Venezia70, le minirecensioni: “Une promesse”, “L’intrepido”, “The Unknown Known”, “Stray dogs”

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Une promesse (id, Francia/GB, 2013) di Patrice Leconte, con Richard Madden, Rebecca Hall, Alan Rickman, Toby Murray

Sceneggiatura di Jerôme Tonnerre, Patrice Leconte, dal romanzo “Il viaggio nel passato” di Stefan Zweig

Drammatico, 1h 35′

Voto: 7 su 10

Germania, 1913. La moglie di un ricco proprietario siderurgico, più vecchio di lei, si innamora di un giovane ingegnere che lavora col marito. Sguardi eloquenti si susseguono fino alla partenza di lui per il Messico. Arriva la guerra, passano gli anni… Ritorno in grande stile di Leconte, con un melodramma in costume di sentimenti e passioni lungamente inespresse, risolto con uno stile visivo contemporaneo, in contrapposizione all’impeccabilità della confezione e all’eleganza della recitazione. La soluzione è originale e fuori da ogni tempo, come la storia che racconta, in barba alle mode e alle trionfanti tendenze che corrono. Fuori Concorso.

124207352-f23eb143-ec28-4db9-8585-864b4e72125bL’intrepido (id, Italia, 2013) di Gianni Amelio, con Antonio Albanese, Gabriele Rendina, Livia Rossi, Sandra Ceccareli

Sceneggiatura di Gianni Amelio, Davide Lantieri

Drammatico, 1h 46′

Voto: 4 su 10

Antonio Pane fa il rimpiazzista, ossia copre a ore il posto di lavoro di chi si è dovuto assentare. Ha un figlio che suona il sax, un’amica triste, una ex moglie assente. A modo suo, riesce sempre a trovare un motivo per essere felice. Il cinema italiano sta velocemente scomparendo in una voragine di facili produzioni di consumo e di deprimenti commediole agrodolci viranti al dramma a forti influenze patetiche. Il film di Amelio appartiene a questa seconda, abusatissima categoria, fiero del suo buonismo trionfale, dei suoi toni biecamente mesti, del suo protagonista candido e sfigato che vorrebbe ricordare Charlot macchinista. Il tentativo di denuncia sociale fallisce clamorosamente nella rincorsa del carino, in situazioni ridicole, in dialoghi inattendibili. E anche Albanese, per cui il film è stato appositamente (mal) scritto, gigioneggia senza nessun ritegno per il diabete del pubblico. In Concorso.

Known-Knowns-and-Unknown-KnownsThe Unknown Known (id, Usa, 2013) di Errol Morris

Documentario, 1h 43′

Voto: 7 su 10

Chi è Donald Rumsfield, ex segretario alla difesa degli Stati Uniti, al fianco di Bush in due guerre (Afganistan e Iraq) e grande mente della politica americana? Ce lo spiega il diretto interessato in una lunga intervista, lunga in origine 33 ore, con il documentarista Errol Morris (The fog of war). Ci sono cose che crediamo di sapere e che invece viene fuori che non sappiamo, gli ignoti fatti noti. Rumsfield gioca con le parole e affabula gli stanti con teorie e spiegazioni secondo il suo punto di vista. Documentario incalzante (musiche di Danny Elfman), ma c’è sempre la sensazione che il protagonista ci stia prendendo in giro ancora una volta. In Concorso.

straydogsStray dogs (Jiaoyou, Taiwan, 2013) di Tsai Ming-Liang, con Lee Kang-Sheng, Yang Quei-Mei, Lu Yi-Ching

Sceneggiatura di Tung Cheng-yu, Tsai Ming-Liang, Peng Fei

Drammatico, 2h 18′

Voto: 2 su 10

Taipei. Un padre vive in una bettola con i suoi due figli. La moglie sembra che li abbia abbandonati. Una donna si affeziona ai bambini. La vita randagia di una umanità perduta. Ma il film è di quelli tremendi: camera fissa senza pietà e scena immobile, con i protagonisti attoniti o, al massimo, intenti a cacciare una lacrima dagli occhi, a mangiare un cavolo, a ruttare. L’antro più oscuro del tedio, l’abisso più profondo della noia. Giudizio astioso per un cinema inestricabile e pesantissimo, che fa la gioia dell’intelligentia cinefila da festival, ovviamente in delirio mistico. In Concorso.

Giuseppe D’Errico

 

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