“Taxi a due piazze”: ottimo allestimento con Guidi e Ingrassia

Guidi e Ingrassia

TAXI A DUE PIAZZE
di Ray Cooney
versione italiana di Jaja Fiastri
con: Gianluca Guidi, Giampiero Ingrassia, Nini Salerno, Silvia Delfino, Biancamaria Lelli, Antonio Pisu, Pietro Di Blasio
scene: Nicola Cattaneo
costumi: Maria Grazia Santonocito
musiche: Gianluca Guidi
disegno luci: Stefano Lattavo
direzione tecnica: Stefano Orsini
regia: Gianluca Guidi
prodotto da Gianluca Ramazzotti
Fino al 25 maggio al Teatro Sala Umberto di Roma

Voto: 8½ su 10

Bravissimi. Non si può esordire diversamente se non apprezzando il lavoro di tutti gli attori di questo nuovo allestimento di “Taxi a due piazze”. Una commedia, quella di Ray Cooney, basata su un intreccio meccanicistico e matematico, che rischia quasi sempre di diventare insopportabile se mal inscenata. Ci vuole, infatti, molta tecnica attoriale, tempi comici perfetti, sincronizzati a orologeria, per mascherare l’impianto drammaturgico studiato e un po’ falso e farlo scendere giù con una gran risata. Questo allestimento, che potrete vedere fino al 25 maggio alla Sala Umberto di Roma, ci riesce a pieno.TAXI-A-DUE-PIAZZE Gianluca Guidi dirige con sicurezza e maestria un cast di attori affiatati e simpatici, su tutti Giampiero Ingrassia e Nini Salerno, che, grazie ad anni di esperienza alle spalle, non sbrodolano mai, non sporcano alcun gesto e battuta, integrandosi perfettamente nella disumana macchina infernale di questo plot.
La traduzione di Jaja Fiastri ambienta la situazione nella Capitale, dove Mario Rossi (Guidi), taxista, vive in piena tranquillità e segretezza la sua vita da bigamo: è sposato in chiesa, infatti, con Carla Rossi (Silvia Delfino), e, al contempo, ha contratto matrimonio in comune con Barbara Rossi (interpretata da un’elegante e fascinosa Biancamaria Lelli). La commedia inizia quando Mario, finito per un incidente in ospedale, in un attimo di distrazione e poca lucidità, dà due indirizzi diversi come residenza: Piazza Risorgimento e Piazza Irnerio 100, ovvero i suoi due appartamenti nel qualetaxi2 si divide all’insaputa delle mogli e del suo migliore amico Walter (un irresistibile Giampiero Ingrassia). Questo è il pretesto drammaturgico con il quale Cooney tesse a menadito una pochade piena di gag ed equivoci a volte geniali, che hanno permesso alla pièce di sopravvivere nel tempo e di classificarsi, a trent’anni dalla sua scrittura, fra le più rappresentate in tutto il mondo. È raro vederla inscenata con così tanta cura e passione, che strappa applausi a scena aperta e coinvolge il pubblico nello scarto fra prevedibilità e disattesa, che fanno dalla buona commedia la sua riuscita. Ancora bravi, a tutto il cast.

Andrea Ozza

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