“The Adventures of Alice”: non sarà un’avventura

IMG_6321 (1)

THE ADVENTURES OF ALICE

Roma – Guido Reni District, fino al 19 marzo 2017

Cancellare libri di successo, diventati poi grandi classici del cinema d’animazione e non solo, dall’immaginario collettivo degli spettatori è un’impresa difficile se non impossibile. Figuriamoci se poi la sfida si chiama Alice nel paese delle meraviglie e il genio firmatario è un certo Lewis Carroll. Con i romanzi di Alice – Alice nel paese delle meraviglie (1865) e Attraverso lo specchio (1871) –  l’autore regala ai lettori un mondo fantastico che attira a sé con una forte dimensione simbolica e lo straordinario gioco di disarticolazione dei meccanismi verbali.

Dal 1903 ad oggi si contano almeno otto adattamenti cinematografici dell’opera di Carroll (la Alice disneyana e le versioni firmate Tim Burton giusto per citarne un paio) senza contare i mediometraggi e i cortometraggi animati e le serie televisive dedicate ad Alice.

Con queste premesse, e soprattutto con il cuore, visitiamo The Adventures of Alice nella ex caserma Guido Reni a Roma, ora diventato il Guido Reni District.

IMG_6324L’illusione ha subito la meglio. Un percorso fatto di poltrone coloratissime, che richiamano la scena del thè, carte da gioco e tutti gli altri personaggi ci conducono fino alla casa di Alice, anticamera dell’ingresso allo spettacolo/mostra.

Un bianconiglio, poi, scandisce la nostra attesa (uno spettacolo circa ogni ora per una durata complessiva di 45’) prima di entrare nel meraviglioso mondo di Alice. Qui ci accoglie il Cappellaio matto, che ci fa accomodare in una mega sala cinematografica. Schermi tutto intorno a noi. Sale l’attesa. Ci conquistano. L’illusione filmica può avere inizio.

La mostra è basata sull’innovativa tecnologia video Sensory4, un sistema multimediale unico, sviluppato da Grande Exhibitions, che armonizza motion graphic multicanale, suono surround di qualità cinematografica, con oltre 40 proiettori ad alta definizione per fornire immagini dettagliate e particolari in primo piano.  In alcune vediamo l’animazione “pura” in altre si animano le pagine del libro di Carroll, lette da un bravissimo Ennio Coltorti.

L’inganno iniziale, tipico della visione cinematografica, incrementato dalla presenza degli attori, fanno credere al visitatore/spettatore che qualcosa debba accadere da un momento all’altro. Speranza che, purtroppo, non viene mai soddisfatta. L’esperienza, per così dire, viene accompagnata semplicemente da una voce narrante e da suggestive immagini che, nonostante le buonissime intenzioni, non rendono giustizia al meraviglioso mondo di Alice.

C’è poi l’errore di credere che Alice nel paese delle meraviglie sia una storia che piace ai bambini.  Niente di più sbagliato. Errore comune è confondere l’Alice disneyana (che “forse” piace ai bambini) con l’Alice di Carroll e farne un bel miscuglio. Il “cartone animato” Disney piace ai bambini (forse) per i colori, per i personaggi simpatici, ma non di certo per la storia; Alice è un’adolescente in crisi, annoiata da tutto ciò che la circonda e indotta più volte a riflettere su se stessa.

Peccato davvero. Se Alice è uno dei libri più “faticosi” da adattare al cinema, è anche vero che gli spazi la Caserma Guido Reni e il progetto lodevole, valevano un piccolo sforzo in più. Mantenendo l’idea iniziale l’avventura di Alice poteva essere sicuramente più interattiva e più dinamica (più voci narranti, aggiunta qua e la di attori che interpretavano dal vivo una o più scene, cambi di location).

The Adventures of Alice si riduce ad essere un discreto adattamento “cinematografico” applicato ad una innovativa tecnologia, unito una buona dose di (errato) merchandising attrattivo.

Angela Di Giacomantonio

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>