, di Massimo Romeo Piparo, coglie in pieno l’emozione che School of Rock è stato in grado di suscitare.

Lo spettacolo che ha debuttato il 5 Marzo al Sistina di Roma è soprattutto un festival Rock della musica e dello spirito. Sul palco troviamo un gruppo di giovanissimi ragazzi che, ben capitanati dal simpatico ed estroso Lillo, alias Pasquale Petrolo, sono in grado di trasformarsi, in maniera del tutto credibile, da una perfetta classe irreprensibile di una prestigiosa scuola americana ad una energica e grintosa rock band.

“Singles” di Rodolphe Sand e David Talbot, la recensione

SINGLES
di Rodolphe Sand e David Talbot
regia Rodolphe Sand
con Marco Cavallaro, Antonio Grosso, Claudia Ferri

In scena dal 12 al 24 febbraio 2019 al Teatro Vittoria di Roma

Voto:  7 su 10

Gradevole e spassosa commedia, quella in scena al Teatro Vittoria fino al 24 febbraio. Gli autori, Rodolph Sand e David Talbot, raccontano, avvalendosi della struttura del quadro drammaturgico, una decina in tutto, una serie di momenti significativi della vita di tre divertenti personaggi, amici e single.