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“Non succede, ma se succede…”, un film di Jonathan Levine, la recensione

Non succede, ma se succede… (Long Shot, Usa, 2019) di Jonathan Levine con Charlize Theron, Seth Rogen, June Diane Raphael, O’Shea Jackson Jr., Ravi Patel, Bob Odenkirk, Andy Serkis, Alexander Skarsgård

Sceneggiatura di Liz Hannah, Dan Sterling

Commedia, 1h 55’, 01 Distibution, in uscita il 10 ottobre 2019

Voto: 7 su 10

Quando il buddy movie era un’arte, sullo schermo gli opposti in battaglia erano leggenda: Jack Lemmon e Walther Matthau, Gene Wilder e Richard Pryor, Lily Tomlin e Bette Midler, solo per citarne alcuni. Col tempo la convenzione ha avuto la meglio e le risate si sono fatte più blande. La nuova frontiera del genere, per rinverdire i fasti dell’epoca d’oro, arruola un campione della comicità scorretta come Seth Rogen e lo affianca a una dea di bellezza, talento e carisma come Charlize Theron. Il risultato è Non succede, ma se succede…, avvilente traduzione italiana dell’originale Long Shot, una commedia che mischia satira, politica e sentimento senza rinunciare a un pizzico di favola (complice il brano più ruffiano dei Roxette).

Venezia76 – Concorso: “Martin Eden”, un film di Pietro Marcello, la recensione

Martin Eden (id, Italia/Francia, 2019) di Pietro Marcello con Luca Marinelli, Carlo Cecchi, Jessica Cressy, Vincenzo Nemolato, Marco Leonardi, Denise Sardisco, Carmen Pommella, Aniello Arena, Giordano Bruno Guerri, Chiara Francini

Sceneggiatura di Maurizio Braucci, Pietro Marcello liberamente tratto dal romanzo omonimo di Jack London (Garzanti Editore)

Drammatico, 2h 09’, 01 Distribution, in sala dal 4 settembre 2019

Voto: 5 su 10

Scommessa rischiosa, quella di riadattare un classico della narrativa americana come Martin Eden di Jack London a un Novecento italiano privo di coordinate temporali realistiche. Il film, infatti, non ha riferimenti cronologici precisi e abbraccia con molta libertà quasi un secolo della nostra storia civile attraverso il percorso di formazione di un giovane marinaio di umili origini e desideroso di un riscatto. Per il suo primo lungometraggio di finzione, dopo gli apprezzati trascorsi documentaristici con Il passaggio della linea e Bella e perduta, il regista Pietro Marcello, con lo sceneggiatore Maurizio Braucci, punta tutto sull’originalità d’impostazione del progetto e sul suo protagonista, un sempre efficace Luca Marinelli, ma l’operazione è audace solo sulla carta.

Venezia76 – Concorso: “J’Accuse – L’ufficiale e la spia”, un film di Roman Polanski, la recensione

J’Accuse – L’ufficiale e la spia (J’Accuse, Francia/Italia, 2019) di Roman Polanski con Jean Dujardin, Louis Garrel, Emmanuelle Seigner, Grégory Gadebois, Melvil Poupaud, Mathieu Amalric, Damien Bonnard, Denis Podalydès

Sceneggiatura di Robert Harris e Roman Polanski, tratto dal romanzo “L’ufficiale e la spia” di Robert Harris (ed. Mondadori)

Storico, 2h 12’, 01 Distribution, in sala dal 21 novembre 2019

Voto: 8½ su 10

Da tempo Roman Polanski cercava di portare sul grande schermo il tristemente celebre “affaire Dreyfus”, uno dei più clamorosi scandali giudiziari del diciannovesimo secolo, forse più per sensibilità al tema che per altro. Come ben noto, infatti, il grande regista polacco ha non poca familiarità con i meccanismi di persecuzione legislativa che il film, non a caso, scandaglia con clinica precisione; certamente la questione personale di Polanski non ha nulla a che vedere con la macchinazione e conseguente indagine che il film racconta, ma è altresì evidente quanto il caso l’abbia ispirato, per ovvie ragioni.

“Beautiful Boy”, un film di Felix Van Groeningen, la recensione

Beautiful Boy (id, Usa, 2018) di Felix Van Groeningen con Steve Carell, Timothée Chalamet, Maura Tierney, Amy Ryan, Timothy Hutton, Amy Forsyth

Sceneggiatura di Luke Davies e Felix Van Groeningen, dai romanzi “Beautiful Boy: A Father’s Journey Through His Son’s Addiction” di David Sheff e “Tweak: Growing Up on Methamphetamines” di Nic Sheff.

Drammatico, 1h 58′, 01 Distribution, in uscita il 13 giugno 2019

Voto: 7 su 10

In cosa si differenzia Beautiful Boy, il film di Felix Van Groeningen sul calvario autolesionistico di un giovane ragazzo sprofondato nella dipendenza da metanfetamine, rispetto alla fluviale filmografia già esistente sull’argomento? La risposta potrebbe essere molto semplice: in nulla, purtroppo. La realtà che racconta e che porta in scena è così tragicamente cristallizzata nel suo iter processuale da rendere persino fuori luogo un accenno che ne confonda il percorso, nonostante la narrazione cinematografica sia sempre avida di novità drammaturgiche, immedesimazioni profonde e colpi di scena. Beautiful Boy, invece, non ha la presunzione di voler “dire” qualcosa di nuovo sul tema, semmai aggiunge solo un ulteriore tassello alla liturgia filmica della tossicodipendenza, ma lo fa con un intimismo spesso straziante, peculiarità che il regista belga aveva già avuto modo di sfoggiare nell’acclamato melodramma a ritmo di folk music Alabama Monroe.

Venezia75 – Concorso: “Capri-Revolution”, un film di Mario Martone, la recensione

Capri-Revolution (id, Italia/Francia, 2018) di Mario Martone con Marianna Fontana, Reinout Scholten van Aschat, Antonio Folletto, Gianluca Di Gennaro, Eduardo Scarpetta, Jenna Thiam, Ludovico Girardello, Lola Klamroth, Maximilian Dirr, Donatella Finocchiaro

Sceneggiatura di Mario Martone, Ippolita di Majo

Drammatico, 2h 02′, 01 Distribution, in uscita a dicembre 2018

Voto: 6 su 10

Prima che Capri diventasse meta di eccentrici e gozzoviglioni dal portafogli largo – splendidamente sintetizzati da Totò con la figura di Bey Khan di Agapur, l’uomo più ricco del mondo, nell’imprescindibile L’imperatore di Capri – agli inizi del Novecento l’isola nel golfo di Napoli fu il centro di un nuovo fermento multiculturale che, forse, serbava già in grembo quel germe di libertà e apertura mentale che, in maniera corrotta, sarebbe arrivato fino ai giorni nostri in una veste ben più mostruosa e inquietante di esteriorità e commercio. Proprio dalla comune che ivi creò il pittore Karl Wilhelm Diefenbach parte il regista Mario Martone come ispirazione al suo Capri-Revolution, ideale ultimo capitolo di una trilogia sull’Italia tra il Risorgimento e la Grande Guerra che comprende Noi eravamo e Il giovane favoloso, non un film storico, giacché lo spunto realista lascia spazio a una storia di finzione, ma “una trasfigurazione sul valore rivoluzionario dell’arte”.

Venezia75 – Concorso: “Opera senza autore”, un film di Florian Henckel von Donnersmarck, la recensione

Opera senza autore (Werk ohne Autor, Germania, 2018) di Florian Henckel von Donnersmarck con Tom Schilling, Paula Beer, Sebastian Koch, Saskia Rosendahl, Oliver Masucci

Sceneggiatura di Florian Henckel von Donnersmarck

Drammatico, 3h 08′, 01 Distribution, in uscita a ottobre 2018

Voto: 6 su 10

La Germania è ancora alla scoperta di una propria memoria storica su quanto avvenuto durante e dopo la seconda guerra mondiale. Il senso di colpa insopprimibile e il bisogno quasi catartico di trovare tracce di resistenza alle barbarie perpetrate col nazismo, trasfigurano nell’arte cinematografica in un film che sfonda le tre ore di durata e che vorrebbe (far) riflettere sul trauma mai risanato di un’intera nazione. Per Opera senza autore ritorna alla regia Florian Henckel von Donnersmarck, autore dell’acclamato Le vite degli altri, Premio Oscar come miglior film straniero nel 2006, a otto anni dal tonfo internazionale (e lagunare, vista la location) di The Tourist. Il banco di prova è un romanzone sentimentale, ispirato a eventi reali, sul significato intimo dell’arte e sulla ricerca d’identità.

#arenaestiva: “Resta con me”, un film di Baltasar Kormákur, la recensione

Resta con me (Adrift, Usa, 2018) di Baltasar Kormákur con Shailene Woodley, Sam Claflin, Jeffrey Thomas, Elizabeth Hawthorne, Grace Palmer

Sceneggiatura di Aaron Kandell, Jordan Kandell, David Branson Smith, dal libro “Sky in Mourning: The True Story of Love, Loss, and Survival at Sea” di Tami Oldham Ashcraft con Susea McGearhart

Avventura, 1h 36′, 01 Distribution, in uscita il 29 agosto 2018

Voto: 6 su 10

Ci sono film che, pur non avendo il benché minimo barlume di originalità, si lasciano guardare candidamente e, pergiunta, senza essere molesti. Resta con me, del regista islandese Baltasar Kormákur, appartiene proprio a questa invidiabile categoria. Tratto dall’autobiografia della velista Tami Oldham che, nel 1983, durante un viaggio in mare da Thaiti verso San Diego insieme al compagno Richard Sharp, dovette affrontare un uragano che lasciò l’imbarcazione alla deriva per 41 giorni nel mezzo del Pacifico, il film vede come protagonisti unici la grintosa Shailene Woodley e il bel principe dagli occhi blu Sam Claflin

“La stanza delle meraviglie – Wonderstruck”, un film di Todd Haynes, la recensione

La stanza delle meraviglie – Wonderstruck (Wonderstruck, Usa, 2017) di Todd Haynes con Oakes Fegley, Millicent Simmonds, Julianne Moore, Jaden Michael, Michelle Williams, Tom Noonan, Cory Michael Smith

Sceneggiatura di Brian Selznich dalla sua omonima graphic novel (ed. Mondadori)

Drammatico, 1h 57′, 01 Distribution, in uscita il 14 giugno 2018

Voto: 8½ su 10

La piccola Rose guarda attentamente suo padre che, come un fiume in piena, la rimprovera parlando velocemente. Lei cerca di capire quello che, con tanta veemenza, le sta dicendo e il suo sguardo, pur se fisso, sembra attraversare l’uomo, per perdersi in un orizzonte lontano, meta e riparo dei suoi pensieri più profondi. Pensieri che non può esprimere a voce perché Rose è sorda dalla nascita. Siamo nel 1927 e, nello sconforto del suo isolamento forzato, la ragazzina tenta una via di fuga, partendo alla volta di New York per cercare l’attrice Lillian Mayhew, di cui colleziona foto e con la quale, si scoprirà in seguito, ha un legame molto speciale. Il viaggio di Rose risulterà indispensabile affinché, a distanza di cinquant’anni, il giovanissimo Ben (Oakes Fegley), che a causa di un incidente ha perso l’udito, possa intraprendere il suo, lasciando la propria casa per rintracciare il padre che non ha mai conosciuto.

“Lazzaro felice”, un film di Alice Rohrwacher, la recensione

Lazzaro felice (Italia, 2018) di Alice Rohrwacher con Adriano Tardiolo, Alba Rohrwacher, Luca Chikovani, Agnese Graziani, Sergi Lopez, Tommaso Ragno, Natalino Balasso, Nicoletta Braschi

Sceneggiatura di Alice Rohrwacher

Drammatico, 2h 05’, 01 Distribution, in uscita il 31 maggio 2018

Voto: 7 su 10

Il terzo lungometraggio di Alice Rohrwacher, dopo Corpo celeste (2011) e Le meraviglie (2014), è un’opera ambiziosa e sregolata, che per temi narrati e impostazione stilistica molto deve – come del resto dichiara esplicitamente la sua regista/autrice – alle opere di Ermanno Olmi e dei fratelli Taviani, ma che, al contempo, possiede nella sua anarchia narrativa il suo elemento di maggiore originalità e di più grande rischio.

“Quello che non so di lei”, un film di Roman Polanski, la recensione

Quello che non so di lei (D’après une histoire vraie, Francia, 2017) di Roman Polanski con Emmanuelle Seigner, Eva Green, Vincent Perez, Dominique Pinon

Sceneggiatura di Olivier Assayas e Roman Polanski, tratto da Da una storia vera di Delphine de Vigan

Thriller, 1h 50′, 01 Distribution, in uscita il 1 marzo 2018

Voto: 5 su 10

Un nuovo film di Roman Polanski è accolto sempre con un certo giubilo da ogni buon cinefilo: che piaccia o meno, lo sguardo del grande autore polacco non è mai banale e le sue opere non mancano mai di suscitare interesse. Non avulso da passi falsi (il più evidente, fino a ora, è senza dubbio La nona porta) o secche d’ispirazione (il kolossal Oliver Twist), da sempre ossessionato dalla manipolazione dell’uomo e dal suo isolamento, Polanski è tornato a dirigere la moglie Emmanuelle Seigner a cinque anni di distanza da Venere in pelliccia, sulla scorta di un romanzo di Delphine de Vigan e di una sceneggiatura scritta insieme a Olivier Assayas. La collaborazione fra talenti, ai quali dobbiamo aggiungere almeno la presenza nel cast di una favolosa Eva Green e di Alexandre Desplat alla composizione musicale, non ha dato però i frutti che era lecito attendersi.