Tag Archives: Willem Dafoe

#arenaestiva: “Cane mangia cane”, un film di Paul Schrader, la recensione

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Cane mangia cane (Dog Eat Dog, Usa, 2016) di Paul Schrader con Nicolas Cage, Willem Dafoe, Christopher Matthew Cook, Omar J. Dorsey, Louisa Krause, Melissa Bolona, Reynaldo Gallegos, Paul Schrader

Sceneggiatura di Matthew Wilder, dall’omonimo romanzo di Edward Bunker (ed. Einaudi)

Thriller, 1h 33’, Altre Storie in collaborazione con Minerva Pictures, in uscita il 13 luglio 2017

Voto: 6 su 10

Negli ultimi anni Paul Schrader sta subendo un disinteresse dall’universo produttivo cinematografico che dovrebbe far riflettere sulla riconoscenza spesso inesistente che si riserva alle grandi personalità che hanno contribuito a delineare l’identità del nuovo cinema americano. Parliamo, infatti, di una delle massime autorità della cosiddetta “New Hollywood”, quella che, tra il finire degli anni Sessanta fino ai primi anni Ottanta, ha combattuto lo strapotere televisivo con pellicole dai contenuti forti e inediti per l’epoca. Sceneggiatore di razza (sono suoi i copioni di capolavori quali Taxi Driver e Toro scatenato di Scorsese e di Mosquito Coast di Weir) e regista di opere divenute immediatamente cult come American Gigolo e Il bacio della pantera, remake con Nastassja Kinski del classico horror di Tourneur, Schrader sta pagando ultimamente il prezzo della sua assoluta libertà espressiva, che ha spesso trovato risultato in lavori non sempre baciati dalla stella del box office e, soprattutto, dalla lungimiranza dei produttori.

RomaFF9: “La spia – A Most Wanted Man” di Anton Corbijn, sezione Gala

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La spia – A most Wanted Man (A Most Wanted Man, GB/ Germania, 2014) di Anton Corbijn con Philip Seymour Hoffman, Rachel McAdams, Robin Wright, Willem Dafoe, Grigoriy Dobrygin, Nina Hoss, Daniel Brühl, Mehdi Dehbi

Sceneggiatura di Andrew Bovell, dal romanzo “Yssa il buono” di John le Carré (ed. Mondadori)

Spionaggio, 2h 01′, Notorious Pictures, in uscita il 30 ottobre 2014

Voto: 7 su 10

Trasporre un romanzo di John Le Carré sul grande schermo non è mai impresa semplice. Ci hanno provato fior di registi, da Martin Ritt (La spia che venne dal freddo del 1965 con Richard Burton) a Sidney Lumet (Chiamata per il morto, 1966) fino a George Roy Hill (La Tamburina, 1984, con Diane Keaton), Fred Schepisi (La casa Russia, 1990, con la coppia Connery-Pfeiffer) e John Boorman (Il sarto di Panama, 2000), con risultati decisamente alterni. E che dire dell’ultimo La talpa di Tomas Alfredson, a dir poco ostico? La Spia, dal best seller “Yssa il buono” del 2008, è il terzo film dell’olandese Anton Corbijn, fotografo e regista videomusicale tra i più talentuosi della nostra epoca, dopo l’imperdibile e misconosciuto Control, il biopic su Ian Curtis dei Joy Division, e il terribile scivolone con The American con George Clooney. L’adattamento è degno di nota, ma resta l’impressione che lo scrittore britannico non sia materia facilmente conciliabile col cinema.

“Pasolini”, l’intellettuale secondo Abel Ferrara lascia perplessi

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Pasolini (id, Usa/Italia, 2014) di Abel Ferrara con Willem Dafoe, Adriana Asti, Ninetto Davoli, Riccardo Scamarcio, Maria De Medeiros, Valerio Mastandrea, Andrea Bosca, Damiano Tamilia, Francesco Siciliano, Roberto Zibetti, Giada Colagrande, Salvatore Ruocco

Sceneggiatura di Maurizio Braucci, da un soggetto di Abel Ferrara e Nicola Tranquillino

Drammatico, 1h 27′, Europictures, in uscita il 25 settembre 2014

Voto: 3 su 10

Le ultime 24 ore di vita di Pier Paolo Pasolini, l’intellettuale più controverso, dirompente e scomodo del Novecento italiano. A raccontarle, fondendo cronaca e suggestioni artistiche, è l’altrettanto discusso Abel Ferrara, regista maledetto dalla carriera vertiginosamente instabile, tra capolavori moderni (Il cattivo tenente, Fratelli, The Addiction) e delusioni da dimenticare (Go Go Tales).

Venezia71, le minirecensioni: “Pasolini”, “Red Amnesia”, “Burying the Ex”, “Retour a Ithaque”, “Metamorphoses”, “Cymbaline”

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Pasolini – Usa, 2014 di Abel Ferrara con Willem Dafoe, Adriana Asti, Maria De Medeiros, Valerio Mastandrea, Ninetto Davoli, Andrea Bosca, Riccardo Scamarcio – IN CONCORSO

Le ultime 24 ore di vita di Pier Paolo Pasolini secondo ciò che resta della mente del grande regista de Il cattivo tenente e Addiction. Nessun intento celebrativo ma la volontà di approfondire il pensiero dell’intellettuale più controverso del nostro secolo scorso, alla luce dei suoi progetti rimasti incompiuti. Scampoli di Petrolio e Sodoma, l’idea dell’imminente progetto Porno Teo Kolossal, l’intervista a Furio Colombo e la cacciagione dei ragazzi di vita. Evidente l’amor di verità nei confronti del personaggio (luoghi e costumi sono autentici), così come l’immedesimazione fisica di Dafoe. Ne è venuto fuori, però, uno strano ibrido, impersonale, sgradevole e francamente inopportuno, con un imbarazzante melting pot linguistico ad aggravare ulteriormente la solidità dell’opera. Il mare di stereotipi è secondo solo alla inimmaginabile bruttezza della messa in immagini dell’episodio di Epifanio. Dell’anima pasoliniana nulla. Voto: 3

Venezia71, le minirecensioni: “I nostri ragazzi”, “Nymphomaniac”, “A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence”, “Sivas”, “Le Dernier Coup de Marteau”

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I nostri ragazzi – Italia, 2014 di Ivano De Matteo con Giovanna Mezzogiorno, Luigi Lo Cascio, Alessandro Gassman, Barbora Bobulova, Rosabell Laurenti Sellers, Jacopo Olmo Antinori, Antonio Grosso – ORIZZONTI

Dal romanzo “La cena” di Herman Koch. Le famiglie di due fratelli molto diversi fra loro vengono sconvolte da una “bravata” dei rispettivi figli adolescenti. L’integrità morale di entrambe le coppie vacillerà. Ottimo potenziale malamente sfruttato da una sceneggiatura incerta sulla strada da percorrere e da una regia didascalica e solo raramente efficace. Ne fanno le spese alcuni ottimi attori, costretti a dare adito a un melodramma famigliare che scade imperdonabilmente in un finale sciocco e moralista. Poteva essere un piccolo “Capitale umano”. Voto: 6

“Colpa delle stelle”, amore e morte tra le pagine dell’adolescenza

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Colpa delle stelle (The Fault In Our Stars, Usa, 2014) di Josh Boone con Shailene Woodley, Ansel Elgort, Willem Dafoe, Laura Dern, Sam Trammell, Nat Wolff, Lotte Verbeek, Mike Birbiglia

Sceneggiatura di Scott Neustadter e Michael H. Weber, dal romanzo omonimo di John Green (ed. Rizzoli)

Drammatico, 2h 05′, 20th Century Fox Italia, in uscita il 4 settembre 2014

Voto: 7 su 10

Diamo ai giovani d’oggi la storia d’amore terminale che meritano. Dapprima furono Love Story e Scelta d’amore a mietere le prime vittime del cancer movie a suon di classismo, aforismi e reminiscenze artistiche. Adesso l’appiglio è il best seller di John Green, amatissimo a tal punto da rendere indispensabile l’invocata trasposizione cinematografica. È così che Colpa delle stelle si candida a diventare un cult generazionale come i suoi illustri predecessori.

“Il fuoco della vendetta”, fratelli in armi ma il dramma è scontato

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Il fuoco della vendetta (Out of the Furnace, Usa, 2013) di Scott Cooper con Christian Bale, Woody Harrelson, Casey Affleck, Zoë Saldana, Forest Whitaker, Sam Shepard, Willem Dafoe, Tom Bower

Sceneggiatura di Scott Cooper, Brad Ingelsby

Drammatico, 1h 57′, Indie Pictures, in uscita il 27 agosto 2014

Voto: 5½ su 10

Presentato in concorso durante l’ultima edizione del Festival del Film di Roma, dove ha vinto la Camera d’Oro per la migliore opera prima/seconda, Il fuoco della vendetta è la conferma che non basta un cast di attori di comprovato spessore per fare un film capace di restare nel tempo. Professionale ma scontatissimo, l’ultimo lavoro del giovane regista Scott Cooper, che qualche anno fa diresse l’apprezzato Crazy Heart che portò all’Oscar Jeff Bridges, ha tutti gli elementi per un plumbeo drammone di provincia statunitense con ovvi legami a tutto un cinema dolente di qualche decennio orsono: location desolate a un passo dall’inferno, personaggi tormentati, degrado e delinquenza, vendetta privata.

“Nymphomaniac – Vol. II”, cinema di provocazione fiacco e banale

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Nymphomaniac – Vol. II (Nymfomanen, Danimarca/ Germania/ Francia/ Belgio, 2013) di Lars von Trier con Charlotte Gainsbourg, Stellan Skarsgård, Stacy Martin, Shia LaBeouf, Jamie Bell, Connie Nielsen, Christian Slater, Uma Thurman, Udo Kier, Willem Dafoe, Jean-Marc Barr, Sophie Kennedy Clark, Mia Goth, Jens Albinus, Severin von Hoensbroech, Nicolas Bro, Michaël Pas, Hugo Speer, Felicity Gilbert, Jesper Christensen

Sceneggiatura di Lars Von Trier

Drammatico, 2h 02′, Good Films, in uscita il 24 aprile 2014

Voto: 5 su 10

Eravamo rimasti all’alba di un idillio sentimentale, ci ritroviamo adesso alla stregua di una manipolatrice criminale: è Nymphomaniac – Vol. II, seconda studiatissima parte (più violenza e morbosità, meno sorrisi) di quella che si rivela, in tutta franchezza, come una delle più grosse operazioni commerciali ammantate di autorialità degli ultimi decenni. Stessa impostazione narrativa “affabulatoria” già avviata nel volume precedente, ma con alcune derive logistiche talmente banali e sconclusionate da confermare tutte le perplessità della vigilia. 

“Nymphomaniac – Vol. I”, racconto d’autore con hardcore

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Nymphomaniac – Vol. I (Nymfomanen, Danimarca/ Germania/ Francia/ Belgio, 2013) di Lars von Trier con Charlotte Gainsbourg, Stellan Skarsgård, Stacy Martin, Shia LaBeouf, Jamie Bell, Connie Nielsen, Christian Slater, Uma Thurman, Udo Kier, Willem Dafoe, Jean-Marc Barr, Sophie Kennedy Clark, Mia Goth, Jens Albinus, Severin von Hoensbroech, Nicolas Bro, Michaël Pas, Hugo Speer, Felicity Gilbert, Jesper Christensen

Sceneggiatura di Lars Von Trier

Drammatico, 2h 02′, Good Films, in uscita il 3 aprile 2014

Voto: 7 su 10

Il cinema di Lars Von Trier meriterebbe (e ambirebbe a) una scala di giudizio del tutto personale che possa assecondarne l’arroganza e l’egocentrismo. L’ultimo capitolo della sua personalissima “trilogia della depressione”, inaugurata con Antichrist e proseguita con Melancholia, si chiude adesso con l’ormai leggendario Nymphomaniac, arrivato ai lidi della distribuzione ufficiale dopo mesi di stressante grancassa mediatica – causa hard d’autore con doppia parentesi nel titolo in locandina a parlare da sé – ma giunto nelle sale, ahinoi, non solo troncato in due parti (questa è, appunto, la prima) ma anche in una forma mutila ed edulcorata di tutte le sequenze di sesso non simulato. 

“Out of the Furnace”, ottimi attori in un drammone prevedibile

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Out of the Furnace (id, Usa, 2013) di Scott Cooper, con Christian Bale, Woody Harrelson, Casey Affleck, Zoë Saldana, Forest Whitaker, Sam Shepard, Willem Dafoe, Tom Bower

Sceneggiatura di Scott Cooper, Brad Ingelsby

Drammatico, 1h 57′

Voto: 5 su 10

VIII Festival Internazionale del Film di Roma – In Concorso

Non basta un cast di attori provetti per fare un film capace di restare nel tempo. Lo conferma Out of the Furnace,  in concorso al Festival di Roma, professionale e scontatissimo ultimo lavoro del regista Scott Cooper, che qualche anno fa diresse l’apprezzato Crazy Heart. Gli elementi per un plumbeo drammone di provincia statunitense ci sono tutti: location desolate a un passo dall’inferno, personaggi tormentati, degrado e delinquenza, vendetta privata.