Visti a Venezia73, qualche impressione

The Secret Life of Pets di Chris Renaud e Yarrow Cheney – Fuori Concorso: la vita del cagnolino Max è perfetta. Lui e la sua padrona Katie passano tutto il tempo possibile, fra ozio e coccole di ogni tipo. La sua vita viene travolta e sconvolta dall’arrivo del randagio Duke, destinato a diventare suo fratello. Sullo sfondo tanti amici animali. La storia si muove fra avventure e disavventure in una Manhattan animata dai colori mozzafiato. Niente di nuovo sul fronte dell’animazione, molto ritmo e tante risate. I bambini lo adoreranno. Voto: 7

Une Vie di Stéphane Brizé – In Concorso: Normandia, fine 800. La giovane aristocratica Jeanne le Perthuis des Vauds, dopo aver terminato gli studi in convento, sposa il visconte Julien de Lamere. Tutto sembra rose e fiori, ma de Lamere non si rivela il dolce e affasciante uomo di cui Jeanne si è innamorata. Purezza di anima e di immagini, sconfinano in una lentezza imbarazzante. La scenografia non basta ad affascinare lo spettatore troppo “annoiato” dai dialoghi dei protagonisti (Judith Chemla e Swann Arlaud) che da soli non reggono la sfida. Liberamente ispirato al romanzo “Une Vie” di Guy de Maupassant, rappresenta per il regista un cambio di genere rispetto ai lavori passati. Voto: 5

L’estate addosso di Gabriele Muccino – Cinema in Giardino: Roma. Marco e Maria hanno diciottanni e dopo il diploma si ritrovano a partire insieme all’avventura verso l’America. Li saranno ospiti di una coppia di una giovane coppia gay. Ricco di luoghi comuni e povero di contenuti “L’estate addosso”, a settembre ha già il sapore dell’autunno. Mantiene il suo stile Muccino: non mancano urla, porte che sbattono e il solito triangolo amoroso. Fotografie di un’adolescenza, per Muccino ormai lontana, cui, forse,  potevamo fare a meno. Voto: 5

Les Beaux Jours d’Aranjuez di Wim Wenders – In Concorso: Un uomo, una donna e uno mela.
Così le origini è stato nella Genesi, così è per Wim Wenders e il suo “Les Beaux Jour d’Aranjuez”.
Un dialogo e un confronto sulle differenze che hanno causato litigi e rappacificazioni. In un poetico giardino, disturbati solo dal rumore del vento, combattono a colpi di intelletto Resa Lateb e Sophie Semin, guidati, forse, da un misterioso aspirante scrittore. C’è la poesia, ma la grandezza delle immagini non riesce a riequilibrare la noia dei dialoghi dove aleggia il già detto. Azzeccatissimo l’uso del 3D. Voto: 5

Voyage of Time: Life’s Journey di Terrence Malick – In Concorso: Le origini della terra, un dialogo nell’intimo del pianeta. Naturale conseguenza di “The Tree of Life”, Malick affronta il ruolo centrale della madre terra con un approccio scientifico e filosofico, sperimentando un nuovo linguaggio cinematografico che dà ampio respiro alle immagini riducendo al minimo i dialoghi. Grande film, ma soprattutto grande fotografia. Uno spettacolo per gli occhi. Voto: 7

Il più grande sogno di Michele Vannucci – Orizzonti: Mirko Frezza, dopo essere uscito dal carcere, torna a vivere nella periferia di Roma dove, non senza fatiche viene eletto presidente del comitato di quartiere. Il più grande sogno del romano Michele Vannucci, col suo passato interessante, sguardo da duro, cuore al miele, e futuro ancora da scrivere, conquista il pubblico. Al suo fianco Alessandro Borghi e Vittorio Viviani esplorano una periferia romana tutta da scoprire. Voto: 6.5

Jackie di Pablo Larrain – In Concorso: cronaca dei giorni immediatamente successivi all’assassinio del 35esimo Presidente degli Stati Uniti d’America, John Fitzgerald Kennedy. La first lady, Jackie, sconvolta dell’attentato al marito, cerca in tutti i modi di rendergli l’ultimo saluto, senza perdere classe e dignità. Uno dei personaggi meno noti della storia di cui il mondo ha vissuto in diretta i momenti peggiori. L’immagine pubblica, dolce e al contempo forte, una vita privata da proteggere.
Larrain fa immergere lo spettatore in una sorta di Storia nella storia, lasciando volutamente un senso di irrisolto. Con una straordinaria Natalie Portman. Voto: 8

Tommaso di Kim Rossi Stuart – Fuori Concorso: Tommaso è un attore frustrato, prestato alla scrittura, fissato con le donne. Le ama, le odia, le desidera, le detesta e nonostante anni di analisi, non è ancora riuscito a capirle. La locandina del film che campeggia al Lido ricorda la famosa cartolina di Freud “What’s on man’s mind”, ma Rossi Stuart non riesce a riproporne sul grande schermo la poesia. Il film sembra sospeso nel tempo, in attesa di un finale, o forse, addirittura, di una storia. Voto: 4

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