“Piantando chiodi nel pavimento con la fronte” di Eric Bogosian, uno spettacolo di Pino Quartullo, la recensione

PIANTANDO CHIODI NEL PAVIMENTO CON LA FRONTE

di Eric Bogosian

con Paolo Biag

traduzione Pino Quartullo e Patrizia Monaco

aiuto regia Rachele Giannini

elementi scenici e costumi Tonino Natali

light designer Giulio Grappelli

regia Pino Quartullo

In scena al Teatro Cometa Off di Roma dal 15 al 20 ottobre

Voto: 5 su 10

Dodici monologhi per altrettanti personaggi, dodici chiodi, per richiamare il titolo di questa rabbiosa rappresentazione, che Eric Bogosian, drammaturgo statunitense di origini armene, usa per tendere di fronte al pubblico la bandiera degli Stati Uniti d’America, con il perentorio intento di voler squarciare il perbenismo placido della borghesia americana dei primi anni ’90.

Un impietoso confronto tra le incertezze della fine del XX secolo e un nostalgico ricordo dell’ottimismo dell’epoca del boom economico, un elogio all’auto soddisfazione e all’egoismo esistenziale per recuperare la felicità perduta, il consumismo esasperato come chiave per anestetizzare un senso del malessere che dilaga e si espande come un’inarrestabile infezione, solo a citare alcuni dei quadri messi in scena in questa rappresentazione italiana di “Pounding Nails in the Floor With My Forehead”.

Paolo Biag, unico interprete sul palco del teatro Cometa Off di Roma, sostiene con grande fervore interpretativo un racconto che nel suo incedere si fa sempre più faticoso e ripetitivo, categorico nel voler urlare al pubblico un disagio che esplicita attraverso una crudezza del linguaggio e delle situazioni che, alla lunga, poco diverte e talvolta esaspera, tanto più quando all’umorismo si preferisce il livido sarcasmo che pervade tutti i quadri narrativi che si susseguono l’un l’altro variando sì le situazioni, ma mai il triste, sconsolato messaggio di fondo.

Marco Moraschinelli

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