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“Piantando chiodi nel pavimento con la fronte” di Eric Bogosian, uno spettacolo di Pino Quartullo, la recensione

PIANTANDO CHIODI NEL PAVIMENTO CON LA FRONTE

di Eric Bogosian

con Paolo Biag

traduzione Pino Quartullo e Patrizia Monaco

aiuto regia Rachele Giannini

elementi scenici e costumi Tonino Natali

light designer Giulio Grappelli

regia Pino Quartullo

In scena al Teatro Cometa Off di Roma dal 15 al 20 ottobre

Voto: 5 su 10

Dodici monologhi per altrettanti personaggi, dodici chiodi, per richiamare il titolo di questa rabbiosa rappresentazione, che Eric Bogosian, drammaturgo statunitense di origini armene, usa per tendere di fronte al pubblico la bandiera degli Stati Uniti d’America, con il perentorio intento di voler squarciare il perbenismo placido della borghesia americana dei primi anni ’90.

“A porte chiuse” di Jean Paul Sartre, uno spettacolo di Marine Galstyan, la recensione

A PORTE CHIUSE
dal  testo di Jean Paul Sartre

regia Marine Galstyan
coreografie Sargis Galstyan
Costumi Naira Abgaryan
Luci Mattia Albanese
Audio Danilo Muscarà
Trucco Gohar Sargsyan
con Sargis Galstyan (Garcin), Eleonora Scopelliti (Estelle), Marine Galstyan (Ines), Lorenzo Girolami (Il Cameriere), Vittoria Rossi (Olga), Federica Biondo (Moglie di Garcin), Lorenzo Zaffagnini (Rojen)

In scena al Teatro Cometa Off dal 13 al 18 novembre 2018

Voto: 6 su 10

Un uomo e due donne all’inferno. Una stanza buia con tre sedie e un cancello dal quale si affaccia solo, di tanto in tanto, un cerimonioso traghettatore di anime. Tre persone a condividere un breve perimetro che subito si fa terreno di battaglia per i suoi occupanti, luogo di malcontento nel quale ciascuno dei protagonisti svela il proprio malanimo nei confronti degli altri reclusi, e poco a poco confessa le meschinità commesse nell’esistenza appena terminata.

“Amore e resti umani”, la natura ambigua di uno spettacolo magistrale

Società per Attori e Barbaros presentano
AMORE E RESTI UMANI
di Brad Fraser
traduzione di Cosimo Lorenzo Pancini
regia Giacomo Bisordi
con
Giuseppe Sartori – David
Valentina Bartolo – Candy
Dimitri Galli Rohl – Bernie
Cristina Mugnaini – Jerri
Cristina Poccardi – Benita
Francesco Sferrazza Papa – Kane
Marco Brinzi – Robert

scene Paola Castrignanò
luci Marco D’Amelio
musiche originali Mirko Fabbreschi
foto di scena Tommaso Le Pera
regista assistente Fausto Cabra
costruzioni Claudio Petrucci
grafca e comunicazione Studio KMZero
ritratti e locandina Marco Montanari
assistente allo shooting Cecilia Santoni
cane tripode Bettina J.Morgan
produttore esecutvo Cristina Poccardi

In scena al Teatro Cometa Off di Roma fino all’8 dicembre 2014

Voto: 10 su 10

La genesi creativa di Amore e resti umani di Brad Fraser è una piccola storia dietro alla storia: è il 1984, l’autore canadese vorrebbe gettare l’attività letteraria alle ortiche dopo una commedia fallimentare (Wolfboy, con Keanu Reeves) e la rottura con un fidanzato psicopatico. Poi, scrive e dirige Chainsaw Love, black comedy ispirata forse all’horror cult di Tobe Hooper, che gli regala una nuova speranza. Elabora, quindi, un nuovo progetto su un gruppo di trentenni disfatti e disperati, alla costante ricerca di un’appagamento sentimentale, ma manca l’idea. Il caso volle che venisse ritrovato il cadavere di una donna stuprata e mutilata proprio nei pressi della tenda da campeggio piantata da Fraser e un amico durante un’escursione. Nasce così Resti umani non identificati e la vera natura dell’amore, un successo di pubblico e critica nel 1989 tanto che, dal Canada, approda negli Stati Uniti (Time lo consacra come uno dei dieci migliori testi del 1992) e poi in tutto il mondo (in Italia è del Teatro dell’Elfo, con la regia di Bruni e De Capitani).