“World War Z”, Brad Pitt salva il mondo ma non se stesso

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World War Z (id.,Usa, 2013) di Marc Forster, con Brad Pitt, Mirelle Einos, Daniella Keirtesz, James Badge Dale, David Morse,  Fana Mokoena, Pierfrancesco Favino

Sceneggiatura Damon Lindelof, Matthew Michael Carnahan, Drew Goddard, basata sul romanzo  “ World War Z. La guerra mondiale degli zombie” di Max Brooks.

Azione/Fantascienza,  1h 56’, Plan B Entertainement/Paramount Pictures, in uscita il 27 giugno 2013

Voto: 4 su 10

Difficile dire di fronte a che cosa ci si trovi, già poco dopo l’inizio di questo film. Horror? Fantascienza? Azione? Non è chiaro capirlo da soli e il regista Marc Forster proprio ce la mette tutta per depistare e confondere lo spettatore, con ogni mezzo a sua disposizione. Dopo i titoli di testa – davvero unica parte di tutta la pellicola che lasci sperare in qualcosa di buono, a cui presto fa seguito la delusione di ogni aspettativa- World War Z si palesa per quello che è: un’accozzaglia di non meglio identificati generi e filoni, messi insieme a casaccio e legati tra loro da un fragilissimo filo conduttore, costantemente a rischio di lacerazione.

world-war-z-poster-usa-02_midGerry Lane, un comune padre di famiglia di Philadelphia, un tempo al servizio delle Nazioni Unite, viene reclutato dai suoi ex capi  per comprendere  le origini di una spaventosa epidemia che sta decimando la popolazione mondiale, trasformandola progressivamente in  un’orda selvaggia di morti viventi. Senza un approfondimento anche minimo sul perché una scelta tanto delicata ricada proprio su di lui, il nostro accetta di collaborare per garantire l’integrità della sua famiglia a bordo di una nave al riparo dagli attacchi.

A questo punto inizia un viaggio senza garanzia di ritorno alla ricerca di una soluzione al problema, cominciando dal posto in cui si sono manifestati i primi sintomi del contagio mortale, in un susseguirsi di tappe assolutamente slegate tra loro, come il resto degli elementi narrativi. Si parte dalla Korea del Sud, per approdare in Israele (con fallimentari tentativi di intromettere anche l’elemento politico, come se non bastassero i generi già mischiati), e finire catapultati in Galles ( guarda caso proprio davanti al luogo di cui il nostro eroe era alla ricerca).

Per tutto il film non si fa che parlare di zombie, eppure gli appestati che ci vengono mostrati qui hanno ben poco in comune con i morti viventi così come li conosciamo noi, senza  per forza essere fan di  George Romero.

Per lo più creati dalle magie della computer grafica, servono necessariamente a fare da spalla  (in centinaia di migliaia) all’unico incontrastato protagonista del film: un Brad Pitt che gigioneggia tra minacce e pericoli di ogni sorta, neanche fosse Steven Seagal dei tempi d’oro.

world-war-z2Non sempre per rendere un film avvincente bastano riprese mirabolanti e scene apocalittiche: la velocità delle azioni unita al montaggio serrato non salva World War Z dal rischio sbadiglio. Se la regia disordinata di Forster destabilizza l’attenzione dello spettatore, la sceneggiatura, già di per sé debole e banale, rasenta in più di un’occasione il ridicolo. A tratti imbarazzante, cerca di offrire momenti di tensione con fughe dagli zombie a bordo di una bicicletta (che fa tanto koreano ), oppure con combattimenti contro gli stessi a suon di bagagli a mano. Va bene la fantasia, ma a tutto c’è un limite.

Verrebbe da chiedersi perché un attore come Brad Pitt, capace di ben altre interpretazioni, decida di produrre ed interpretare un kolossal del genere, ma considerando gli incassi e la mancanza di spessore in ciascuno degli altri personaggi comprimari, la risposta arriva facile. Denaro e delirio di onnipotenza (non è proprio una cosuccia da niente salvare il mondo da soli!) costituiscono un binomio cui è difficile sottrarsi a Hollywood.

Restano comunque tanti gli interrogativi al termine della visione, ma di sicuro se lo avesse interpretato Steven Seagal avrebbe fatto senza dubbio miglior figura.

Natalia Patruno

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