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“Serenity – L’isola dell’inganno”, un film di Steven Knight, la recensione

Serenity – L’isola dell’inganno (Serenity, Usa, 2019) di Steven Knight con Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Jason Clarke, Diane Lane, Djimon Hounsou, Jeremy Strong

Sceneggiatura di Steven Knight

Thriller, 1h 46’, Lucky Red, in uscita il 18 luglio 2019

Voto: 6 su 10

Isola lontana. Pescatore alcolizzato. Tonno imprendibile. Matura ninfomane. Gatto che scappa. Bagno nudo nell’oceano. Omino in giacca e valigetta. In questo posto tutti sanno tutto di tutti. Uomo nero e saggio. Bionda fatale. Marito bruto. Figlio da salvare. Dieci milioni di dollari. Delitto in mare… Questo vertiginoso ma ragionato catalogo di stereotipi da vecchio cinema anni Ottanta è, invero, alla base della sceneggiatura di Serenity, uno dei più grossi flop della stagione americana, scritto e diretto da Steven Knight, autore di peso (suoi gli script de La promessa dell’assassino di Cronenberg e di Allied di Zemeckis) che torna alla regia a sette anni di distanza dall’acclamato esercizio di stile in unità aristoteliche Locke.

“L’uomo d’acciaio”: il reboot di Superman non convince

L’UOMO D’ACCIAIO (Man of steel, USA, 2012) regia di Zack Snyder, con Henry Cavill, Amy Adams, Michael Shannon, Kevin Costner, Diane Lane, Russell Crowe

Soggetto di David S. Goyer e Christopher Nolan
Sceneggiatura di David S. Goyer

Fantascienza, Azione, Fantasy, 2h e 23′, Produzione Syncopy, Distribuzione Warner Bros.Pictures Italia
in sala dal 20 giugno 2013

Voto Ozza: 4 su 10
Voto Di Giacomantonio: 3 su 10

Destava molta curiosità questo reboot di Superman, sia perché firmato da grandi nomi (Nolan, Goyer, un cast promettente), che perché ci si domandava scettici: a che serve il “rilancio” di un film meraviglioso come quello firmato da Richard Donner nel lontano 1978 con il grande Reeve? Criticalminds ha partecipato all’anteprima della Warner Italia, scegliendo la proiezione in 2D perché il regista Snyder lo ha pensato e concepito così, e solo successivamente è stato convertito in 3D, per rispondere a una esigenza di mercato che lega fantomaticamente il successo agli scomodi occhialini. Il verdetto? Catastrofico, più delle disavventure che subisce il nostro eroe.