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“Mon Roi – Il mio re”, discorso non banale sull’innamoramento e sue derive

Mon Roi – Il mio re (Mon Roi, Francia, 2015) di Maïwenn (Maiwenn Le Besco) con Vincent Cassel, Emmanuelle Bercot, Louis Garrel, Isild Le Besco

Sceneggiatura di Maïwenn, Étienne Comar

Drammatico, 2h 08′, Videa, in uscita il 3 dicembre 2015

Voto: 7 su 10

Erano anni che Maïwenn, l’attrice e regista di Polisse, voleva girare un film su una relazione passionale e distruttiva tra due individui adulti, senza mai riuscire a trovare il giusto equilibrio tra tra le nevrosi dei personaggi e il loro indubbio amore. Finalmente ce l’ha fatta, e il risultato è notevole: Mon Roi, presentato a Cannes68 dove ha vinto la Palma d’Oro per la migliore attrice a Emmanuelle Bercot, è un discorso non banale sull’innamoramento e le sue relative derive quando una donna cade ai piedi di un uomo che, per sua stessa ammissione, è il “re dei coglioni”.

RomaFF10. Selezione Ufficiale: “Freeheld” di Peter Sollett

Freeheld (id, Usa, 2015) di Peter Sollett con Julianne Moore, Ellen Page, Michael Shannon, Steve Carell, Luke Grimes, Josh Charles, Dennis Boutsikaris, Stink Fisher

Sceneggiatura di Ron Nyswaner, basato sul cortometraggio documentario “Freeheld” di Cynthia Wade

Drammatico, 1h 43′, Videa, in uscita il 5 novembre 2015

Voto: 6 su 10

Era uno dei film più attesi della stagione, dopo la presentazione al Festival di Toronto e, soprattutto, a seguito della storica sentenza della Corte Suprema del 26 giugno scorso, che ha allargato il diritto di matrimonio a tutte le coppie omosessuali americane. A conti fatti, però, resta solo la nobile causa in Freeheld di Peter Sollett (Nick & Nora – Tutto accade in una notte), ispirato al cortometraggio premio Oscar di Cynthia Wade del 2007 e sceneggiato dall’autore di Philadelphia e Il velo dipinto Ron Nyswaner.

“The Program”, convulsa cine-inchiesta sullo scandalo Armstrong

The Program (id, GB, 2015) di Stephen Frears con Ben Foster, Chris O’Dowd, Guillaume Canet, Jesse Plemons, Dustin Hoffman, Laura Donnelly, Lee Pace, Hedward Hogg

Sceneggiatura di John Hodge, dal libro “Seven Deadly Sins: My Pursuit of Lance Armstrong” di David Walsh

Biografico, 1h 43′, Videa, in uscita l’8 ottobre 2015

Voto: 6 su 10

Sul modello di The Queen – che però godeva di una mirabile sceneggiatura del commediografo Peter Morgan – Stephen Frears torna a cimentarsi con una cine-inchiesta biografica, questa volta dedicata a uno dei personaggi sportivi più controversi della storia recente, il ciclista Lance Armstrong. Partendo dal libro del giornalista inglese David Walsh (interpretato dal comico Chris O’Dowd), che per primo dubitò della reale bontà agonistica dell’atleta americano, vincitore tra gli anni Novanta e i primi Duemila di sette Tour de France e con la sconfitta di un cancro ai testicoli a rafforzarne il mito supereroistico, Frears porta in scena con The Program la repentina ascesa e la scandalosa rovina di una carriera che sembrava non avere freni.

“Ruth & Alex – L’amore cerca casa”, commedia senile con due grandi attori

Ruth & Alex – L’amore cerca casa (Five Flights Up, Usa, 2014) di Richard Loncraine con Diane Keaton, Morgan Freeman, Cynthia Nixon, Claire Van Der Boom, Corey Jackson

Sceneggiatura di Charlie Peters, dal romanzo “Heroic Measures” di Jill Ciment (ed. Newton & Compton)

Commedia, 1h 32′, Videa, in uscita il 25 giugno 2015

Voto: 6 su 10

Commedia immobiliare della terza età, Ruth & Alex è la storia agrodolce di una coppia non più giovane che, per sopraggiunte esigenze di comodità, decide di mettere in vendita il bellissimo appartamento (in condominio senza ascensore) a Brooklyn dove insieme hanno vissuto per oltre quarant’anni. Alle traversie quotidiane, in cui trovano spazio la malattia della cagnolina, un attentatore che tiene in allarme il quartiere e le continue visite di possibili compratori, si intrecciano i flashback legati all’innamoramento e ai primi anni di vita matrimoniale, alle difficoltà interrazziali e al dolore di una genitorialità negata. 

“Suite Francese”, polpettone accademico dal romanzo della Némirovsky

Suite Francese (Suite Française, 2014, Francia/GB/Belgio) di Saul Dibb con Michelle Williams, Matthias Schoenaerts, Kristin Scott Thomas, Ruth Wilson, Sam Riley, Margot Robbie, Lambert Wilson, Tom Schilling, Eileen Atkins, Deborah Findlay

Sceneggiatura di Saul Dibb e Matt Charman, dal romanzo omonimo di Irène Némirovsky (ed. Adelphi)

Drammatico, 1h 47′, Videa, in uscita il 12 marzo 2015

Voto: 6 su 10

L’avventurosa vicenda che sta dietro alla pubblicazione, nel 2004, del romanzo Suite Francese di Irène Némirovsky è talmente bella e tragica che meriterebbe un film a parte. La figlia della scrittrice, Denise Epstein, ebbe in custodia i quaderni dalla madre poco prima di venire deportata e uccisa ad Auschwitz del 1942; convinta che si trattasse dei diari della donna, non li lesse fino agli anni ’90, cioè quando capì che in quelle pagine vi erano le prime due parti di un romanzo strutturato in cinque tempi. Tempesta in giugno e Dolce sono i titoli delle due novelle che compongono il romanzo rimasto incompiuto, e che divenne subito un fenomeno editoriale internazionale. La Epstein è morta nell’aprile 2013, poco prima che la produzione della versione cinematografica di Suite Francese iniziasse.

“The Imitation Game”, il biopic su Turing, necessario e impersonale

The Imitation Game (id, GB/Usa, 2014) di Morten Tyldum con Benedict Cumberbatch, Keira Knightley, Matthew Goode, Rory Kinnear, Charles Dance, Mark Strong, Matthew Beard, Tuppence Middleton, Allen Leech

Sceneggiatura di Graham Moore, dalla biografia “Alan Turing. Storia di un enigma” di Andrew Hodges (ed. Bollati Boringhieri)

Biografico, 1h 54′, Videa, in uscita il 1° gennaio 2015

Voto: 6 su 10

Nel settembre del 2009, il primo ministro inglese Gordon Brown, a nome del governo britannico, si scusava agli occhi della scienza e della storia per il trattamento omofobico riservato, oltre 55 anni prima, al criptoanalista Alan Turing, un grande uomo di scienza che, nel corso della seconda guerra mondiale, decifrò il codice Enigma, utilizzato dai tedeschi per comunicazioni spionistiche. Se la vicenda storica ha avuto vasta eco nel tempo (anche cinematografica: non ultimo, il film Enigma di Michael Apted), non altrettanto è successo per la terribile parabola discendente di Turing, mente geniale e segretamente omosessuale nell’Inghilterra bigotta a cavallo tra gli anni Trenta e Quaranta. Doveroso portare all’interesse pubblico la storia di un uomo che contribuì a ridurre la durata della guerra e, quindi, a salvare milioni di vite, ricompensato con una condanna per “atti osceni”, tradotta in una segregazione forzata e nella castrazione chimica a base di estrogeni sintetici per sfuggire al carcere.

“I due volti di gennaio”, giallo old style, gradevole e senza sorprese

I due volti di gennaio (The Two Faces of January, Usa/Francia/GB, 2013) di Hossein Amini, con Viggo Mortensen, Oscar Isaac, Kirsten Dunst, Daisy Bevan, David Warshofsky

Sceneggiatura di Hossein Amini, dal romanzo omonimo di Patricia Highsmith

Thriller, 1h 38′, Videa, in uscita il 9 ottobre 2014

Voto: 6 su 10

Cinema vecchio stampo, giallo turistico come anni fa lo fu l’affascinante Il talento di Mr. Ripley di Anthony Minghella, anch’esso tratto da un romanzo della specialista del genere Patricia Highsmith,  I due volti di gennaio segna l’esordio alla regia dello sceneggiatore Hossein Amini, già autore dell’apprezzato Drive di Nicolas Winding Refn. Una prima volta, però, che lascia più di qualche perplessità.

“Mai così vicini”, una commedia ben dosata con due grandi attori

Mai così vicini (And so it goes, Usa, 2014) di Rob Reiner con Michael Douglas, Diane Keaton, Sterling Jerins, Andy Karl, Frances Sternhagen, Scott Shepherd, Frankie Valli, Rob Reiner

Sceneggiatura di Mark Andrus

Commedia, 1h 36′, Videa, in uscita il 10 luglio 2014

Voto: 6½ su 10

Mancava dalla regia dal 2007 Rob Reiner, anno del grazioso e strappalacrime Non è mai troppo tardi, con la coppia di moribondi scatenati Jack Nicholson e Morgan Freeman. Più recente, invece, la sua partecipazione d’attore – memorabile – nell’ultimo film di Martin Scorsese The Wolf of Wall Street, dove era l’irascibile padre del perverso Di Caprio. Torna ora a dirigere una commedia romantica sulla terza età e con nipotini ignoti al seguito, Mai così vicini, unendo per la prima volta sul grande schermo due attori favolosi come Michael Douglas e Diane Keaton.

“Nottetempo”, destini incrociati in un noir timidissimo e scolastico

Nottetempo (Italia, 2014) di Francesco Prisco con Giorgio Pasotti, Nina Torresi, Gianfelice Imparato, Esther Elisha, Antonio Milo, Samuel Colungi, Valeria Milillo

Sceneggiatura di Annamaria Morelli, Francesco Prisco, Gualtiero Rosella

Drammatico, 1h 30′, Videa, in uscita il 3 aprile 2014

Voto: 4 su 10

Era una notte buia e tempestosa. Un autobus va fuori strada e si rovescia. Matteo (Pasotti), un poliziotto che poco prima aveva fermato il veicolo per allertare il conducente della pericolosità del manto stradale, è il primo ad arrivare sul luogo dell’incidente.

“The Butler”, retorica, lacrime e marketing presidenziale

The Butler – Un maggiordomo alla Casa Bianca (The Butler, Usa, 2013) di Lee Daniels, con Forest Whitaker, Oprah Winfrey, David Oyelowo, Robin Williams, Jane Fonda, Alan Rickman, James Marsden, Alex Pettyfer, Vanessa Redgrave, Mariah Carey, Lenny Kravitz, Cuba Gooding jr, John Cusack, Terrence Howard, Liev Schreiber, Jesse Williams, Clarence Williams III, Yaya Alafia, Colman Domingo, Nelsan Ellis, Minka Kelly, Elijah Kelley

Sceneggiatura di Danny Strong, dall’articolo “A Butler Well Served by This Election” di Wil Haygood apparso sul Washington Post il 7 novembre 2008

Drammatico, 2h 18′, Videa, in uscita il 1 gennaio 2014

Voto: 4 su 10

Hollywood non è nuova ai lavaggi di coscienze spettacolarizzati sul grande schermo cinematografico. A dire il vero, l’atteggiamento ha prodotto anche pellicole sinceramente toccanti sull’argomento della segregazione razziale (Il colore viola di Steven Spielberg è solo uno di questi), più spesso ne sono venute fuori operazioni scopertamente programmatiche e didascaliche, atte a colpire principalmente i condotti lacrimali dello spettatore con cascate di melassa e retorica storica. In questo secondo filone rientra, ahinoi, il film dell’impegnato, nero e gay Lee Daniels, solo qualche anno fa artefice di un bel ritratto di degrado sociale contemporaneo, quel Precious candidato a sei Oscar e vincitore di due, che lo consacrò agli occhi del pubblico e alle penne della critica.