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“Locke”, esercizio di tecnica e scrittura con un mirabile Tom Hardy

Locke (id, GB, 2013) di Steven Knight con Tom Hardy, Ruth Wilson, Olivia Colman, Andrew Scott, Tom Holland

Sceneggiatura di Steven Knight

Drammatico, 1h 25′, Good Films, in uscita il 30 aprile 2014

Voto: 7½ su 10

Scritto benissimo e straordinariamente interpretato, Locke è il titolo più applaudito dell’ultimo Festival di Venezia, dove è stato presentato, tra le polemiche post-visione, fuori concorso (e, a lunga distanza, riflettiamo: fosse stato in competizione, avrebbe vinto qualcosa? Dati i premiati, con ogni probabilità no). Seconda prova registica, dopo l’action-noir con Jason Statham Redemption, di un acclamato sceneggiatore (Piccoli affari sporchi di Frears e La promessa dell’assassino di Cronenberg), il film è l’into the night in tempo quasi reale e dalle forti valenze psicologiche, di Ivan Locke (Tom Hardy), operaio edile al volante per raggiungere l’ospedale dove l’errore di una sera sta per partorire suo figlio.

Venezia70, le minirecensioni: “Kill Your Darlings”, “Medeas”, “Miss Violence”, “Parkland”, “Locke”, “Palo Alto”, “Kaze Tachinu”

Kill Your Darlings (id, Usa, 2013) di John Krokidas, con Daniel Radcliffe, Dane DeHaan, Michael C. Hall, Jack Huston, Elizabeth Olsen, Jennifer Jason Leigh, Kyra Sedgwick, Ben Foster, David Cross

Sceneggiatura di John Krokidas e Austin Bunn

Biografico, 1h 43′

Voto: 7 su 10

Gli anni giovanili del poeta e scrittore Allen Ginsberg, studente della Columbia University, plagiato ai piaceri della beat generation da Lucien Carr. Quando entrerà di mezzo il sentimento, la situazione precipiterà. Dopo l’infelice On the road di Salles, ritornano i personaggi che fecero grande un epoca leggendaria. Originalità nei limiti di un biopic indirizzato soprattutto alle platee giovanili, con l’alibi culturale ben camuffato da una regia che alterna con vivacità tradizione e stile pop, e da una sceneggiatura ben piantata nel melodramma. Come ovvio, l’attenzione è tutta per un convincente Radcliffe che, abbandonati gli occhiali di Harry Potter, mette quelli ben più audaci dello scrittore omosessuale più discusso d’America. Giornate degli autori