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“Ready Player One”, un film di Steven Spielberg, la recensione

Ready Player One (id, Usa, 2018) di Steven Spielberg con Tye Sheridan, Olivia Cooke, Ben Mendelsohn, Simon Pegg, Mark Rylance, T.J. Miller, Hannah John-Kamen, Win Morisaki, Daniel Tuite, Philip Zhao, Rona Morison, Raed Abbas

Sceneggiatura di Zak Penn, Ernest Cline, dal romanzo omonimo di Ernest Cline (Isbn edizioni, coll. Special books)

Fantascienza, 2h 20′, Warner Bros. Pictures Italia, in uscita il 28 marzo 2018

Voto: 8½ su 10

In un’epoca di ripresa nostalgica del passato, che ha trovato le sue interpretazioni migliori in La La Land e IT al cinema e nel serial Stranger Things in tv, non era scontato che si giungesse alla glorificazione massima dell’immaginario pop degli anni Ottanta proprio attraverso lo sguardo “infinito” di uno dei suoi incontrastati padri fondatori. E non è un caso che Ready Player One arrivi in sala a distanza di pochi mesi da un bellissimo film impegnato come The Post: signori, questo è Steven Spielberg, un cineasta immenso che, dall’alto di una filmografia che ha scritto la storia della nuova Hollywood e non solo, ha da sempre affiancato all’autore liberale e sensibile ai diritti dell’essere umano, anche il sognatore, l’eterno bambino che viaggia con la mente e gioca col purè.

“L’ora più buia”, un film di Joe Wright, la recensione

L’ora più buia (Darkest Hour, GB, 2017) di Joe Wright con Gary Oldman, Kristin Scott Thomas, Lily James, Ben Mendelsohn, Stephen Dillane, Ronald Pickup, Charley Palmer Rothwell

Sceneggiatura di Anthony McCarten

Biografico, 2h 05′, Universal Pictures International Italy, in uscita il 18 gennaio 2018

Voto: 6 su 10

Il problema di un film biografico come L’ora più buia di Joe Wright, paradossalmente, non risiede nella sua fedeltà più o meno alta alla verità storica, quanto soprattutto nell’appiattimento di tale verità in una esposizione facile e immediata. La casa di produzione inglese Working Title non è nuova a questo genere di operazioni, mirate all’umanizzazione di personaggi scomodi e alla sintesi degli eventi cui presero parte; non a caso, alla sceneggiatura troviamo Anthony McCarten, artefice di uno dei copioni più ruffiani di tale tipologia cinematografica, quello de La teoria del tutto su Stephen Hawkins. Stavolta, la figura al centro della narrazione è il primo ministro britannico Winston Churchill, interpretato da un immenso Gary Oldman, colto in un momento cruciale per gli equilibri politici europei durante la Seconda Guerra Mondiale.

“Rogue one: A Star Wars Story”, un film di Gareth Edwards, la recensione

Rogue One: A Star Wars Story (Usa, 2016) di Gareth Edwards con Felicity Jones, Diego Luna, Ben Mendelsohn, Mads Mikkelsen, Riz Ahmed, Forest Whitaker, Jimmy Smits, Alistair Petrie

Sceneggiatura di Chris Weitz e Tony Gilroy, basato sui personaggi di George Lucas

Fantascienza, 2h e 13′, The Walt Disney Company Italia, in uscita il 15 dicembre 2016

Voto: 7½ su 10

Vi aspettavate la carrellata iniziale con testo che funge da antefatto? Perfetto, Rogue One non ve lo concede. Basta tanto probabilmente a puntare l’attenzione sul fatto che questo spin-off della saga di Star Wars ha un tono diverso, più contemporaneo. E tuttavia man mano che la pellicola scorre ci si ritrova in quelle atmosfere note senza neanche rendersene conto.

RomaFF11 – Selezione Ufficiale: “Una”, un film di Benedict Andrews

Una (id, GB/Canada, 2016) di Benedict Andrews con Rooney Mara, Ben Mendelsohn, Riz Ahmed, Tara Fitzgerald, Lena Olin, Indira Varma, Ruby Stokes, Natasha Little

Sceneggiatura di David Harrower, dalla pièce teatrale “Blackbird” di David Harrower

Drammatico, 1h 36’

Voto: 9 su 10

Benedict Andrews, 44 anni, è uno dei registi più apprezzati della scena teatrale australiana. Da Shakespeare a Tennessee Williams, passando per l’Opera, i suoi allestimenti non hanno mai mancato di suscitare interesse e clamore, dirigendo sul palco attrici come Cate Blanchett e Isabelle Huppert e raccogliendo riconoscimenti in tutto il mondo. Per il suo esordio alla regia cinematografica, Andrews ha scelto la trasposizione di uno dei più importanti testi teatrali britannici degli ultimi anni, Blackbird di David Harrower, storia d’amore e pedofilia di disturbante rigore, che, per il grande schermo, adotta come titolo il nome della sua protagonista, Una, interpretata da una strepitosa Rooney Mara.

“Exodus: Dei e Re”, revisionismo biblico che annoia a morte

Exodus: Dei e Re (Exodus: Gods and Kings, Usa/GB, 2014) di Ridley Scott con Christian Bale, Joel Edgerton, Aaron Paul, Ben KIngsley, John Turturro, Sigourney Weaver, Maria Valverde, Ben Mendelsohn, Dar Salim, Indira Varma

Sceneggiatura di Adam Cooper, Bill Collage, Jeffrey Caine, Steve Zaillian

Biblico, 2h 30′, 20th Century Fox Italy, in uscita il 15 gennaio 2015

Voto: 4 su 10

Tutto il peggio del cinema americano “che fa cassa” (e nemmeno: il film ha floppato malamente in patria) è in questo Exodus del povero Ridley Scott, un genio del mezzo che da troppi anni si è piegato alle regole del commercio senz’anima. Niente di meno, viene scomodato il racconto dei racconti tratto dall’Antico Testamento, l’esodo d’Egitto in cui il profeta Mosé, su ordine di Dio, salvò il popolo giudaico dalla schiavitù attraversando il Mar Rosso.

“Two Mothers” e il mito della milf in salsa soft, un incubo

Two Mothers (Adore, Francia/Australia, 2013) di Anne Fontaine, con Naomi Watts, Robin Wright, Ben Mendelsohn, Xavier Samuel, James Frecheville, Sophie Lowe, Gary Sweet

Sceneggiatura di Christopher Hampton, dal romanzo “Le nonne” di Doris Lessing

Drammatico, 1h 50’, BiM Distribuzione, in uscita il 17 ottobre 2013

Voto: 4½ su 10

C’era di ché spaventarsi, ma in altro senso rispetto ai miseri risultati finali. Un film a lungo chiacchierato, d’ispirazione letteraria d’eccezione (“Le nonne” del Premio Nobel Doris Lessing), scritto da un drammaturgo poco meno che eccellente (al suo attivo copioni per il cinema come Le relazioni pericolose di Frears e A Dangerous Method di Cronenberg) e diretto da una promessa del cinema francese (Cocò avant Chanel). Chi l’avrebbe mai detto che l’accoppiata Christopher Hampton-Anne Fontaine, con l’aggravante di due attrici meravigliosamente algide come Naomi Watts e Robin Wright a interpretarlo, avrebbe potuto partorire un film tanto molle e assurdo?