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“Brick Mansions”, l’ultimo Paul Walker in un action per appassionati

Brick Mansions (id, Francia/ Canada, 2014) di Camille Delamarre con Paul Walker, David Belle, RZA, Catalina Denis, Bruce Ramsay, Ayisha Issa, Robert Maillet, Carlo Rota

Sceneggiatura di Luc Besson e Bibi Naceri

Azione, 1h 39′, Eagle Pictures, in uscita il 1° maggio 2014

Voto: 4½ su 10

In un futuro non troppo prossimo venturo, il sindaco di Detroit vuole sbarazzarsi del ghetto malfamato di Brick Mansions, controllato dal potentissimo criminale Tremaine (RZA) che, qualche anno prima, aveva teso un’imboscata e ucciso un federale. Chiama così in missione l’agente Damien (Walker) specializzato in missioni undercover, che dell’ucciso è il figlio. Ma quando Tremaine rapisce la bella Lola (Denis), a fargli battagli ci si mette anche il suo ragazzo ed ex galeotto Lino (Belle), da tempo intenzionato a porre fine alla supremazia del gangster sulla città. Insieme, i due cercheranno di disattivare un ordigno innescato e pronto ad esplodere…

“Dietro i candelabri”, dieci anni nella vita di Liberace: That’s Entertainment!

Dietro i candelabri (Behind the Candelabra, Usa, 2013) di Steven Soderbergh, con Michael Douglas, Matt Damon, Scott Bakula, Rob Lowe, Dan Aykroyd, Debbie Reynolds, Paul Reiser, Tom Papa, Bruce Ramsay, Jane Morris, Nicky Katt, Cheyenne Jackson, Mike O’Malley, Boyd Holbrook

Sceneggiatura di Richard LaGravanese, basato sul libro di memorie “Behind the Candelabra: My Life With Liberace” di Scott Thorson e Alex Thorleifson

Biografico, 1h 59′, HBO/01 Distribution, in uscita il 5 dicembre 2013

Voto: 7 su 10

Questa è la televisione americana (anzi, non è televisione, è HBO), che partecipa al più importante festival del cinema al mondo (Cannes, in concorso) e viene distribuito in sala. Ceneri sul capo a parte, Dietro i candelabri è il biopic che non ti aspetti, primo perché era arduo immaginarsi un regista freddo e radicale come Steven Soderbergh alle prese con l’effimero mondo di lustrini di uno dei personaggi più frivoli dello star system americano del secolo passato, secondo perché il quadro finale, oltre che impietoso, ha dell’inquietante.