Venezia71, le minirecensioni: “I nostri ragazzi”, “Nymphomaniac”, “A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence”, “Sivas”, “Le Dernier Coup de Marteau”

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I nostri ragazzi – Italia, 2014 di Ivano De Matteo con Giovanna Mezzogiorno, Luigi Lo Cascio, Alessandro Gassman, Barbora Bobulova, Rosabell Laurenti Sellers, Jacopo Olmo Antinori, Antonio Grosso – ORIZZONTI

Dal romanzo “La cena” di Herman Koch. Le famiglie di due fratelli molto diversi fra loro vengono sconvolte da una “bravata” dei rispettivi figli adolescenti. L’integrità morale di entrambe le coppie vacillerà. Ottimo potenziale malamente sfruttato da una sceneggiatura incerta sulla strada da percorrere e da una regia didascalica e solo raramente efficace. Ne fanno le spese alcuni ottimi attori, costretti a dare adito a un melodramma famigliare che scade imperdonabilmente in un finale sciocco e moralista. Poteva essere un piccolo “Capitale umano”. Voto: 6

Nymphomaniac Volume I (long version) Director’s Cut – Danimarca/Francia/Germania, 2013 di Lars Von Trier con Charlotte Gainsbourg, Stellan Skarsgård, Stacy Martin, Shia LaBeouf, Jamie Bell, Connie Nielsen, Christian Slater, Uma Thurman, Willem Dafoe, Jean-Marc Barr, Sophie Kennedy Clark, Mia Goth – FUORI CONCORSO

La versione estesa (145 minuti), secondo le intenzioni del regista, della prima parte di un progetto strombazzatissimo da oltre due anni. Tra l’altro, era già stata presentata alla Berlinale 2014. Quel che si doveva dire lo si è già abbondantemente detto, anche su queste pagine. La sostanza non cambia molto rispetto alla copia sforbiciata per le sale, in più solamente qualche congresso carnale in primo piano e una manciata di argomentazioni erudite tra Joe e Seligman. Tra genio, follia e pernacchia, indubbiamente interessante. Voto: 7

nymphomaniacNymphomaniac Volume II (long version) Director’s Cut – Danimarca/Francia/Germania, 2013 di Lars Von Trier con Charlotte Gainsbourg, Stellan Skarsgård, Stacy Martin, Shia LaBeouf, Jamie Bell, Connie Nielsen, Christian Slater, Uma Thurman, Willem Dafoe, Jean-Marc Barr, Sophie Kennedy Clark, Mia Goth – FUORI CONCORSO

Secondo capitolo, tutto intero (180 minuti), di un’operazione cinematografica destinata a fare epoca. Stavolta la differenza con la versione scorciata per la sala è palese: quasi un’ora di materiale aggiunto, non solo a carattere pornografico, con un’eclatante fetta di racconto riguardante un aborto fai-da-te di Joe, indispensabile per comprendere l’insieme della storia e, nello specifico, per completare una riflessione sulla messa in scena dell’osceno. La sequenza incriminata, che ha comportato anche l’eliminazione in sede censoria di tutti i dialoghi che ad esso facessero riferimento, è forse tra le più crude, agghiaccianti, efferate e nauseanti della storia del cinema. Resta la sensazione di un film unico e incatalogabile, viziato dalla supponente tracotanza del suo autore ma ricchissimo e modernissimo come pochi altri. Gainsbourg oltre ogni limite. Voto: 7

A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence – Svezia, 2014 di Roy Andersson con Holger Andersson, Nils Westblom, Charlotta Larsson – IN CONCORSO

Terzo capitolo della trilogia sull’essere un essere umano del regista svedese, dopo Songs from the second floor e You, the Living. Quadretti dalle tonalità smorte con protagonisti due mestissimi venditori di scherzi di carnevale che si chiedono se sia lecito divertirsi sulla pelle degli uomini, e un prologo con tre comiche riflessioni sulla morte. Il piccione seduto sul ramo che riflette sull’esistenza (questo il titolo tradotto) ha sotto i suoi occhi un’umanità surreale. Triste e divertente in egual misura, diventa sempre più insopportabilmente ripetitivo, criptico e velleitario col passare dei minuti. Voto: 5

Sivas – Turchia, 2014 di Kaan Müjdeci con Dogan Izci, Muttalip Müjdeci, Furkan Uyar – IN CONCORSO

In un villaggio dell’Anatolia, un bambino adotta un grosso cane da combattimento abbandonato nella valle dopo una sconfitta. Ne farà un campione. Neorealismo turco? Così vorrebbero farci credere. A noi è sembrata solo una variazione culturale del vecchio Teneramente in tre con John Travolta. Ignoranza dilagante e nessun rispetto per la vita restituite con energia, ma drammaturgicamente il film è povero e non ha un finale. Deprecabili le sequenze di lotta canina, assolutamente reali e che potrebbero urtare non solo il pubblico animalista. Voto: 5

Le dernier coup de marteau – Francia, 2014 di Alix Delaporte con Romain Paul, Clotilde Hesme, Gregory Gadebois – IN CONCORSO

Il quattordicenne Victor vive in una roulotte con la mamma malata terminale. Attraverso la musica si avvicinerà al padre, un direttore d’orchestra brusco che non ha mai conosciuto. Tedioso e banale sentimentalismo adolescenziale d’oltralpe che pare uno scarto dei festival per ragazzi. Pieno di grossolani errori di montaggio. Inspiegabilmente ammesso alla competizione principale, un film francamente dimenticabile in toto. Voto: 4

Giuseppe D’Errico

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