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“Ma cosa ci dice il cervello”, un film di Riccardo Milani, la recensione

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Ma cosa ci dice il cervello (Italia, 2019) di Riccardo Milani con Paola Cortellesi, Stefano Fresi, Vinicio Marchioni, Claudia Pandolfi, Lucia Mascino, Carla Signoris, Remo Girone, Tomas Arana, Teco Celio, Paola Minaccioni, Ricky Memphis, Giampaolo Morelli, Alessandro Roja

Sceneggiatura di Furio Andreotti, Giulia Calenda, Paola Cortellesi e Riccardo Milani

Commedia, 1h 38′, Vision Distribution, in uscita il 18 aprile 2019

Voto: 4½ su 10

Qual è il difetto principale di un film come Ma cosa ci dice il cervello? Il film di Riccardo Milani, reduce dal successo trionfale di Come un gatto in tangenziale e scritto dalla stessa squadra di sceneggiatori, parte con le migliori intenzioni moralizzatrici: far riflettere il pubblico sulle quotidiane bassezze che l’italiano medio deve sopportare, spesso in modo inerme, per poter arrivare a fine giornata. L’intento è subito messo in chiaro sin dalle sequenze d’apertura, con la protagonista, col volto avvilito di Paola Cortellesi, che esce di casa per accompagnare la figlia a scuola e recarsi lei stessa alla propria sede lavorativa, ma il percorso è disseminato di continui ostacoli: sacchetti della spazzatura lanciati dal finestrino, cacche di cane sul marciapiede, auto posteggiate in doppia fila che bloccano il traffico, improperi violenti e utilizzo selvaggio del clacson si sprecano, parcheggi scriteriati e tanto altro. Si direbbe che il film, evidentemente, si pone sulla scia di una bonaria critica sociale, e non ci sarebbe nulla di male in questo, tutt’altro.

“Nove lune e mezza”, un film di Michela Andreozzi, la recensione

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Nove lune e mezza (Italia/Spagna, 2017) di Michela Andreozzi con Claudia Gerini, Michela Andreozzi, Giorgio Pasotti, Stefano Fresi, Lillo Petrolo, Nunzia Schiano, Massimiliano Vado, Paola Tiziana Cruciani, Claudia Potenza, Alessandro Tiberi, Federica Cifola, Nello Mascia, Graziella Marina, Arisa

Sceneggiatura di Michela Andreozzi, Alessia Crocini, Fabio Morici

Commedia, 1h 40′, Vision Distribution, in uscita il 12 ottobre 2017

Voto: 6½ su 10

Prima di tutto, c’è da registrare una notizia curiosa: il film non si fregia del brevetto “d’interesse culturale nazionale” che il nostro Ministero elargisce a piene mani anche per le pellicole più deprecabili. Cosa avrà mai avuto Nove lune e mezza per non meritarlo (ammesso che sia stato sottoposto alla candidatura, ma non abbiamo motivi per credere il contrario) resterà un mistero ben chiuso nelle menti dei membri del comitato. Ciò detto, accogliamo con favore un esordio tardivo alla regia, quello della simpatica attrice e autrice Michela Andreozzi, che scrive – con Alessia Crocini e Fabio Morici – e dirige una deliziosa commedia che, con della sana leggerezza, riesce a far riflettere su temi come genitorialità surrogata, procedure di adozione e realizzazione femminile. Nel giro di un mese, è già il secondo film italiano a trattare simili questioni, dopo l’ambizioso e ben poco riuscito Una famiglia di Sebastiano Riso, visto in concorso a Venezia 74.

“Gli ultimi saranno ultimi”, delude il dramedy sociale di Bruno e Cortellesi

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Gli ultimi saranno ultimi (Italia, 2015) di Massimiliano Bruno con Paola Cortellesi, Alessandro Gassmann, Fabrizio Bentivoglio, Ilaria Spada, Stefano Fresi, Irma Carolina di Monte, Silvia Salvatori, Giorgio Caputo, Emanuela Fanelli, Marco Giuliani, Marco Falaguasta

Sceneggiatura di Paola Cortellesi, Massimiliano Bruno, Furio Andreotti, Gianni Corsi dall’omonima commedia teatrale

Drammatico, 1h 43′, 01 Distribution, in uscita il 12 novembre 2015

Voto: 5 su 10

Gli ultimi saranno ultimi è stato uno degli spettacoli teatrali più visti del decennio scorso: 189 repliche e una tenitura nei cartelloni italiani durata oltre tre anni, con Paola Cortellesi unica in scena a intepretare tutti i personaggi su una pedana rotante. Testo splendido, scritto da Massimiliano Bruno e diretto da Giampiero Solari, sulla tragedia del singolo sfruttato dalle leggi del nuovo mercato, che trova in questa trasposizione cinematografica una banalizzazione immeritata.

“Poli opposti”, si sogna la commedia classica ma è una sfocata fotocopia

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Poli opposti (Italia, 2015) di Max Croci con Luca Argentero, Sarah Felberbaum, Riccardo Russo, Giampaolo Morelli, Grazia Schiavo, Elena Di Cioccio, Tommaso Ragno, Anna Safroncik, Stefano Fresi

Sceneggiatura di Gianluca Ansanelli, Tito Buffulini, Roberto Burchielli, Antonello De Leo, Mauro Graiani, Riccardo Irrera, Paolo Logli, Alessandro Pondi

Commedia, 1h 25′, 01 Distribution, in uscita l’8 ottobre 2015

Voto: 3 su 10

Quanto può essere triste una commedia, ci dicono, ispirata ai grandi classici americani di Hawks, Cukor e Wilder, ma che, in realtà, si riduce a scimmiottare alcuni temi di quel cinema senza avere alcun barlume di creatività? È Poli opposti dell’esordiente Max Croci, con alle spalle una lunga esperienza nei cortometraggi e nella pubblicità, e solo ora approdato al grande schermo con una sceneggiatura che definire impresentabile è un eufemismo.

“Molto Rumore per nulla”, risate e riflessioni in salsa salentina

Spettacolo teatrale "Molto rumore per nulla"

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di William Shakespeare

Produzione Politeama Srl
Regia di Loredana Scaramella
Traduzione e adattamento di Loredana Scaramella e Mauro Santopietro
Costumi di Susanna Proietti
Musiche Stefano Fresi

Al Globe Theatre di Villa Borghese a Roma dal 5 al 30 agosto

Voto: 8 su 10

Molto rumore per nulla è, tra le opere di William Shakespeare, una delle più care al pubblico, in quanto racconta, con squisita maestria stilistica, lo scontro tra il mondo maschile e quello femminile, offrendo allo spettatore una favola che unisce pura comicità a momenti di forte riflessione su temi universali: l’amore e la paura nell’affrontare i propri sentimenti, l’orgoglio che diventa al contempo muro di difesa e prigione, l’invidia che divora il cuore e vive dell’infelicità altrui, l’onore che difende le virtù ma che è ceco alla vera comprensione e compassione.

“Ogni maledetto Natale”, buona idea senza ritmo né coesione

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Ogni maledetto Natale (Italia, 2014) di Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre, Luca Vendruscolo con Alessandro Cattelan, Alessandra Mastronardi, Marco Giallini, Francesco Pannofino, Laura Morante, Caterina Guzzanti, Corrado Guzzanti, Valerio Mastandrea, Stefano Fresi, Valerio Aprea, Massimo De Lorenzo, Andrea Sartoretti

Sceneggiatura di Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre, Luca Vendruscolo

Commedia, 1h 35′, 01 Distribution, in uscita il 27 novembre 2014

Voto: 4½ su 10

Non chiamatelo cinepanettone. Il primo di un’agguerrita schera di italici film natalizi ad arrivare in sala segna il ritorno al grande schermo della premiata ditta Ciarrapico-Torre-Vendruscolo, i creatori del serial cult Boris. I tre mattacchioni, con Ogni maledetto Natale, avevano a disposizione qualche idea davvero niente male: può sopravvivere un amore novello alla festività più angosciosa dell’anno, specie se le famiglie di ambo le parti sono agli antipodi. Ne abbiamo qui una sgangherata dimostrazione, ma il risultato è ben più lasco delle aspettative.

“Sette ore per farti innamorare”, Giampaolo Morelli e la rom-com da manuale

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Andrea Maia Teatro Golden e Marco Belardi per Lotus Production presentano
SETTE ORE PER FARTI INNAMORARE
di Gianluca Ansanelli e Giampaolo Morelli
tratto dall’omonimo romanzo di Giampaolo Morelli
regia Gianluca Ansanelli
con Giampaolo Morelli, Carolina Crescentini, Stefano Fresi, Chiara Ricci
e la partecipazione in video di Giorgio Colangeli e Miloud Mourad Benamara
musiche originali Cristiano Califano

In scena al teatro Golden di Roma fino al 10 novembre

Voto: 6 su 10

Dal romanzo al palco (per arrivare poi al cinema?) il passo è breve. Sette ore per farti innamorare è il titolo del libro scritto da Giampaolo Morelli e dello spettacolo teatrale da esso ricavato, con la collaborazione di Gianluca Ansanelli.

“Intestamé” e la magia del Teatro

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di Carlo Ragone e Loredana Scaramella
con Carlo Ragone
musiche di Stefano Fresi
eseguite dal vivo dal Trio William Kemp
chitarra Stefano Fresi
violino Marika Mazzotta
sax Cristiana Polegri
costumi Marco Calandra
disegno luci Camilla Piccioni
luci Marco Maione
fonica Daniele Patriarca
regia di Loredana Scaramella
Al Teatro Brancaccino dal 18 al 21 aprile 2013

Voto Ozza: 9 su 10
Voto D’Errico: 9 su 10

Il grado zero del teatro, diceva Peter Brook: per fare uno spettacolo basta un attore (e Carlo Ragone dimostra di essere davvero un grande performer) e il pubblico che lo ascolti. La regista (Loredana Scaramella) ci aggiunge anche un trio di signor musicisti, che nominiamo tutti per bravura e simpatia: Stefano Fresi (alla chitarra) Marika Mazzotta (al violino) e Cristina Polegri (al sax). “Intestamé” è un gioiellino di spettacolo, poetico e divertente, dove con una semplicità che sa solo di magia, si evocano personaggi, storie, canzoni, maschere, interpretati da Ragone con un amore smisurato che contagia la platea e la trascina in un viaggio a ritroso nel tempo.