Venezia74 – Concorso: “The Leisure Seeker”, un film di Paolo Virzì, la recensione

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The Leisure Seeker – Ella & John (id, Italia, 2017) di Paolo Virzì con Helen Mirren, Donald Sutherland, Dana Ivey, Christian McKay, Janel Moloney

Sceneggiatura di Stephen Amidon, Francesca Archibugi, Francesco Piccolo, Paolo Virzì dal romanzo “In viaggio contromano. The Leisure Seeker” di Michael Zadoorian (ed. Marcos y Marcos, coll. Gli alianti)

Commedia, 1h 52′, 01 Distribution

Voto: 8 su 10

The time has come per Paolo Virzì di misurarsi con un film interamente girato negli Stati Uniti, a quindici anni dalla toccata e fuga di My Name is Tanino. La base è data da un romanzo di Michael Zadoorian, la squadra di sceneggiatori è collaudata, la vera occasione è data invece dai due interpreti principali, Helen Mirren e Donald Sutherland, sin da subito entusiasti di far parte del progetto e senza i quali Virzì non si sarebbe spostato di casa: è The Leisure Seeker, una commedia on the road di encomiabile leggerezza, che conferma il suo regista come una delle personalità più sensibili e vivaci del cinema italiano, anche fuor di patria.

I due grandi attori sono Ella e John Spencer, una coppia di anziani coniugi pieni di problemi di salute che, per sfuggire a un destino di stremanti cure ospedaliere, decide all’improvviso di salire sul vecchio camper soprannominato “leisure seeker” (cercatore di svago) con cui andavano in vacanza negli anni Settanta, e di intraprendere un viaggio da Boston, attraversando la Old Route 1, destinazione Key West, verso i luoghi di Ernest Heminghway. La memoria di John perde colpi e si abbandona a confessioni inaspettate, Ella invece è lucidissima, nonostante il tumore che la divora; li accomuna, però, un’incrollabile entusiasmo nei confronti della vita, che li porterà ad affrontare situazioni per loro impensabili.

La fine è nota, ma Virzì ha il merito di non cedere mai a una programmatica didascalicità, e il pregio di raccontare dei personaggi veri, con affetto e profondo rispetto. L’America non è più posto per un vecchio professore di letteratura dalla mente annebbiata, né per un’indomita madre di famiglia dalle passate simpatie repubblicane (Ella confessa di aver votato per Reagan), e quella che poteva essere la loro “corsa più lenta”, diventa invece il riscatto vitale di un’intera esistenza, aspettando la fine senza rassegnazione ma neppure respingendola.

Con una capacità rara di unire il dramma alla commedia e la voglia di farsi straniero in una terra che ha sempre guardato con occhi ammirati, Virzì riesce a non tradire mai la sua vena acre, che si traduce in un ritratto dell’anzianità ruvido e senza compromessi, legandola indissolubilmente all’ironia amorevole e ruspante dei suoi film migliori. Eccezionali e affiatatissimi Mirren e Sutherland, impegnati in una recitazione brillante, mai sguaiata, di grande raffinatezza. Speriamo di sentirne parlare ancora (Oscar in vista?), per il momento The Leisure Seeker è una lezione di gusto cui il nostro cinema non è più abituato.

Giuseppe D’Errico

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