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“Ferdinando” di Annibale Ruccello, uno spettacolo di Nadia Baldi, la recensione

FERDINANDO
di Annibale Ruccello

con Gea Martire (Donna Clotilde), Chiara Baffi (Gesualda), Fulvio Cauteruccio (Don Catellino), Francesco Roccasecca (Ferdinando)
regia Nadia Baldi
costumi Carlo Poggioli
scenografia Luigi Ferrigno
consulenza musicale Marco Betta
aiuto regia Rossella Pugliese
organizzazione Sabrina Codato
progetto luci Nadia Baldi
foto in videoproiezione Davide Scognamiglio
Produzione Teatro Segreto srl

In scena al Teatro Piccolo Eliseo di Roma fino al 5 novembre 2017

Voto D’Errico: 9 su 10
Voto Ozza: 9 su 10

Il teatro di Annibale Ruccello è sempre un gran regalo. Con Ferdinando, da molti considerato il suo capolavoro, non si può fare a meno di notare l’utilizzo ricchissimo e pittoresco del napoletano, in un testo che usa il problema della lingua per collocare temporalmente la vicenda in un paese del vesuviano (forse proprio quel Castellammare di Stabia che diede i natali all’autore) alla fine del regno borbonico, nel 1870. Ma se la questione storica non era nelle mire di Ruccello, tanto meno lo è nel nuovo allestimento che dell’opera ha realizzato la regista Nadia Baldi, che infatti ambienta tutta la commedia in un altrove onirico, poco caratterizzato a livello contestuale e maggiormente concentrato a portare in scena le pulsioni amorali di una certa borghesia decaduta all’indomani dell’Unità.

“Notturno di donna con ospiti”, De Sio per Ruccello, ed è grande teatro

Pietro Mezzasoma presenta
NOTTURNO DI DONNA CON OSPITI
di Annibale Ruccello

con Giuliana De Sio
Gino Curcione
Rosaria De Cicco
Andrea De Venuti
Mimmo Esposito
Luigi Iacuzio
Scene Roberto Ricci
Costumi Teresa Acone
Disegno luci Stefano Pirandello
Musiche Carlo De Nonno
regia di Enrico Maria Lamanna

in scena al Teatro Sala Umberto di Roma fino al 30 novembre

Voto: 9 su 10

Non sarà mai troppo il rimpianto del teatro italiano (e non solo) nei confronti di un autore come Annibale Ruccello, la personalità più profonda, acida e verace del panorama napoletano degli anni Ottanta, penna precisissima che, con una produzione di soli quattro testi, è riuscita ad acclamarlo come una delle voci più importanti della nuova drammaturgia italiana contemporanea. Scomparso a soli trent’anni in un incidente d’auto, Ruccello sarebbe stato indubbiamente destinato a grandi cose, sebbene quel che di lui ci resta non manchi già di meritare ogni apprezzamento. Come è il caso di Notturno di donna con ospiti, scritto nel 1983, seconda fase di una possibile trilogia d’interni aperta da Le cinque rose di Jennifer e conclusa con Week End, che rivive in questo superbo allestimento di Pietro Mezzasoma e diretto ancora una volta da Enrico Maria Lamanna, dopo le precedenti esperienze del 1996 e del 2003. Oggi come allora, ne è protagonista una magistrale Giuliana De Sio.

“Week End”, il sogno che si fa vita in uno straordinario esempio di teatro

WEEK END

di Annibale Ruccello
con Margherita Di Rauso, Giulio Forges Davanzati, Brenno Placido
regia Luca De Bei

scene Francesco Ghisu
costumi Lucia Mariani
disegno luci Marco Laudando
aiuto regia Peppe Bisogno
assistente alla regia Lucrezia Lanza
assistente scene Valeria Mangiò

In scena al Teatro della Cometa di Roma fino al 20 ottobre

Voto D’Errico: 9 su 10

Voto Ozza: 9 su 10

In rari casi risulta difficile trovare le parole giuste per descrivere le sensazioni che uno spettacolo teatrale riesce a offrire. Nel caso specifico, Week End di Annibale Ruccello, nell’allestimento di Luca De Bei, tocca tutte le corde dell’animo umano, trasformando una rappresentazione recitata in un pezzo di vita vera. Ciò avviene poche volte, più comunemente accade il contrario. Quando succede, bisogna solamente ringraziare l’artefice del prodigio, che qui non si identifica solamente nel compianto autore del testo, o in un regista dall’estro inesauribile, o nell’interpretazione di un’attrice in completo stato di grazia. Il merito è dell’intera squadra in campo, perché non c’è nulla, in Week End, che non sia degno del nostro pur manchevole e sentito applauso.