“Noi 4”, ritratto di famiglia contemporanea con garbo e realismo

Noi 4 (Italia, 2014) di Francesco Bruni, con Fabrizio Gifuni, Ksenia Rappoport, Lucrezia Guidone, Francesco Bracci Testasecca, Milena Vukotic, Raffaella Lebboroni, Gianluca Gobbi, Filippo Scicchitano

Sceneggiatura di Francesco Bruni

Commedia, 1h 33′, 01 Distribution, in uscita il 20 marzo 2014

Voto: 7½ su 10

Grande attesa per l’opera seconda di Francesco Bruni, fidato sceneggiatore di Paolo Virzì (è suo l’ultimo, splendido Il capitale umano) che, non più di un paio di anni fa, convinse tutti grazie all’esordio dietro alla macchina da presa con Scialla!, commedia semi-generazionale in grado di lanciare nel panorama italiano, oltre all’autore, anche un giovane interprete di belle speranze (mai più così valorizzate) come Filippo Scicchitano. 

noi-4_coverIn Noi 4 Bruni racconta 24 ore all’interno di una famiglia media contemporanea: mamma ingegnere, ansiosa fino allo spasmo (Rappoport), separata da papà artistoide, guascone e nullafacente (Gifuni), figlia ventenne rivoltosa (Guidoni) e ragazzino sfigatello (Bracci Testasecca) alle prese con l’esame di terza media. In una giornata d’inizio giugno, questi quattro personaggi cercheranno di sopravvivere a loro stessi e ai propri cari, sullo sfondo di una metropoli (Roma) caotica e di un futuro, si spera, più sereno.

Una commedia famigliare a metà tra l’indipendente e il sofisticato (i modelli più evidenti sembrano Il calamaro e la balena di Noah Baumbach e Un giorno per caso di Michael Hoffman), a tratti eccessivamente costruita e inconcludente (l’episodio della Rappoport dal chirurgo estetico), ma con una grazia e un senso del reale sconosciuti a tanto cinema italiano recente. Scialla! aveva una dirompenza diversa; Noi 4, su un canovaccio più volte sfruttato, tratteggia un quadretto di famiglia pieno di umane debolezze in cui si riconosceranno in molti. A servirlo c’è una scrittura a dir poco brillante e una squadra di attori efficacissima (questa volta, la scoperta si chiama Francesco Bracci Testasecca). Impagabile ironia, direttamente dalla bocca di una cinesina, sulla proverbiale mancanza di voglia di lavorare dell’italiano, con pronta risposta del suo piccolo spasimante che si giustifica: “Ma io sono anche mezzo russo!”. E, per chi abita a Roma, le sequenze ambientate nei cantieri della leggendaria Metro C potrebbero causare ondate di commozione.

Giuseppe D’Errico

One Response to “Noi 4”, ritratto di famiglia contemporanea con garbo e realismo

  1. Boooo ha detto:

    viva la metro c :)hahahahaha

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.