“Il vizio dell’arte”: Bruni e De Capitani per Bennett a Milano

Ferdinando Bruni, Elio De Capitani

IL VIZIO DELL’ARTE
di Alan Bennett
Traduzione di Ferdinando Bruni
Uno spettacolo di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia
Costumi di Saverio Assumma
Musiche dal vivo Matteo de Mojana
Con Ferdinando Bruni, Elio De Capitani, Ida Marinelli, Umberto Petranca, Alessandro Bruni Ocaña, Michele Radice, Vincenzo Zampa, Matteo de Mojana
Produzione Teatro dell’Elfo
Con il Patrocinio di Regione Lombardia.
FINO AL 16 NOVEMBRE IN SCENA AL TEATRO “ELFO PUCCINI” DI MILANO.

Voto: 8 su 10

Con un riuscitissimo esercizio di teatro nel teatro, Bruni e De Capitani portano in scena un pezzo vivace, che parla di teatro guardandolo dall’interno, parla di poesia, di omosessualità, di amicizia e di etica.

3120Al suo ingresso in teatro, lo spettatore non trova il sipario ma una scena aperta in cui regna il disordine, in cui non c’è divisione tra pubblico e attori perché il quel momento gli attori sono impegnati con la loro prova generale intorno alla quale si muovono tecnici, musicisti, registi e aiuto registi.

Il vizio dell’arte è uno dei pochi riusciti esempi di teatro nel teatro in Italia. Gli attori sono perfettamente a loro agio nel ruolo di “attori”, appunto. La naturalezza della loro recitazione porta lo spettatore a credere davvero di non assistere alla messa in scena dello spettacolo di Alan Bennett, bensì alla prova generale di “Caliban’s Day”.

Le prime file della Sala Shakespeare del Teatro Elfo Puccini sono riservate agli attori stessi, per trovare riposo durante le pause della faticosa prova generale del loro spettacolo.

Marianna D’Ambra

TRAMA

3937“The Habit of Art” di Alan Bennet parla di Fitz, Henry, Tim e Donald, attori che provano lo spettacolo “Caliban’s Day”. Il regista è stato tenuto fuori , in modo da mettere in scena prova generale dello spettacolo diretta dal direttore di scena, Kay, alla presenza del drammaturgo, Neil.

“Caliban’s Day” a sua volta parla di un incontro fittizio nel 1973 nella casa di Auden a Oxford , tra Auden (Fitz) nei suoi ultimi anni di vita, e Britten (Henry). Auden ha assunto un gigolò, Stuart (Tim) e quando Humphrey Carpenter (Donald ) – che scriverà le biografie di entrambi dopo la loro morte – arriva a intervistarlo, Auden lo scambia per Stuart. Britten, che sta tenendo dei provini per Morte a Venezia nelle vicinanze, arriva inaspettatamente a casa di Auden, dopo 25 anni dal loro ultimo incontro.

(Fonte: Elfo Puccini): Il vizio dell’arte partecipa a Milano Cuore d’Europa, il palinsesto culturale multidisciplinare dedicato all’identità europea della nostra città anche attraverso le figure e i movimenti che, con la propria storia e la propria produzione artistica, hanno contribuito a costruire la cittadinanza europea e la dimensione culturale. 

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