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“Boy Erased – Vite cancellate”, un film di Joel Edgerton, la recensione

Boy Erased – Vite cancellate (Boy Erased, Usa, 2018) di Joel Edgerton con Lucas Hedges, Nicole Kidman, Russell Crowe, Joel Edgerton, Xavier Dolan, Flea, Joe Alwyn, Troye Sivan

Sceneggiatura di Joel Edgerton dal romanzo “Boy Erased: A Memoir” di Conley Garrard

Drammatico, 1h 54’, Universal Pictures International Italy, in uscita il 14 marzo 2019

Voto: 6½ su 10

Comunemente all’analogo e coevo La diseducazione di Cameron Post, anche Boy Erased – Vite cancellate porta sul grande schermo la storia di un tentativo di riabilitazione dall’omosessualità, una pratica riparativa tanto assurda e primitiva quanto tristemente esercitata in numerose località statunitensi. Di certo, il film di Joel Edgerton, alla sua seconda regia dopo il social-thriller The Gift – Regali da uno sconosciuto, ha a disposizione più carte da giocare rispetto all’operina indipendente di Desiree Akhavan: trasposizione del discusso memoir di Conley Garrard, prodotto dalla Focus Features che se n’è accaparrata i diritti dopo un lungo duello tra major e interpretato da un cast che può vantare l’ormai lanciatissimo Lucas Hedges come protagonista e due cavalli di razza del calibro di Nicole Kidman e Russell Crowe nei panni dei suoi genitori. Il risultato, per quanto nobilissimo nelle intenzioni, è ancora una volta cinematograficamente anonimo e didattico, quasi che il tema non riuscisse a trovare il giusto equilibrio tra spessore drammaturgico, coraggio espositivo e personalità artistica.

“Ben is Back”, un film di Peter Hedges, la recensione

Ben is Back (id, Usa, 2018) di Peter Hedges con Julia Roberts, Lucas Hedges, Courtney B. Vance, Kathryn Newton

Sceneggiatura di Peter Hedges

Drammatico, 1h 43’, Notorious Pictures, in uscita il 20 dicembre 2018

Voto: 6½ su 10

Un altro film sulla tossicodipendenza, un altro film che sceglie una strada alternativa per raccontarla. A differenza dell’approccio più marcatamente emotivo dell’analogo Beautiful Boy, in Ben is Back è evidente un’attenzione al particolare, complice una narrazione che si consuma nell’arco di un giorno e una notte, che conferma la sensibilità di scrittura dello sceneggiatore e regista indipendente Peter Hedges. Ed ancora una volta irrompe sullo schermo lo scontro straziante tra un genitore che trova forza esclusivamente in un amore incrollabile, e un figlio problematico, incapace ormai di sentirsi parte di un nucleo famigliare che sente di aver irreparabilmente deluso. I due contendenti in questa partita senza armi sono interpretati da una superba Julia Roberts e da un misuratissimo Lucas Hedges, figlio a sua volta del regista.

#arenaestiva: “Lady Bird”, un film di Greta Gerwig, la recensione

Lady Bird (id, Usa, 2017) di Greta Gerwig con Saoirse Ronan, Laurie Metcalf, Tracy Letts, Lucas Hedges, Timothée Chalamet, Beanie Feldstein, Lois Smith

Sceneggiatura di Greta Gerwig

Commedia, 1h 34′, Universal Pictures International Italy, in uscita il 1 marzo 2018

Voto: 8 su 10

È stato l’outsider della stagione cinematografica Lady Bird, romanzo di formazione autobiografico scritto e diretto da Greta Gerwig, qui al suo esordio registico in solitaria dopo una carriera d’attrice che l’ha vista regina incontrastata del mumblecore indie americano: dalla sua presentazione in anteprima al Toronto Film Festival la scorsa estate, il film ha raccolto praticamente solo consensi e candidature ai premi più importanti (5 nomination all’Oscar, compresa Miglior Regia, quinto caso nella storia per una donna), culminati nelle due vittorie ai Golden Globe come Miglior Film e Miglior Attrice Protagonista alla strepitosa Saoirse Ronan.

Venezia74: “Three Billboards outside Ebbing, Missouri”, un film di Martin McDonagh, la recensione

Three Billboards outside Ebbing, Missouri (id, GB/Usa, 2017) di Martin McDonagh con Frances McDormand, Woody Harrelson, Sam Rockwell, Abbie Cornish, Lucas Hedges, Željko Ivanek, Caleb Landry Jones, Clarke Peters, Samara Weaving, John Hawkes, Peter Dinklage

Sceneggiatura di Martin McDonagh

Drammatico, 2h 01′, 20th Century Fox

Voto: 8½ su 10

Non c’è pace per una madre in cerca di giustizia nel terzo film di Martin McDonagh, autore inglese già apprezzato in patria per una serie di importanti testi teatrali, nonchè regista di un cortometraggio Premio Oscar (Six Shooter, 2005) e di due opere per il cinema che hanno saputo distinguersi nel panorama di genere (In Bruges, 2008, e 7 Psicopatici, 2012). Ma è con Three Billboards outside Ebbing, Missouri, che firma il suo lavoro migliore, quello in cui conferma la piena maturità artistica, sia da un punto di vista di estetica che di poetica cinematografica.

RomaFF11 – Selezione Ufficiale: “Manchester by the Sea”, un film di Kenneth Lonergan

Manchester by the Sea (id, Usa, 2016) di Kenneth Lonergan con Casey Affleck, Lucas Hedges, Michelle Williams, Kyle Chandler, Gratchen Mol, Matthew Broderick, Kara Hayward, Heather Burns, Josh Hamilton

Sceneggiatura di Kenneth Lonergan

Drammatico, 2h 16’, Universal Pictures International Italy, in uscita il 1° dicembre 2016

Voto: 6½ su 10

Drammone luttuoso, già apprezzato al Sundance Film Festival e, con buone probabilità, in profumo di Oscar, specie per quel che riguarda il suo attore principale, un Casey Affleck nell’interpretazione della vita. È Manchester by the Sea, scritto e diretto da quel Kenneth Lonergan che, nel 1999, si rese artefice del caso cinematografico dell’anno, l’indipendente Conta su di me, e che come sceneggiatore ha firmato copioni di successo come Terapia e pallottole e Gangs of New York.

“Il mondo di Arthur Newman”, spunto pirandelliano ma il melò è stereotipato

Il mondo di Arthur Newman (Arthur Newman, Usa, 2012) di Dante Ariola, con Colin Firth, Emily Blunt, Anne Heche, Emmeth Walsh, Lucas Hedges

Sceneggiatura di Becky Johnston

Drammatico, 1h 41’, Videa, in uscita il 5 settembre 2013

Voto: 4 su 10

Il paese delle opportunità non nega una seconda chance a nessuno, specie ai grigi impiegati con sogno infranto nel cassetto. Come Wallace Avery (Firth), sguardo da cucciolo sotto la pioggia e una prospettiva futura di funebre mestizia. Nonostante sia dirigente di una multinazionale, Wallace ha fallito come marito e come padre, non trova più interesse nella nuova fidanzata (Heche) e vorrebbe tornare a essere un campione di golf amatoriale. Si finge morto, scappa e si riaffaccia alla vita a bordo di una decappottabile, nei panni di Arthur Newman. Sul sentiero della (vana) gloria, incrocerà la bella Mike (Blunt), una sbandata che, pure lei, finge di essere chi non è. I due si avvicineranno sempre più, consumando furtivi incontri d’amore in case momentaneamente disabitate. Ma il destino li vuole ai loro posti…