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“La divina Sarah” di Eric-Emmanuel Schmitt, uno spettacolo di Marco Carniti, la recensione

LA DIVINA SARAH

da “Memoir di Sarah Bernhardt” di John Murrell
adattamento Eric-Emmanuel Schmitt
regia Marco Carniti
con Anna Bonaiuto e Gianluigi Fogacci
scene Francesco Scandale
costumi Maria Filippi
musiche Paolo Daniele
Produzione Teatro e società

In scena al Teatro Vittoria dal 6 al 15 aprile

Voto: 7 su 10

Sul finire dell’800 il Nome, a teatro, era il suo: Sarah Berndhard. Diva prima che il divismo trovasse una sua piena strutturazione, personalità eccentrica, sessualità incerta, lei, la Berndhard, strabordava con la sua ingombrante personalità in scena e nello spettacolo della vita, dove amava e ambiva essere protagonista indiscussa e assoluta. Lo spettacolo La Divina Sarah ci racconta i suoi ultimi giorni di vita, prima che ogni luce si spenga e il sipario cali, impietoso, un’ultima volta.

“Napoli velata”, un film di Ferzan Ozpetek, la recensione

Napoli velata (Italia, 2017) di Ferzan Ozpetek con Giovanna Mezzogiorno, Alessandro Borghi, Beppe Barra, Anna Bonaiuto, Luisa Ranieri, Lina Sastri, Isabella Ferrari, Maria Pia Calzone, Loredana Cannata, Antonio Grosso, Biagio Forestieri, Carmine Recano, Angela Pagano, Maria Luisa Santella

Sceneggiatura di Gianni Romoli, Valia Santella, Ferzan Ozpetek

Drammatico, 1h 53′, Warner Bros. Entertainment Italia, in uscita il 28 dicembre 2017

Voto: 4 su 10

Da qualche anno a questa parte, Ferzan Ozpetek s’è perso sotto il peso delle sue stesse ambizioni. Che ne è stato del regista acuto e brillante de Le fate ignoranti e Mine vaganti? Difficile dirlo, alla luce delle sue ultime opere, asfissiate da una presunzione autoriale che ha toccato l’apice con l’indigesto Rosso Istanbul, tratto dal romanzo omonimo dello stesso Ozpetek. Nell’ultimo Napoli velata, l’accoppiata tra il cineasta italo-turco e la fiammeggiante e misterica capitale campana, sulla carta, aveva una sua indiscussa attrattiva, senza contare il richiamo garantito dal ricchissimo cast riunito per l’occasione, che vede Giovanna Mezzogiorno, nuovamente diretta dal regista a 15 anni da La finestra di fronte, affiancata dall’attore del momento Alessandro Borghi e da uno stuolo di grandi attori partenopei come Beppe Barra, Anna Bonaiuto e Lina Sastri.

“Mamma o papà?”, un film di Riccardo Milani, la recensione

Mamma o papà? (Italia, 2017) di Riccardo Milani con Paola Cortellesi, Antonio Albanese, Carlo Buccirosso, Matilde Gioli, Stefania Rocca, Claudio Gioé, Anna Bonaiuto, Luca Marino, Marianna Cogo, Alvise Marascalchi, Luca Angeletti

Sceneggiatura di Giulia Calenda, Paola Cortellesi, Riccardo Milani

Commedia, 1h 38’, Medusa, in uscita il 14 febbraio 2017

Voto: 2 su 10

Vorrebbe divertire, ma è solo infinitamente triste. Si illude di essere moderna, ma è solo antidiluviana. Crede di essere scorretta, ma è solo becera e infantile. È Mamma o papà?, la nuova commedia di Riccardo Milani, ex regista di belle speranze ormai completamente votato all’incasso più facile, che esce a San Valentino perché in qualche modo dovrebbe parlare anche d’amore. Questa incommentabile strategia di marketing fa comunque il paio con la pochezza del film, scritto davvero male dallo stesso Milani con sua moglie Paola Cortellesi, con l’intervento di Giulia Calenda, a partire dal soggetto di un’omonima pellicola francese del 2015 di Martin Bourboulon.