“Un disastro di ragazza”, si ride con Amy Schumer nella commedia di Apatow

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Un disastro di ragazza (Trainwreck, Usa, 2015) di Judd Apatow con Amy Schumer, Bill Hader, John Cena, Brie Larson, Colin Quinn, Tilda Swinton, Ezra Miller, Vanessa Bayer, LeBron James, Daniel Radcliffe, Marisa Tomei, Matthew Broderick

Sceneggiatura di Amy Schumer

Commedia, 2h 05′, Universal Pictures International Italy, in uscita il 17 settembre 2015

Voto: 6 su 10

Il nome di Amy Schumer agli italiani dirà poco, ma in patria è una vera star della comicità televisiva. Trentaquatrenne, bionda e paffutella, per il suo esordio da protagonista sul grande schermo si è affidata non solo a una sua sceneggiatura, ma anche al nuovo tycoon della commedia americana sboccata e volgarotta Judd Apatow, che torna alla regia dopo due flop (Funny People e Questi sono i 40) e svariati successi come produttore. Un disastro di ragazza di certo non redimerà il regista agli occhi dei suoi detrattori (contrariamente, i suoi fan andranno in visibilio), ma sicuramente non dispiace.

locandinaL’esemplare femminile da evitare del titolo è Amy (Schumer), giornalista di costume per una rivista trash, ubriacona, razzista, totalmente contraria alla monogamia e votata a una vorace e disimpegnata attività sessuale. Le sue certezze, però, iniziano a vacillare quando si innamora di un medico sportivo a modino (Hader), sul quale avrebbe dovuto scrivere un articolo. Dapprima spaesata, Amy si ritroverà a dover rinunciare a molte delle sue abitudini…

Il film vive della sua interprete, una presenza nuova e promettente nel panorama comico d’oltreoceano, e di una serie di situazioni e personaggi francamente irresistibili, a partire dall’incipit col padre (Quinn) che spiega alle due figlie piccole quanto la monogamia sia un concetto realisticamente implausibile, portando a esempio l’interesse passeggero che hanno le bambine per le loro molte bambole. Basterebbe questa fantastica introduzione per parlare di un’ottima commedia scorretta. Peccato, però, che Apatow sfilacci il racconto con tante inutili digressioni, facendo levitare la durata a scapito del coinvolgimento. Restano molte battute ben piazzate, tante grevità e qualche figura di contorno efficace (Tilda Swinton è una editor esilarante, il wrestler John Cena fa il fidanzato temporaneo di Amy che a letto le parla di proteine per eccitarla), quel che basta per arrivare a uno scontato lieto fine. Fortunatamente, le solite ambizioni sociologiche del regista sono più contenute che in passato, e il risultato finale ne guadagna. Ne fa le spese lo stile Sundance, sbeffeggiato da una parodia in bianco e nero con Radcliffe e Tomei e un sacco di cani…

Giuseppe D’Errico

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