Uno schianto di “Tram” firmato Latella

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Titolo: Un tram che si chiama desiderio
di Tennessee Williams
traduzione Masolino D’Amico
regia Antonio Latella
con Laura Marinoni, Vinicio Marchioni
Elisabetta Valgoi, Giuseppe Lanino
Annibale Pavone, Rosario Tedesco
scene Annelisa Zaccheria
costumi Fabio Sonnino
luci Robert John Resteghini

Voto: 9 su 10
Premio Hystrio alla regia per Antonio Latella
Premio Hystrio all’interpretazione di Laura Marinoni
Premio “Le Maschere del Teatro” miglior attrice protagonista per Laura Marinoni
Premio “Le Maschere del Teatro” miglior attrice non protagonista per Elisabetta Valgoi

“Oh no! Perché il sipario aperto? Cos’è questo disordine in scena? Sarà l’ennesimo becero tentativo di attualizzare un Classico? Non hanno soldi e la girano alla famolo strano?”. Questo è l’impatto di un purista, di chi ama follemente non tanto Tennessee Williams quanto l’immaginario che si porta dietro: quell’estetica di estremo realismo, che sa però di troppo finta perfezione, quel suono lirico delle voci recitanti, quell’idea di bellezza infiocchettata, sdolcinata, candida (ricordiamo che la prima edizione italiana di Un tram che si chiama desiderio fu a cura di Luchino Visconti, con bozzetti scenografici di Franco Zeffirelli).

La paura, il senso di presa in giro continua a crescere: “Perché non spengono le luci in sala? Hanno pure stravolto il testo? Ma come: me lo fanno iniziare dalla fine!?” e subito dopo “Allora hanno sbagliato a vendermi lo spettacolo, questo non è Il tram ma una sua rivisitazione, devono cambiare il titolo se vogliono essere onesti con il pubblico! Più che a uno spettacolo sembra di assistere alle sue prove! Chiederò il rimborso!”.

Se però lo stesso purista ha il coraggio di rimanere seduto in platea, senza scappare, e lascia che lo spettacolo prenda vita, si accorgerà che, nonostante Antonio Latella abbia sì operato un grande lavoro di innovazione su questa messa in scena, tradendo sicuramente ogni aspettativa in merito, in realtà è rimasto fedelissimo al testo, lo rispetta parola per parola, tanto che arriva al pubblico con una immediatezza e una spontaneità così coinvolgente, così emozionante, così carnale, che i dieci minuti di applausi finali non rendono giustizia alla sua regia.

Di vera Regia si tratta, infatti, capace di mettere a tacere tutte quelle voci corali e che ripetono a pappagallo “Il teatro è morto, non ha più senso, è pieno di polvere, non ha più niente da dire, è noioso” e via dicendo. Questo allestimento ha un senso, ha la sua importanza, ha una sua forza e va visto proprio per riflettere su quanto il Teatro di repertorio possa ancora comunicare con il suo pubblico. Mai come in questo allestimento siamo così interamente coinvolti: tutti gli spettatori, volenti o nolenti, salgono sul tram e vengono trainati in un viaggio quasi orrorifico nella psiche dello splendido personaggio della signora Du Bois, interpretata da una Laura Marinoni che non si atteggia da prima attrice e si mette in gioco a servizio della lettura registica, regalandoci una Blanche autentica, convincente. Così tutti gli altri interpreti, uno più bravo dell’altro, a cominciare da un Vinicio Marchioni che indossa con dignità la maglietta dove è stampata la foto dell’ineguagliabile Marlon Brando (alias Stanley), e poi Stella di Elisabetta Valgoi che brilla di luce propria, e Mitch di Giuseppe Lanino o il Dottore di Rosario Tedesco.

All’uscita del teatro, probabilmente quel purista si sarà ricreduto e magari consiglierà lui stesso questo spettacolo, esordendo così: “Da vedere, lasciando a casa la spocchia!”.

Andrea Ozza

 

Lo spettacolo, prodotto per la stagione 2011/2012, è di nuovo in tournée per tutto il 2013 con le seguenti date:

27 e 28 novembre 2012, Vicenza
dal 29 novembre al 2 dicembre 2012, Teatro Comunale, Ferrara
dal 6 al 9 dicembre 2012, Teatro Comunale, Bolzano
dal 12 al 16 dicembre 2012, Teatro Goldoni, Venezia
dal 9 al 13 gennaio 2013, Teatro Sociale, Brescia
15 e 16 gennaio 2013, Teatro Sociale, Trento
dal 17 al 20 gennaio 2013, Alighieri, Ravenna
22 e 23 gennaio 2013, Teatro Municipale, Piacenza
25 e 26 gennaio 2013, Pordenone
29 gennaio 2013, Crema
30 gennaio 2013, Teatro Ponchielli, Cremona
1 e 2 febbraio 2013, Fermo
dal 7 al 10 febbraio 2013, Prato
dal 12 al 24 febbraio 2013, Teatro Carignano, Torino
dal 5 al 24 marzo 2013, Teatro Grassi – Piccolo Teatro, Milano

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