Adults in the Room (id, Francia/Grecia, 2019) di Costa-Gavras con Christos Loulis, Alexandros Bourdoumis, Ulrich Tukur, Daan Schuurmans, Christos Stergioglou, Dimitris Tarlow, Alexandros Logothetis, Josiane Pinson, Cornelius Obonya, Aurélien Recoing, Vincent Nemeth, Francesco Acquaroli, Thanos Tokakis, George Lenz, Themis Panou, Maria Protopappa, Valeria Golino
Sceneggiatura di Costa-Gavras dal libro “Adults in the Room – My Battle with Europe deep Establishment” di Yanis Varoufakis
Commedia, 2h 04’
Voto: 7 su 10
Nel gennaio 2015, il partito di sinistra di Alexīs Tsipras prometteva alla Grecia che avrebbe risollevato le sorti economiche del paese, dopo anni in cui il brutale giogo dell’Eurogruppo aveva imposto al popolo la dittatura dell’austerità, in cui umanità e compassione erano del tutto ignorate. Nei mesi successivi, il suo ministro delle finanze Yanis Varoufakis si rese protagonista di una infuocata trattativa con il Fondo Monetario Europeo per risanare l’insanabile debito greco, ma di contro ebbe solamente umilianti condizioni di ristrettezza. Il 5 luglio gli elettori greci rifiutarono le proposte di ristrutturazione fornite dai creditori ma, nonostante il risultato del referendum parlasse chiaramente di un’uscita della Grecia dall’Euro, nella notte fra il 12 e il 13 luglio 2015, Tsipras e i creditori raggiunsero finalmente un accordo, rendendo vano il voto, e Varoufakis fu costretto alle dimissioni.
Adults in the Room è il film che il grande maestro del cinema di impegno civile Costa-Gavras ha tratto dal libro omonimo di memorie in cui l’economista racconta quei giorni concitati. Il titolo parla chiaro: gli adulti nella stanza dovrebbero essere coloro che riescono a prendere decisioni mature ma che, nei fatti, continuano a rimbeccarsi come bambini. Come è evidente, il regista porta in scena un racconto soggettivo (suo e di Varoufakis), mosso da nobili intenti: sottolineare l’eroismo e l’umiltà del popolo greco mentre un ristretto manipolo di burocrati sta scommettendo su una tragedia economica a tutt’oggi ancora irrisolta.
Per rendere cinematograficamente appetibile una materia così anti-cinematografica, fatta di continui botta e risposta tra duellanti in claustrofobiche camere del potere, il regista adotta un impianto da commedia satirica, pagando inevitabilmente il prezzo di una eccessiva quanto indispensabile semplificazione dei fatti. D’altro canto, dimostra un’insospettabile verve narrativa e regala almeno un paio di sequenze allegoriche – la folla che volta le spalle a Varoufakis e la coreografia finale di Tsipras circondato dai membri del consiglio capitanati da Angela Merkel – che dimostrano quanto l’ormai ottantaseienne Costa-Gavras, al suo primo film girato in Grecia dopo una straordinaria carriera tra Francia e Stati Uniti, non abbia mai perso la voglia di denunciare i mali della politica contemporanea.
Giuseppe D’Errico













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