“Un fidanzato per mia moglie”, Geppi in crisi tra Luca e Paolo

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Un fidanzato per mia moglie (Italia, 2014) di Davide Marengo con Geppi Cucciari, Paolo Kessisoglu, Luca Bizzarri, Dino Abbrescia, Francesco Villa, Alessandro Besentini, Corrado Fortuna, Brenda Lodigiani, Pia Engleberth, Alice Mangione, Astrid Meloni

Sceneggiatura di Davide Marengo e Francesco Piccolo

Commedia, 1h 37′, 01 Distruibution, in uscita il 30 aprile 2014

Voto: 5 su 10

In un periodo storico dopo la parola crisi è ormai diventata consuetudine – neanche fosse nome proprio di persona – non poteva di certo mancare l’ennesimo polpettone trito e ritrito sul rapporto di coppia – in crisi – e il conseguente triangolo amoroso.

un-fidanzato-per-mia-moglie_coverTocca questa volta a Davide Marengo firmare Un fidanzato per mia moglie, remeke della commedia argentina Un novio para mi mujer di Juan Taratuto, accompagnato da Geppi  Cucciari, Paolo Kessisoglu, Luca Bizzarri, Dino Abbrescia e con la partecipazione di Ale e Franz.

Camilla (Cucciari) dopo il matrimonio lascia la sua amata Sardegna e il suo lavoro di dj e speaker radiofonico per andare a vivere col marito Simone (Kessisoglu) a Milano. Dopo due anni d’unione il rapporto entra in crisi, e Simone si lascia convincere dall’amico e collega Carlo (Abbrescia) ad assoldare un famoso playboy – il Falco (Bizzarri) – ormai sul viale del tramonto, esperto in divorzi lampo. La vicenda, raccontata in una sorta di flashback durante una seduta dal terapeuta, ricostruisce e analizza le bizzarre quanto inaspettate ragioni del triangolo sentimentale.

Snodi narrativi inconclusi e personaggi che restano sempre troppo in superficie, privi di comicità e spessore, anzi confinati in un limbo senza uscita. Tutto è molto veloce, a tratti appena appena accennato, dagli incontri di Simone col Falco per stabilire il tradimento, alla conquista di Camilla, al successivo pentimento passando per l’innamoramento del playboy.

Stessa triste sorte per i personaggi di contorno, Abbrescia e il duo comico Ale e Franz, destinati a dare semplicemente un tocco di colore ad una commedia che nonostante tutto qualche sorriso riesce anche a strapparlo. Merito – questa volta si – della Cucciari che soprattutto nel ruolo di speaker radiofonica da voce ad un monologo sull’insoddisfazione in cui tutti più o meno possono riconoscersi.

Angela Di Giacomantonio

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