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“Star Wars – Gli ultimi Jedi”, un film di Rian Johnson, la recensione

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Star Wars – Gli ultimi Jedi (Star Wars: The Last Jedi, Usa, 2017) di Rian Johnson con Daisy Ridley, Adam Driver, Carrie Fisher, Oscar Isaac, John Boyega, Laura Dern, Mark Hamill, Lupita Nyong’o, Domhnall Gleeson, Anthony Daniels, Gwendoline Christie, Andy Serkis, Benicio Del Toro, Kelly Marie Tran, Justin Theroux, Frank Oz

Sceneggiatura di Rian Johnson

Fantasy, 2h 32′, The Walt Disney Company Italia, in uscita il 13 dicembre 2017

Voto: 6½ su 10

Due anni fa, il ritorno in sala di Guerre stellari con Il risveglio della forza di J.J. Abrams generò un entusiasmo giustificabile ma forse spropositato, specie alla luce di come il franchise è proseguito nelle mani di Rian Johnson (al suo attivo, il fantascientifico Looper) che, con Gli ultimi Jedi, riprende la storia proprio da dove si interrompeva nel precedente capitolo. Certo è, però, che con l’impero di George Lucas venduto alla Disney, anche lo spirito di Star Wars ha subìto uno sconto, se non in termini di attrattiva spettacolare, almeno da un punto di vista di spessore strutturale. 

Venezia74 – Concorso: “Suburbicon”, un film di George Clooney, la recensione

Left to right: Julianne Moore as Margaret and Matt Damon as Gardner in SUBURBICON, from Paramount Pictures and Black Bear Pictures.

Suburbicon (id, Usa, 2017) di George Clooney con Matt Damon, Julianne Moore, Noah Jupe, Oscar Isaac, Gary Basaraba, Megan Ferguson, Michael D. Cohen

Sceneggiatura di Joel & Ethan Coen, George Clooney, Grant Heslov

Thriller, 1h 44′, 01 Distribution

Voto: 8½ su 10

Benvenuti a Suburbicon, un’amena, pacifica e idilliaca comunità periferica in cui tutto va per il verso giusto: le villette sono economiche, c’è un centro commerciale e il parroco si prende cura di tutti i suoi fedeli. È l’America del 1959, ma George Clooney vuol parlare dei nostri tempi, prende spunto da una storia accaduta a Levittown, un vero centro urbano solo per persone di razza caucasica, creato in Pennsylvania dopo la Seconda Guerra Mondiale, e la adatta a una vecchia sceneggiatura mai prodotta che i fratelli Coen scrissero dopo il successo di Blood Simple (1984). Una collaborazione felice, per una commedia a tinte foschissime che scava nel marcio del sogno americano e rilancia un confronto inevitabile con la direzione che gli Stati Uniti stanno prendendo sotto l’attuale presidenza Trump.

“Star Wars – Il risveglio della forza”, il mito ritorna grazie a J.J. Abrams

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Star Wars – Il risveglio della forza (Star Wars: Episode VII – The Force Awakens, Usa, 2015) di J.J. Abrams con Harrison Ford, Carrie Fisher, Daisy Ridley, Adam Driver, Oscar Isaac, John Boyega, Mark Hamill, Lupita Nyong’o, Andy Serkis, Domhnall Gleeson, Peter Mahiew, Max Von Sydow, Anthony Daniels, Kenny Baker

Sceneggiatura di J.J. Abrams, Michael Arndt, Lawrence Kasdan

Fantasy, 2h 16′, The Walt Disney Company Italia, in uscita il 16 dicembre 2016

Voto: 7½ su 10

Se c’è almeno un motivo indubbio per essere grati a J.J. Abrams per questo settimo capitolo della saga di Star Wars, è certamente quello di essere riuscito a cancellare il brutto ricordo dei tre prequel di ultima generazione firmati da George Lucas. Proprio lui, il regista del primo, insuperato e indimenticabile Guerre stellari datato 1977, vendendo il suo impero alla Disney, ha lasciato che a impugnare la spada laser dell’operazione di rinnovo fosse la mente di Lost, figlio dell’epoca d’oro del fantasy (già omaggiato nel nostalgico Super8) e abile soccoritore per saghe in crisi creativa (già salvate Star Trek e Mission: Impossible).

“Ex Machina”, esordio notevole per uno sci-fi cerebrale e claustrofobico

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Ex Machina (id, Usa, 2015) di Alex Garland con Oscar Isaac, Domhnall Gleeson, Alicia Vikander, Sonoya Mizuno

Sceneggiatura di Alex Garland

Fantascienza, 1h 48′, Universal Pictures International Italy, in uscita il 30 luglio 2015

Voto: 7 su 10

Tra gli esordi registici da annotare, di questa ormai terminata stagione cinematografica, rientra sicuramente quello di Alex Garland, classe 1970, scrittore e già sceneggiatore per Danny Boyle (The Beach, 28 giorni dopo e Sunshine) e Mark Romanek (il bellissimo Non lasciarmi). Ex Machina, da lui scritto e diretto, riporta il genere fantascientifico ai ranghi di un pensiero intimo e comune, sollevando questioni etiche e dilemmi mor(t)ali che potrebbero non esserci del tutto estranei di qui a qualche anno.

“I due volti di gennaio”, giallo old style, gradevole e senza sorprese

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I due volti di gennaio (The Two Faces of January, Usa/Francia/GB, 2013) di Hossein Amini, con Viggo Mortensen, Oscar Isaac, Kirsten Dunst, Daisy Bevan, David Warshofsky

Sceneggiatura di Hossein Amini, dal romanzo omonimo di Patricia Highsmith

Thriller, 1h 38′, Videa, in uscita il 9 ottobre 2014

Voto: 6 su 10

Cinema vecchio stampo, giallo turistico come anni fa lo fu l’affascinante Il talento di Mr. Ripley di Anthony Minghella, anch’esso tratto da un romanzo della specialista del genere Patricia Highsmith,  I due volti di gennaio segna l’esordio alla regia dello sceneggiatore Hossein Amini, già autore dell’apprezzato Drive di Nicolas Winding Refn. Una prima volta, però, che lascia più di qualche perplessità.

“A proposito di Davis”, i Coen per l’elegia di un epoca e del (grande) cinema

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A proposito di Davis (Inside Llewyn Davis, Usa, 2013) di Joel e Ethan Coen, con Oscar Isaac, Carey Mulligan, Justin Timberlake, John Goodman, Garrett Hedlund, F. Murray Abraham, Stark Sands, Adam Driver, Jerry Grayson, Robin Bartlett, Max Casella, Jake Ryan

Sceneggiatura di Joel e Ethan Coen, ispirato alla biografia del musicista Dave Van Ronk “Manhattan Folk Story” (ed. BUR Rizzoli)

Commedia, 1h 45′, Lucky Red, in uscita il 6 febbraio 2014

Voto: 9 su 10

Tu chiamale, se vuoi, emozioni. Quelle malinconiche, amorevoli emozioni che i Coen sanno così ben filtrare quando raccontano storie, epoche e personaggi a loro congeniali. Tornati malconci dal vecchio west dell’ultimo Il Grinta, i due fratelli di Minneapolis si sono rifatti con A proposito di Davis, già vincitore del Grand Prix della giuria allo scorso Festival di Cannes, e in corsa con due candidature agli Oscar per fotografia e sonoro (troppo raffinato e intimo per stregare più di tanto i membri dell’Academy).