“Una nuova amica”, la teorica dei generi di François Ozon

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Una nuova amica (Une nouvelle amie, Francia, 2014) di François Ozon con Romain Duris, Anaïs Demoustier, Raphaël Personnaz, Isild Le Besco, Aurore Clément

Sceneggiatura di François Ozon

Drammatico, 1h 47′, Officine Ubu, in uscita il 19 marzo 2015

Voto: 7½ su 10

Il cinema contemporaneo è sempre meno stimolante, quindi sia lodato sempre un regista originale e raffinato come François Ozon che, ha ogni nuova sortita sul grande schermo, non manca mai di generare stupore e dibattito. Dopo la lolita borghese di Giovane e bella, è la volta di Una nuova amica, liberamente tratto dal racconto “The New Girlfriend” di Ruth Rendell e perfetto ultimo arrivato in un filone che ama giocare con i generi, siano essi cinematografici o di specie.

Una-nuova-amica-locandina-italiana-del-film-di-François-OzonPer l’appunto, il film è un vorticoso viaggio cinefilo che mette insieme il colpo di scena hitchcockiano e la lacrima del melodramma hollywoodiano (la perla prescelta è Il ponte di Waterloo di Marvin LeRoy) con le bizzarrie kitsch di Ed Wood (lo scult Glenn or Glenda, cui rimanda il golfino rosa del protagonista) e pop di Almodovar, senza contare i debiti verso i classici en travesti di Billy Wilder e Blake Edwards. Tutto questo in una commedia grottesca, maliziosa e insinuante, che parte da un’amicizia femminile e arriva a rivelare pulsioni proibite e sconosciute: Claire (Demoustier) e Laura (Le Besco) sono amiche per la pelle sin dall’infanzia, la prima sposa Gilles (Personnaz), la seconda David (Duris), che le darà anche una figlia. Poi Laura muore, lasciando un vuoto incolmabile sia in Claire che in David. La donna, però, onorando la promessa di restare vicino al vedovo, fa una scoperta inaspettata: l’uomo in casa si veste e si comporta come una donna, Virginia. Si instaura così un rapporto in bilico tra la solidarietà femminile e la fascinazione lesbica, con Claire incapace di distinguere i suoi reali desideri…

Se non fosse per un eccesso di controllo teorico nel racconto trans-gender, che a lungo andare spinge il film in una fredda cerebralità, Una nuova amica sarebbe uno splendido trattato sull’impossibilità di catalogare gli esseri umani secondo categorie sessuali preordinate. Rimane pur sempre una grande commedia dei sentimenti (geniale la citazione della memorabile battuta finale di A qualcuno piace caldo nel momento più erotico e rivelatore dell’intera vicenda) che, ancora una volta in Ozon, tende a scardinare senza mezze misure la classe borghese intrappolata in gabbie di ipocrisia. Convincente la rossa ed eterea Demoustier, ma letteralmente straordinario Romain Duris nel duplice ruolo di uomo esitante e ambiguo contrapposto a un travestito raggiante e femminile.

Giuseppe D’Errico

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