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“Qui rido io”, un film di Mario Martone, la recensione

Qui rido io (Italia, 2021) di Mario Martone, con Toni Servillo, Maria Nazionale, Eduardo Scarpetta, Cristiana dell’Anna, Gianfelice Imparato, Lino Musella, Iaia Forte

Sceneggiatura di Mario Martone e Ippolita di Majo

Biografico, 2h 12’, 01Distribution, in uscita il 9 settembre 2021

Voto: 8 su 10

Un bel film. Nulla da eccepire a quest’ultimo lavoro di Mario Martone che torna a lavorare sui temi del Teatro, con la T maiuscola, che gli si addicono a pieno titolo, essendo lui stesso un esponente importante del nostro teatro Italiano. Come nel suo bel Teatro di guerra del 1998, Martone sviscera tutto il suo amore per l’arte del palcoscenico, omaggiando una famiglia davvero importante di teatranti, capocomici e, soprattutto, autori: quasi verrebbe da usare il termine dinastia. Perché sono riusciti a tramandarsi l’arte per decenni, raggiungendo vette d’eccellenza che hanno permesso, soprattutto alla drammaturgia italiana, di farsi conoscere in tutto il mondo (Eduardo De Filippo su tutti).

Venezia71, le minirecensioni: “Birdman”, “La vita oscena”, “The Look of Silence”, “La rançon de la gloire”, “Melbourne”

Birdman or (The Unexpected Virtue of Ignorance) – Usa, 2014 di Alejandro Gonzales Inarritu con Michael Keaton, Emma Stone, Edward Norton, Zack Galifianakis, Amy Ryan, Andrea Riseborought, Naomi Watts, Lindsay Duncan – IN CONCORSO

Il film d’apertura è uno straordinario viaggio nella vita e nella mente di un attore, un tempo celebre volto di supereroi da grande schermo, che spera di poter rilanciare la propria immagine e riaffermare il proprio talento in uno spettacolo tratto da Raymond Carver a Broadway. Attorno a lui la spaventosa fauna dell’ambiente e la presenza incombente dell’alter-ego cinematografico. Inarritu si smarca definitivamente dalla cifra narrativa a incastri che l’aveva fino a ora contraddistinto e si abbandona a un inebriante virtuosismo registico che si traduce in un unico, impossibile pianosequenza dal ritmo magmatico e febbrile, al servizio di una sceneggiatura di straordinaria perfidia. Una riflessione da brivido su arte e star system, interpretata da un cast superlativo, con un Keaton senza precedenti. Voto: 9

“La grande bellezza”, viaggio al termine della Roma ‘cafonal’

La grande bellezza (Italia, 2013) di Paolo Sorrentino, con Toni Servillo, Sabrina Ferilli, Carlo Verdone, Pamela Villoresi, Galatea Ranzi, Carlo Buccirosso, Iaia Forte, Luca Marinelli, Isabella Ferrari, Serena Grandi, Roberto Herlitzka, Giorgio Pasotti, Lillo Petrolo, Sonia Gessner, Anita Kravos, Ivan Franek, Massimo De Francovich, Massimo Popolizio, Anna Della Rosa, Giulio Brogi, Dario Cantarelli, Giorgia Ferrero, Franco Graziosi, Giovanna Vignola, Giusi Merli, Luciano Virgilio, Fanny Ardant

Soggetto e sceneggiatura di Paolo Sorrentino con Umberto Contarello

Drammatico, 2h 24’, Medusa, in uscita il 21 maggio 2013

In Concorso al 66° Festival del Cinema di Cannes 2013

Voto D’Errico: 8 su 10

Voto Ozza: 7 su 10

Voto Tomaselli: 7½ su 10

Lupa e vestale, aristocratica e stracciona, tetra e buffonesca. La Roma di Fellini, che con questi aggettivi descrisse Anna Magnani come simbolo ed emblema della città, non è più quella di un tempo. È peggiorata. “Nun me fido”, rispose Nannarella alla cinepresa di Federico, quasi a voler preservare il mistero di una bellezza eterna e fugace, che accompagna il tormento all’estasi. Oggi, quella bellezza si ritrova ad osservare, mesta come una vecchia diva al tramonto, il via vai per il nulla dell’umanità che inconsciamente la abita e la umilia.

“Il volto di un’altra”, la verità bendata di Pappi Corsicato

Il volto di un’altra (id, Italia, 2012) di Pappi Corsicato con Laura Chiatti, Alessandro Preziosi, Lino Guanciale, Iaia Forte, Angela Goodwin, Franco Giacobini, Fabrizio Contri, Giancarlo Cauteruccio.

Soggetto e sceneggiatura di Pappi Corsicato, Monica Rametta, Daniele Orlando e Gianni Romoli

Commedia, 1h 24’, Tilde Corsi e Gianni Romoli per R&C, Rai Cinema, Officine Ubu

Festival internazionale del Film di Roma2012, In Concorso

Voto: 6½ su 10

“La tua faccia ha stancato”, un monito inquietante quanto temibile, è la chiave di volta per tentare di comprendere l’ultimo lavoro di Pappi Corsicato che, archiviato il flop de Il seme della discordia, torna a proporsi con una commedia satirica sul mito dell’estetica e sugli schermi che velano la realtà dall’apparenza.