“Ti sposo ma non troppo”, schema abusato per un copione mal adattato

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Ti sposo ma non troppo (Italia, 2014) di Gabriele Pignotta con Gabriele Pignotta, Vanessa Incontrada, Chiara Francini, Fabio Avaro, Paola Tiziana Cruciani, Paolo Triestino, Francesco Foti, Michela Andreozzi, Catherine Spaak

Sceneggiatura di Gabriele Pignotta, dall’omonima pièce teatrale

Commedia, 1h 36′, Teodora, in uscita il 17 aprile 2014

Voto: 3½ su 10

Non si finirà mai di ribadire quanto il teatro e il cinema siano due concetti drasticamente differenti, e quanto sia rischioso adattare il primo agli spazi del secondo. L’ha fatto in maniera scriteriata Gabriele Pignotta, uno dei più apprezzati volti della commedia teatrale italiana, che ha preso uno dei suoi testi meglio riusciti sul palco e lo ha ridotto per il grande schermo. Scritto, diretto e interpretato da sé medesimo, Ti sposo ma non troppo diventa l’ultimo caso di una folta schiera di fatali “allestimenti in celluloide” a ribadire la pericolosità di siffatti ibridi.

ti-sposo-ma-non-troppo-il-poster-del-film-302117La più classica girandola sentimentale di equivoci e scambi di persona, che ancora ha dimostrato di trovare un terreno di reciproco scambio e fiducia tra l’autore e il pubblico delle scene, si rivela in tutta la sua puerilità nel buio della sala, e francamente stupisce come Pignotta abbia potuto ritenere vincente l’idea di trasportare in blocco il testo teatrale in una sceneggiatura cinematografica che esige tempi e dinamiche completamente estranee a quelle del palcoscenico. Col risultato di ridurre il meccanismo comico a un abusato saliscendi di malintesi e identità nascoste che, oltre a rivelarsi piuttosto ingenuo, non fa onore al regista né tanto meno agli interpreti.

Ritmo assente, nessuna volontà di andare oltre una patina fastidiosamente televisiva, realizzazione sciatta e un irritante ricorso ai più vieti espedienti del carino. Quello del matrimonio ritardato è uno schema ormai logoro.

Giuseppe D’Errico

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