Venezia71, le minirecensioni: “She’s Funny That Way”, “99 Homes”, “Ghesseha”, “Anime nere”

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She’s Funny That Way – Usa, 2014 di Peter Bogdanovich con Imogen Poots, Owen Wilson, Jennifer Aniston, Rhys Ifans, Will Forte, Kathryn Hahn, Michael Shannon, Lucy Punch, Austin Pendleton, Cybill Sheperd, Tatum O’Neal, Richard Lewis – FUORI CONCORSO

Il grandissimo ritorno di un maestro indiscusso della commedia americana è un ottovolante del genere e dell’intera storia del cinema. Squillo fantasiosa col sogno della recitazione approda a Broadway: non sa che il regista dello spettacolo è un suo cliente benefattore e che l’autore è il marito della sua analista. Divertimento di altissima classe in una scrittura che celebra gli anni d’oro della screwball comedy. Un vero spettacolo di tempi comici perfetti e personaggi indimenticabili, ma anche un commovente omaggio alla Hollywood classica come fabbrica dei sogni. Peter, ci sei mancato! Voto: 9

99-homes-andrew-garfield99 Homes – Usa, 2014 di Ramin Bahrani con Andrew Garfield, Laura Dern, Michael Shannon, Noah Lomax, Tim Guinee, Clancy Brow – IN CONCORSO

Florida, 2010. Quando la banca si appropria della sua casa, l’operaio Dennis Nash decide di lavorare per l’agenzia immobiliare che l’ha pignorata pur di riaverla indietro. Sarà l’inizio di un calvario fatto di sfratti e abusi edilizi. Americano di origini persiane, Bahrani riscatta la delusione veneziana del 2012, dove presentò in competizione il dramma agricolo At Any Price, con un robusto film di denuncia che sconta inevitabilmente qualche schematizzazione di troppo e una dimensione psicologico-morale piuttosto scontata. Il messaggio, però, arriva chiaro, la tensione vibra di sdegno e le interpretazioni, uno splendido Garfield in testa, sono notevoli. Voto: 7

Ghesseha – Iran, 2014 di Rakhshan Banietemad con Peyman Moaadi, Rima Raminfar, Baran Kosari, Habib Razaei – IN CONCORSO

Nell’Iran di oggi, varia umanità cerca di fronteggiare i problemi economici per riuscire a sopravvivere nella società contemporanea. Si va dal bozzetto al racconto di vita tout court, ma lo sguardo della regista, sebbene lucido nel fotografare un paese in panne, resta al servizio di un’idea di cinema logorata nell’ormai stanca formula dell’intreccio di storie e caratteri. Col risultato di fugare gran parte dell’interesse. Pessimi i momenti con la telecamera digitale. Voto: 5

Anime nere – Italia, 2014 di Francesco Munzi con Marco Leonardi, Peppino Mazzotta, Fabrizio Ferracane, Anna Ferruzzo, Barbora Bobulova, Giuseppe Fumo – IN CONCORSO

Liberamente tratto dal romanzo omonimo di Gioacchino Criaco. Tre fratelli (soprav)vivono all’ombra della ‘ndrangheta calabrese: il più giovane fa il narcotrafficante internazionale, c’è poi l’imprenditore losco a Milano, e il più vecchio che è rimasto nel paesino a continuare l’attività agricola del padre ucciso. Sarà proprio il figlio di quest’ultimo a scatenare una inesorabile spirale di sangue che finirà in tragedia. Scurissimo e senza speranza sin dal primo fotogramma, il film di Munzi è un The Funeral che sconta l’abuso odierno del genere malavitoso ma è forte di un’atmosfera infallibile e di un finale sconvolgente, perfettamente coerente col percorso “meditato” dai personaggi. Voto: 6½

Giuseppe D’Errico

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