Roma come Pompei.

L’ultima imbarazzante vicenda riguardante il Teatro di Roma dimostra, ancora una volta, l’incapacità della classe dirigente attuale di valorizzare il patrimonio artistico, culturale e teatrale della Nazione.

Artisti e operatori culturali si domandano: a chi può giovare la situazione che si è venuta a creare? Cosa si sta aspettando? Siamo forse in una speranzosa attesa di qualcuno che faccia razzia dei beni culturali del Paese?

Il Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea (CENDIC) trova incomprensibile che tante prestigiose figure di assoluto valore internazionale, quali ad esempio Dario Fo, Dacia Maraini, Claudio Magris, non vengano prese nella dovuta considerazione per ricoprire la carica di Direttore Artistico del Teatro di Roma.

Qualcuno ha mai provato a contattarli?
Qualcuno ci ha pensato?Probabilmente no.

Al contrario pare si sia deciso di assumere il vuoto di potere e la diserzione dalle responsabilità come sistema di governo e di politica culturale.

Il Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea, rilevando questa inaccettabile confusione, sente l’esigenza che si cominci finalmente a decidere il futuro della cultura e del teatro in Italia, incominciando dal rinnovamento del repertorio e dall’inserimento di un ufficio di drammaturgia contemporanea all’interno di tutti gli Stabili Pubblici.

Comunicato stampa integrale rilasciato dal CENDIC – Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea

Roma, 2 aprile 2014

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