“The Hateful Eight”, il dilagante spaghetti-Kammerspiel di Tarantino

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The Hateful Eight (id, Usa, 2015) di Quentin Tarantino con Samuel L. Jackson, Kurt Russell, Jennifer Jason Leigh, Tim Roth, Michael Madsen, Bruce Dern, Walton Goggins, Demian Bichir, Channing Tatum, James Parks, Zoe Bell

Sceneggiatura di Quentin Tarantino

Western, 3h 08′ (Ultra Panavision 70mm) – 2h 47′ (Digitale), 01 Distribution, in uscita il 4 febbraio 2016

Voto: 8 su 10

Stiamo al gioco del buon Quentin e diamo 8 a questa sua ottava fatica, che il numero a forma di infinito ce l’ha anche nel titolo, The Hateful Eight, western che parte tra sterminate lande innevate e prosegue in un kammerspiel sanguinario e logorroico. Non c’è dubbio che il film sia assolutamente da non perdere, sebbene ribadisca puntualmente tutti i limiti del grande autore innamorato del vecchio cinema spazzatura di un tempo. Chi altri se non lui avrebbe potuto trasformare un canovaccio da “spaghetti” in un giallo-fiume alla Agatha Christie?

50763I fan indemoniati di Tarantino andranno in visibilio, i cultori della settima arte non potranno che rendergli grazie per questo monumentale spettacolo di artigianato puro, girato nel glorioso 70mm dei kolossal e rinvigorito dalle musiche minacciose e trionfanti di un Morricone in grande spolvero. Ma i detrattori saranno spietati almeno quanto gli “odiosi otto” che popolano questa storia di avidità e vendette. Perché al regista di Knoxville proprio non riesce di tenere a freno la linguaccia dei personaggi, proprio non ce la fa ad asciugare i tempi, proprio non è capace a moderare l’autocompiacimento.

Più centrato e coeso del precedente Django Unchained, The Hateful Eight vive soprattutto di una nuova concezione – anche estetica – del genere americano per eccellenza, trasformato in un macabro balletto di sangue, e di una recitazione dilagante, saporosa e ghignate. Potrà sembrare l’ennesimo esercizio di cinema che si nutre di cinema, eppure Tarantino rimane uno dei pochi autori ancora in grado di stupire con la sola potenza degli scarti. E, in lingua originale, il film ha tutto un altro suono.

Giuseppe D’Errico

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