“Disguido – Io: Illusion Opera”, uno spettacolo che fa bene all’anima

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DISGUIDO – IO: ILLUSION OPERA

di e con i Disguido

Teatro Vittoria di Roma, 22 e 23 novembre 2014

Voto: 8 su 10

E’ uno spettacolo che fa bene all’anima quello dei Disguido, novanta minuti che obbligano a gettar via quella maschera seriosa e impegnata che la vita impone quotidianamente, per tuffarsi in una girandola di balocchi, un vortice divertito di meraviglia e stupore.

Isabella e Guido Marini, compagni sul palco e nella vita, con “IO: Illusion Opera”, in scena al Teatro Vittoria lo scorso 22 e 23 novembre, hanno realizzato uno spettacolo che consacra il meglio dei loro dieci anni di collaborazione, anni che li hanno fatti conoscere in giro per il mondo e che hanno fruttato numerosi riconoscimenti, tra i quali il prestigioso Mandrake D’or (l’Oscar della magia) in Francia.

iolarge“IO: Illusion opera” è un varietà magico in dieci quadri. Dieci sketch sullo sfondo di una “I” e una “O” giganti che riempiono la scena, legati tra di loro attraverso un puntino rosso: che sia il naso del clown, oppure la palla volante più grande che sia mai stata eseguita e rappresentata in teatro, poco importa: il puntino è ciò che congiunge l’uomo con il proprio bisogno di ripescare il bambino che è in lui, un puntino che diventerà un enorme pallone rosso, così grande che Guido riuscirà ad entrarci dentro, in uno dei frangenti più esilaranti dello show.

I dieci quadri raccontano il percorso dell’umanità in maniera ironica, caricaturale, grottesca: dalle scimmie di “2001 Odissea nello spazio” ad Adamo ed Eva fino ad arrivare ai giorni nostri. Tra numeri di magia e illusionismo, siparietti con il pubblico e giochi con i bambini, i due artisti si fanno apprezzare per l’innata bravura e la travolgente ironia: un affiatamento speciale riesce a divertire grandi e piccini alla stessa maniera.

Passando in rassegna i momenti più riusciti dello spettacolo, una menzione d’onore spetta sicuramente alla conclusione: l’illusion opera dei Disguido termina con “Il Cinema nel Cappello – chapeau cinema”, un numero che unisce magia, humor e visual comedy interamente dedicato al cinema, e basato sull’antica arte della chapeaugrafie, un cappello con un largo foro al centro che, manipolato, assume diverse forme, dando vita a infiniti personaggi.

Un gran finale, per un numero esilarante dove è possibile cogliere diversi riferimenti cinematografici, che reinterpretati attraverso quest’arte assumono i contorni gustosi dell’omaggio in parodia.

I Disguido ci salutano con quest’ultimo atto, regalandoci un’ora e mezzo di magico intrattenimento: una parentesi sospesa nel tempo che vorremmo non finisse mai.

Giacomo Perruzza

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