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#arenaestiva: “Doppio amore”, un film di François Ozon, la recensione

Doppio amore (L’amant double, Francia, 2017) di François Ozon con Marine Vacth, Jérémie Renier, Jacqueline Bisset, Myriam Boyer

Sceneggiatura di François Ozon e Philippe Piazzo, liberamente tratto dal romanzo “Lives of the Twins” di Joyce Carol Oates

Thriller, 1h 47′, Academy Two, in uscita il 18 aprile 2018

Voto: 8½ su 10

La “provocazione”, secondo il vocabolario Treccani, consiste nell’eccitamento a reagire in modo irritato e violento a determinati atti, parole o comportamenti che, in alcuni casi, possono indurre a proposte erotiche. Al cinema, grandi maestri della macchina da presa ne hanno fatto una vera e propria missione, non solo per revitalizzare una narrazione canonica ma, soprattutto, per lasciare di stucco il pubblico che, di volta in volta, usciva dalla sala elettrizzato o infastidito. Senza voler scavare troppo nel parterre degli autori di nicchia (da Michael Powell a John Waters), è sufficiente rivolgere uno sguardo più attento alla filmografia dell’imprescindibile Alfred Hitchcock per rendersi subito conto di quanto questa peccaminosa prerogativa abbia reso, di fatto, essenziali, nell’economia del linguaggio cinematografico, opere straordinariamente innovative come Vertigo e Psycho, solo per citare i due casi più eclatanti in cui il feticismo e l’attrazione sessuale “provocano” reazioni incontrollabili tanto nei personaggi quanto negli spettatori. Non ultimo, Provocazione è il titolo di uno dei rari film non pornografici con Moana Pozzi. 

“Giovane e bella”, un miracolo di leggerezza, Ozon colpisce

Giovane e bella (Jeune et jolie, Francia, 2013) di François Ozon, con Marine Vacth, Geraldine Pailhas, Frederic Pierrot, Fantin Ravat, Johan Leysen, Charlotte Rampling

Sceneggiatura di François Ozon

Drammatico, 1h 34′, BiM Distribuzione, in uscita il 7 novembre 2013

Voto: 7½ su 10

Come sempre quando si parla di François Ozon, anche questa sua ultima opera, presentata in concorso all’ultimo Festival di Cannes, non ha mancato di suscitare scandalo e discussioni. Un’adolescente bella e agiata si prostituisce: le premesse erano delle peggiori. Con un simile materiale era facile partorire un obbrobrio familista o, peggio, moralista. Gli ingredienti per stuzzicare la pruderie del ceto medio ci sono tutti, ma non è che l’esca per mettere con le spalle al muro il pubblico.