“Growth” di Luke Norris, uno spettacolo di Silvio Peroni, la recensione

GROWTH
di Luke Norris

traduzione Enrico Luttmann
con Francesco Aricò, Giulia Trippetta e Pavel Zelinskiy
scene e costumi Katia Titolo
disegno luci Omar Scala
regia Silvio Peroni
produzione Pierfrancesco Pisani

in scena al Teatro Belli dal 5 all’8 dicembre nell’ambito della rassegna “TREND – Nuove frontiere della scena britannica” – XVII edizione

Voto: 7 su 10

Conosciamo Tobes, il protagonista di questa storia, nel momento in cui la sua fidanzata lo abbandona, accusandolo di essere immaturo e incapace di dare una svolta alla sua placida, insignificante vita: mentre lo lascia gli ricorda, per l’ennesima volta, che dovrebbe farsi controllare quel piccolo nodulo che ormai da mesi continua ad ignorare.

Con questa premessa Luke Norris, avvia un racconto nel quale la tensione per la sorte che attende il giovane protagonista è sempre accompagnata da un umorismo lieve e salvifico, scudo con il quale Tobes attraverserà diverse prese di coscienza che lo porteranno ad affrontare in maniera più consapevole quanto lo aspetta in un futuro tutto da determinarsi.

La drammaturgia di questo “Growth” vive di una scrittura onesta e diretta, che evita qualsivoglia metafora ma sceglie di costruirsi attraverso i fulminanti dialoghi che il personaggio interpretato con febbrile disincanto da Francesco Aricò scambia con amici, dottoresse, datori di lavoro ed ex fidanzate, tutti impersonati, in un cambio di ruoli ininterrotto, dagli ottimi Giulia Trippetta e Pavel Zelinskiy.

La regia di Silvio Peroni gioca sulla velocità del continuo cambio di personaggi e situazioni, per chiudersi con un elegante colpo di teatro, efficace sottolineatura della nuova alba che si mostra agli occhi di un ragazzo diventato uomo (quasi) all’improvviso.

Marco Moraschinelli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.