“Tres”, una divertente pochade con tre attrici scatenate

tres

TRES
di Juan Carlos Rubío
Regia di Chiara Noschese
Con Anna Galiena, Amanda Sandrelli, Marina Massironi, Sergio Muniz
Collaborazione alla regia Roberto Bani
Ideazione scenografica Chiara Nosches
Costumi Silvia Morucci
Light designer Maurizio Fabretti
Una produzione Tiesseteatro srl, dall’8 al 27 ottobre al Teatro Sala Umberto di Roma

Voto D’Errico: 6½ su 10

Voto Ozza: 7 su 10

Ecco il classico esempio di come una commedia zeppa di stereotipi possa diventare perfettamente godibile e, perché no, piuttosto spassosa, grazie alla verve degli attori sul palco. Nel caso di Tres, ingranaggio comico basico nato dalla penna del prolifico commediografo spagnolo Juan Carlos Rubío, a darsi battaglia a suon di veleni sono tre conclamate leonesse della recitazione come Anna Galiena, Amanda Sandrelli e Marina Massironi, alle quali si aggiunge la bella presenza di Sergio Muniz.

1382168_10151913157701826_2006351484_nTre vecchie amiche sulla via dei Cinquanta, in una notte di ricordi, recriminazioni, sbronze e canne, arrivano a progettare una maternità in contemporanea, con l’idea di servirsi dello stesso uomo. Per la bisogna, chiamano il figlio del bidello, quarantenne alto, moro e con cervello, che per elargire il seme della discordia vuol farsi ben pagare. Un’attrice vanesia e godereccia, una vedova squilibrata e una ex obesa e cornuta, riusciranno a portare a termine il disegno senza troppe complicazioni?

“Scusi lei, vorrebbe inseminarci?” non è proprio un bell’esempio di ironia femminista. L’effetto boomerang è sempre dietro l’angolo e la commedia è evidentemente sguaiata nei torni e nelle situazioni, sull’onda della più classica pochade ispanica tutta colori, canzoni, movida e turpiloquio innocuo. Chiara Noschese alla regia, riesce a mantenere vivo quel tocco rosa che nel testo boccheggia fin troppo, asfissiato dal luogo comune e dalla rincorsa alla risata facile facile, allestendo la scena di cuscini e luci confetto, e assecondando le performance briose delle attrici, divertite e divertenti. Sullo sfondo restano la profondità millimetrica delle riflessioni e un senso di costante dejà vu.

Giuseppe D’Errico

SECONDA RECENSIONE (di Andrea Ozza)

Una commediola molto semplice quella dello spagnolo Juan Carlos Rubio e, se vogliamo, anche molto superficiale, sarà stato questo il segreto del suo successo all’estero? La trama: tre amiche si ritrovano dopo diversi anni dalla fine del liceo e, confrontando le proprie vite, si rendono conto di avere un cruccio comune: desiderano un figlio, che la vita ha loro negato. Pur essendo ormai prossime alla cinquantina e, soprattutto, zitelle, decidono di realizzare questo desiderio e assoldano una loro vecchia fiamma (Sergio Muniz), che dovrà “inseminarle” contemporaneamente tutte e tre. Riassunta così la premessa comica sembra un po’ volgare e, probabilmente, lo è. Tuttavia il buon allestimento italiano, firmato da Chiara Noschese alla regia, è riuscito a far brillare di luce propria anche un testo così debole. Merito anche dell’ottima interpretazione data della attrici, in particolare della scatenata Marina Massironi, impeccabile nei tempi comici, e della brava e simpatica Amanda Sandrelli, capace di dare profondità al suo personaggio. Anna Galiena, elegante come sempre, sembra un po’ in difficoltà con la voce (e con la masticazione delle parole). Lo spettacolo scorre, fa sorridere e si lascia, nonostante tutto, apprezzare.

Andrea Ozza

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