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“Delitto e castigo” di Fedor Dostoevskij, uno spettacolo di Sergio Rubini, la recensione

DELITTO E CASTIGO 
di Fedor Dostoevskij 

adattamento teatrale di SERGIO RUBINI E CARLA CAVALLUZZI
con ROBERTO SALEMI, FRANCESCA PASQUINI
e con G.U.P. ALCARO
voci FEDERICO BENVENUTO, SIMONE BORRELLI, EDOARDO COEN, ALESSANDRO MINATI
scene GREGORIO BOTTA
costumi ANTONELLA D’ORSI
musiche GIUSEPPE VADALÁ
progetto sonoro G.U.P. ALCARO
luci LUCA BARBATI E TOMMASO TOSCANO
regista collaboratore GISELLA GOBBI
regia SERGIO RUBINI

Andato in scena al Teatro Duse di Bologna

Voto: 8 su 10

Fare di un romanzo di Dostoesvskij un’opera teatrale è impresa davvero ardua. La mole di personaggi che gravitano negli scritti del letterato russo, la quantità di eventi e situazioni che s’intrecciano e le implicazioni a livello personale, psicologico e sociale che scaturiscono sono innumerevoli e molto complesse da mettere in scena. Nonostante ciò, molti sono stati i tentativi di trasporre in teatro le opere di Dostoevskij, soprattutto Delitto e castigo, il romanzo scritto nel 1866, la cui ultima versione vista al Teatro Duse di Bologna vede come protagonisti, Sergio Rubini, che ne ha curato anche la regia e Luigi Lo Cascio nei panni del protagonista Raskol’nikov.

Venezia71, le minirecensioni: “I nostri ragazzi”, “Nymphomaniac”, “A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence”, “Sivas”, “Le Dernier Coup de Marteau”

I nostri ragazzi – Italia, 2014 di Ivano De Matteo con Giovanna Mezzogiorno, Luigi Lo Cascio, Alessandro Gassman, Barbora Bobulova, Rosabell Laurenti Sellers, Jacopo Olmo Antinori, Antonio Grosso – ORIZZONTI

Dal romanzo “La cena” di Herman Koch. Le famiglie di due fratelli molto diversi fra loro vengono sconvolte da una “bravata” dei rispettivi figli adolescenti. L’integrità morale di entrambe le coppie vacillerà. Ottimo potenziale malamente sfruttato da una sceneggiatura incerta sulla strada da percorrere e da una regia didascalica e solo raramente efficace. Ne fanno le spese alcuni ottimi attori, costretti a dare adito a un melodramma famigliare che scade imperdonabilmente in un finale sciocco e moralista. Poteva essere un piccolo “Capitale umano”. Voto: 6

“Il capitale umano”: lo sguardo crudo e reale di Paolo Virzì

Il Capitale Umano (id, Italia, 2013) di Paolo Virzì, con Valeria Bruni Tedeschi, Fabrizio Bentivoglio, Valeria Golino, Fabrizio Gifuni, Luigi Lo Cascio, Giovanni Anzaldo, Matilde Gioli, Guglielmo Pinelli, Gigio Alberti, Bebo Storti

Sceneggiatura di Francesco Bruni, Francesco Piccolo, Paolo Virzì, ispirato al romanzo IL CAPITALE UMANO di Stephen Amidon

Drammatico, 1h e 49’, Produzione Indiana Production – Rai Cinema – Manny Films, 01 Distribution, nelle sale dal 9 gennaio 2014

Voto Ozza: 9 su 10
Voto D’Errico: 8½ su 10

Un gran bel film, non c’è che dire, questa nuova opera di Paolo Virzì. Si distingue per stile, ritmo e complessità: tratto dal libro di Stephen Amidon, dall’omonimo titolo “Il capitale umano”, sapientemente riadattato dagli sceneggiatori Bruni, Piccolo e lo stesso Virzì, che ne stravolgono l’intreccio e ne coniano una struttura narrativa ad hoc per lo schermo, tanto funzionale quanto avvincente.

“La città ideale”, un grottesco della mente per Lo Cascio regista

La città ideale (Italia, 2012) di Luigi Lo Cascio con Luigi Lo Cascio, Catrinel Marlon, Luigi Maria Burruano, Aida Burruano, Roberto Herlitzka, Barbara Enrichi, Massimo Foschi, Antonio Santagata

Soggetto e Sceneggiatura di Luigi Lo Cascio, in collaborazione con Massimo Gaudioso, Desideria Rayner e Virginia Brogi

Giallo, 1h 45’, Istituto Luce-Cinecittà Distribuzione, in uscita l’11 aprile 2013

In Concorso nella Settimana della Critica della 69a Mostra INternazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

Voto: 5 su 10

Visto a Venezia69 nella Settimana della Critica, è il film che segna l’esordio alla regia, e in sede autoriale, di uno dei nostri attori più apprezzati, Luigi Lo Cascio. La città ideale, però, è una commedia nera vicina al thriller kafkiano che sfugge al controllo del neo-regista e disorienta pericolosamente lo spettatore, tuffato in un in incubo notturno che insospettisce all’inganno.