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RomaFF11 – Alice nella città: “Three Generations”, un film di Gaby Dellal

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Three Generations (id, Usa, 2016) di Gaby Dellal con Naomi Watts, Elle Fanning, Susan Sarandon, Linda Emond, Tate Donovan, Sam Trammell

Sceneggiatura di Nikole Beckwith

Drammatico, 1h 28’, Videa, in uscita il 24 novembre 2016

Voto: 6½ su 10

Progetto coltivato dalla sua autrice Gaby Dellal fin dal 2012 e purtroppo vittima di un travaglio produttivo che ne ha fatto slittare l’uscita in sala per più di un anno, finalmente Three Generations vede la luce dopo aver cambiato più volte pelle ed essere stato sottoposto a una serie di tagli e aggiustamenti (titolo compreso, che in origine era About Ray) forse opinabili. Tutto merito di Harvey Weinstein, quindi, se l’attenzione verso la protagonista più giovane, un’adolescente transgender, è stata dirottata verso lo strampalato nucleo famigliare in cui vive.

“The Big Wedding”, cast allo sbando in una commedia disastrosa

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The Big Wedding (id, Usa, 2012) di Justin Zackham con Robert De Niro, Diane Keaton, Susan Sarandon, Katherine Heigl, Topher Grace, Ben Barnes, Amanda Seyfried, Robin Williams, Christine Ebersole, David Rasche, Patricia Rae, Ana Ayora

Sceneggiatura di Justin Zackham

Commedia, 1h 29′, Universal Pictures/ Leone Film Group, in uscita il 26 giugno 2014

Voto: 3 su 10

Uno dei tonfi più colossali della passata stagione cinematografica statunitense arriva nelle nostre sale sotto il sole di giugno. Se ne poteva fare a meno, perché The Big Wedding è quanto di più stupido, pretestuoso e volgare la commedia americana finto-classica abbia da offrire. A dirigere questo remake di uno sconosciuto film francese del 2006 (Mon frere se marie, di Jean-Stephane Bron) è lo sceneggiatore Justin Zackham, che al suo attivo ha di notevole solo la partecipazione al film di Rob Reiner Non è mai troppo tardi

“La frode”, soap opera finanziaria di lusso con un magnifico Gere

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La frode (Arbitrage, Usa, 2012) di Nicholas Jarecki con Richard Gere, Susan Sarandon, Brit Marling, Tim Roth, Laetitia Casta, William Friedkin

Sceneggiatura di Nicholas Jarecki

Thriller, 1h 47’, M2 Pictures, in uscita il 14 marzo 2013

Voto: 6 su 10

Se c’è un merito (ci si passi il termine) da riconoscere alla recente crisi economica, è quello di aver portato sotto le luci cinematografiche non tanto un genere specifico, il dramma esistenziale sulle cause e le ripercussioni del tracollo, che anzi ha dato in passato frutti ben più originali (basti pensare semplicemente a perle come Paper Moon di Bogdanovich o a Non si uccidono così anche i cavalli? di Pollack) di questo melodrammatico thriller dell’esordiente Jarecki, quanto piuttosto una folta schiera di vincitori e vinti finanziari, di personaggi emblematici dell’era economica, di giganti che schiacciano i pastorelli in nome del denaro e del potere.

“La regola del silenzio”, Redford e il ‘come eravamo’ spionistico

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La regola del silenzio (The Company You Keep, Usa, 2012) di Robert Redford con Robert Redford, Shia La Beouf, Susan sarandon, Julie Christie, Nick Nolte, Richard Jenkins, Brendan Gleeson, Brit Marling, Terrence Howard, Sam Elliott, Anna Kendrick, Chris Cooper, Stanley Tucci

Sceneggiatura di Lem Dobbs, dal romanzo “The Company You Keep” di Neil Gordon

Thriller, 1h 57′, Rai Cinema/01 Distribuzione, in uscita il 20 dicembre 2012

Voto: 6 su 10

Presentato Fuori Concorso alla 69a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

Difficile è sfuggire al proprio passato. Lo sa perfettamente Robert Redford che, alla sua nona prova registica, ritorna nei luoghi del grande thriller politico-cospirativo che, anni orsono, lo consacrò a eroe liberal del cinema americano impegnato. Ahinoi, i tempi del Condor di Pollack e dell’indagine sul Watergate di Pakula sono lontani, nella buona e nella cattiva sorte.

Musical-mente: Il Rocky Horror Picture Show

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Credits:
Regia di Jim Sharman, Sceneggiatura di Jim Sharman e Richard O’Brien, Musiche di Richard Hartley, Durata: 100′, Anno: 1975, Origine: Gran Bretagna. Cast artistico: Tim Curry, Susan Sarandon, Barry Bostwick, Richard O’Brien, Patricia Quinn, Nell Campbell, Charles Gray, Jeremy Newson, Jonathan Adams, Peter Hinwood, Meat Loaf

La cinematografia americana degli anni settanta specialmente sul versante Musicale si presenta assolutamente irriverente e non convenzionale. Sfida le critiche e attinge a piene mani dalla rivoluzione Hippie prendendola come spunto per rivelare il desiderio di indipendenza sessuale e insofferenza per le regole imposte dalla società moralista.