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“Passengers”, un film di Morten Tyldum, la recensione

Passengers (id, Usa, 2016) di Morten Tyldum con Chris Pratt, Jennifer Lawrence, Laurence Fishburne, Michael Sheen, Andy Garcia

Sceneggiatura di Jon Spaihts

Fantascienza, 1h 56’, Warner Bros. Pictures, in uscita il 30 dicembre 2016

Voto: 6 su 10

Difficile credere che Passengers sia stato uno dei maggiori fiaschi commerciali della stagione americana, forte com’è di due star amatissime dal pubblico come Jennifer Lawrence e Chris Pratt. Eppure alla Sony Pictures non smettono ancora di leccarsi le ferite. Diretto dal norvegese Morten Tyldum (The Imitation Game) e sceneggiato da Jon Spaihts (Prometheus), il film vorrebbe proporsi come un ibrido tra la fantascienza meditativa e cerebrale di Tarkovskij e Kubrick (senza per questo rinunciare a un chiaro rimando a Shining) e una storia d’amore impossibile dati gli eventi come quella di Titanic di Cameron.

“The Imitation Game”, il biopic su Turing, necessario e impersonale

The Imitation Game (id, GB/Usa, 2014) di Morten Tyldum con Benedict Cumberbatch, Keira Knightley, Matthew Goode, Rory Kinnear, Charles Dance, Mark Strong, Matthew Beard, Tuppence Middleton, Allen Leech

Sceneggiatura di Graham Moore, dalla biografia “Alan Turing. Storia di un enigma” di Andrew Hodges (ed. Bollati Boringhieri)

Biografico, 1h 54′, Videa, in uscita il 1° gennaio 2015

Voto: 6 su 10

Nel settembre del 2009, il primo ministro inglese Gordon Brown, a nome del governo britannico, si scusava agli occhi della scienza e della storia per il trattamento omofobico riservato, oltre 55 anni prima, al criptoanalista Alan Turing, un grande uomo di scienza che, nel corso della seconda guerra mondiale, decifrò il codice Enigma, utilizzato dai tedeschi per comunicazioni spionistiche. Se la vicenda storica ha avuto vasta eco nel tempo (anche cinematografica: non ultimo, il film Enigma di Michael Apted), non altrettanto è successo per la terribile parabola discendente di Turing, mente geniale e segretamente omosessuale nell’Inghilterra bigotta a cavallo tra gli anni Trenta e Quaranta. Doveroso portare all’interesse pubblico la storia di un uomo che contribuì a ridurre la durata della guerra e, quindi, a salvare milioni di vite, ricompensato con una condanna per “atti osceni”, tradotta in una segregazione forzata e nella castrazione chimica a base di estrogeni sintetici per sfuggire al carcere.

“Headhunters”, caccia all’uomo spietata in un thriller teso e autoironico

Headhunters (Hodejegerne, Norvegia, 2011) di Morten Tyldum con Aksel Hennie, Nikolaj Coster-Waldau, Synnøve Macody Lund, Eivind Sander, Julie R. Ølgaard

Sceneggiatura di Lars Gudmestad, Jo Nesbø, Ulf Ryberg dal romanzo “Il cacciatore di teste” di Jo Nesbø (Einaudi)

Thriller, 1h 38’

Nordic Film Festival 2013 – Roma 11-14 aprile

Voto: 7 su 10

Le strade della suspense portano al Nord. Dopo la saga crime-punk del compianto Stieg Larsson (Millennium – Uomini che odiano le donne) e l’annoso intrigo psicologico di Lars Kepler (L’ipnotista), anche il giallista norvegese Jo Nesbø ottiene la trasposizione per il grande schermo del suo best seller “Il cacciatore di teste”.