“The Host”, quando il fantasy d’autore incontra l’ormone Meyer

THE-HOST

The Host (id, Usa, 2013) di Andrew Niccol con Saoirse Ronan, Max Irons, Jake Abel, William Hurt, Diane Kruger, Chandler Canterbury, Frances Fisher

Sceneggiatura di Andrew Niccol, dal romanzo omonimo di Stephenie Meyer (RCS Libri)

Fantasy, 2h 05’, Eagle Pictures, in uscita il 28 marzo 2013

Voto: 6 su 10

Chiedersi quanto un regista (Gattaca – La porta dell’universo) e sceneggiatore (The Truman Show) come Andrew Niccol abbia a che fare con l’universo Stephenie Meyer, l’autrice della famigerata saga sentimental-vampiresca di Twilight, è legittimo; non è altrettanto scontato, però, immaginare il frutto di tale bizzarra accoppiata.

the-HostIn un futuro non troppo remoto, la Terra è stata colonizzata dalle Anime, una razza aliena che ha sfruttato gli umani impossessandosi dei loro corpi, al fine di rendere il pianeta sicuro e pacifico. Alcuni, però, sono sopravvissuti in clandestinità, come Melanie (Saoirse Ronan), una ragazza tenace che lotta per la sicurezza dei suoi cari. Fatta prigioniera da un Cercatore (Diane Kruger), il cui compito è quello di procacciare nuovi corpi umani per le Anime in arrivo, Melanie tenta il suicidio per garantire la salvezza al fratellino (Chandler Canterbury) e all’uomo che ama (Max Irons); ma sopravvive miracolosamente, e l’anima di Wanderer viene impiantata nel suo corpo, con l’intento di estrarne ogni possibile ricordo. Ha inizio un’alleanza inaspettata e una fuga disperata per raggiungere i suoi affetti.

Bando alle severità, il film di Niccol è una godibilissima macchina spettacolare da cui ci si lascia volentieri cullare per oltre due ore, consci dell’assoluta ingenuità della storia e della diabolica commistione tra science-fiction e zuccheroso sentimentalismo adolescenziale.

L’eroina senza macchia dalle personalità in contrasto, divisa tra passioni umane e aliene, è una succursale tipica del marchio Meyer, diretta discendente del triangolo Bella-Edward-Lupacchiotto; la sceneggiatura cavalca bene l’ormone, impreziosendo le vie del cuore con alcune gustose frecciatine ironiche, senza trascurare l’avventura e una messa in scena in salsa western che ricorda Mad Max.

theHostIl risultato, inutile negarlo, inchioda, e la Ronan ha tutt’altro carisma rispetto alla funerea Kristen Stewart.

Avrà un senso (commerciale) la fusione tra vecchio e nuovo stile di cinema per ragazzi, oppure il risultato deluderà sia i seguaci di Bella e soci che gli appassionati della fantascienza d’evasione?

Giuseppe D’Errico

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