Tag Archives: Off/Off Theatre

“Autobiografia erotica” di Domenico Starnone, uno spettacolo di Andrea De Rosa, la recensione

autobiografia-erotica-628x353

AUTOBIOGRAFIA EROTICA
di Domenico Starnone

con Vanessa Scalera e Pier Giorgio Bellocchio
regia Andrea De Rosa
produzione Cardellino srl
foto di Lorenzo Dogana

In Scena all’Off/Off Theatre di Roma fino al 27 maggio

Voto: 7 su 10

Domenico Starnone adatta per il teatro il suo romanzo del 2011 “Autobiografia erotica di Aristide Gambía”, affidandone la regia ad Andrea De Rosa e la caratterizzazione dei personaggi a Pier Giorgio Bellocchio e Vanessa Scalera. Se il libro dal quale questa pièce è tratta raccontava la vita erotica di un editore cinquattottenne, nel corso del dialogo con un’ex amante, alla quale raccontava le sue passate esperienze sessuali, la rappresentazione teatrale che ne nasce ha, invece, un fulcro fortissimo nella sua protagonista femminile, poiché il personaggio di Mariella è il centro fondante degli accadimenti e della narrazione che ne consegue.

“L’amore per le cose assenti”, uno spettacolo scritto e diretto da Luciano Melchionna, la recensione

lamore-per-le-cose-a_20180416164740

L’AMORE PER LE COSE ASSENTI
scritto e diretto da Luciano Melchionna

con Giandomenico Cupaiuolo e Valeria Panepinto
e con la partecipazione di H.E.R.
Scene Roberto Crea
Costumi Milla
Musiche Originali STAG
Assistente alla Regia Sara Esposito
Una produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro

In scena all’OFF/OFF Theatre dal 25 al 29 aprile

Voto: 7 su 10

Un lui qualunque, una lei qualunque, sul palco, a dirsi addio. È il giorno del compleanno della donna e il regalo che il marito vuole farle è quello di rompere, definitivamente, le catene che li legano l’uno all’altro. Subito iniziano ad urlare, entrambi, certi delle proprie convinzioni, feriti, arrabbiati, vinti dalla stanchezza e da un rapporto che, negli anni, è cambiato ed ha trasformato, apparentemente in peggio, la vita di due persone un tempo diverse, più fiduciose e illuse da un sentimento beffardo che pare aver ingannato questi futuri ex coniugi.

“Quattro cani per un osso” di John Patrick Shanley, uno spettacolo di John R. Pepper

Neva leoni e cristina Cirilli foto di Gabriele Lentini_rid

QUATTRO CANI PER UN OSSO
di John Patrick Shanley

traduzione Leonardo Sbragia / adattamento Enrico Vanzina
con Cristina Cirilli, Paolo Giangrasso, Neva Leoni, Pietro Montandon
Regia John R. Pepper
scene e costumi Mela Dell’Erba – disegno luci e suono Patrick Boggero
con il sostegno della ‘Missione Diplomatica degli Stati Uniti D’America in Italia’
fotografie Gabriele Lentini  – riprese video Alessandro D’Amico

In scena all’Off/Off Theatre di Roma dal 6 al 18 marzo 2018

Voto: 7 su 10

Spezza il cuore assistere a uno spettacolo teatrale quando la platea è vuota. È accaduto giovedì sera all’Off/Off Theatre, forse complice lo sciopero generale che ha catalizzato le ire della città, in barba alla solidarietà femminile per la festa della donna. Ed è questa l’unica attenuante che possiamo riservare al pubblico romano, colpevole di aver snobbato (speriamo solo per una sera) un’occasione a ben vedere rara per i nostri cartelloni teatrali. Sul palco, infatti, va in scena un testo di John Patrick Shanley, autore acclamatissimo della drammaturgia americana contemporanea, vincitore del Premio Pulitzer per Il dubbio, che ha poi personalmente tradotto per il grande schermo con le interpretazioni di Meryl Streep e Philip Seymour Hoffman, e artefice di una sceneggiatura da Oscar come quella della memorabile commedia di Norman Jewison Stregata dalla luna con Cher.

“DI-VI-NA – Per vocazione Star”, uno spettacolo scritto, diretto e interpretato da Riccardo Castagnari, la recensione

maxresdefault

Presentato da R.C. e Xenia

DI-VI-NA – Per vocazione Star
di e con Riccardo Castagnari

accompagnato da Andrea Calvani al pianoforte
Assistente Costumi Francesco De Marco
Luci Luca Capparucci
Assistente Regia Adriana Alben
Regia di Riccardo Castagnari

In scena all’Off/Off Theatre di Roma fino al 4 febbraio

Voto: 7½ su 10

Le parolacce bisogna saperle dire, non è cosa da tutti. Ce ne offre un variopinto florilegio Riccardo Castagnari, o meglio DI-VI-NA, la sua ultima creazione. Sono passati i tempi delle crasi romantiche tra principe e regina: in scena ora c’è una figura metà donna metà bestia, sorella minore di Marlene D. e drag queen ritardataria che si diverte a fare la sciantosa da tabarin e a sfoggiare sgargianti parrucche e mirabolanti costumi. Arriva con tutta l’intenzione di farsi notare, col suo baschetto e una vaporosa pelliccia di frange, dà la colpa ai mezzi pubblici per l’affanno e, rivolgendosi perentoriamente a una signora in prima fila, inizia un amabile sproloquio sulla propria accidentata esistenza fatta di ferite famigliari, amori ormai perduti, sesso prezzolato e arte scenica.

“Dagli abiti della Dietrich, entro in quelli di una sconosciuta drag queen”, incontro con Riccardo Castagnari

cas

Era il 2001 quando Riccardo Castagnari stregò tutti con la sua Marlene D.. Sono passati quasi 18 anni da quella memorabile interpretazione, che tanti consensi raccolse anche fuori dal territorio nazionale. Dai sontuosi abiti della Dietrich adesso Castagnari si allontana, speriamo, momentaneamente per evocare un’altra storia. Stiamo parlando di DI-VI-NA, per Vocazione Star, il nuovo spettacolo con cui il talentuoso attore e regista debutterà in prima nazionale nel neonato spazio OFF/OFF Theatre di Roma il 30 Gennaio, restando in scena fino al 4 febbraio. Lo abbiamo incontrato.

Ormai ci siamo quasi per questo nuovo debutto. Castagnari, lei sente
sempre la tensione di una prima nazionale, nonostante i successi
ottenuti anche all’estero?

Sì, naturalmente sì. Tensione e paura, affiancate. È sempre e comunque un salto nel vuoto quello che si fa. Quando da ragazzino frequentavo l’Accademia milanese del Filodrammatici, ebbi la fortuna di incontrare e conoscere Milly. Una delle domande che le rivolsi fu proprio questa: “Signora, dopo tanti anni di successo e di carriera lei ha ancora paura prima di entrare in scena?” Lei mi guardò da sotto in su, attraverso i suoi occhialetti da vista, e mi disse: “Sempre! Quando finisce la paura, lì comincia il tecnico e finisce l’artista!” Fu una frase che mi colpì molto e che si scolpì nella mia mente a caratteri di fuoco. Da allora mi accompagna sempre, ad ogni debutto, ma anche ad ogni replica. A Parigi ad esempio, quando con Andrea Calvani, il maestro che da sempre mi accompagna al pianoforte, eravamo in scena aspettando che si aprisse il sipario, sentivamo che il brusio in sala era differente… era francese(!). Da lì a poco il sipario si sarebbe aperto e Marlene (io) avrebbe parlato a quel pubblico d’oltralpe per oltre un’ora e mezza in una lingua non sua! Il terrore correva davvero sul filo, e Milly, per tutti quegli splendidi tre mesi parigini,è stata sempre con noi, presente con quella sua frase, regalata molti anni prima ad un ragazzino che sognava di fare l’attore.

“L’effetto che fa”, uno spettacolo scritto e diretto da Giovanni Franci, la recensione

riccardo-pieretti-l-effetto-che-fa

DIR International Film SRL presenta
L’EFFETTO CHE FA
scritto e diretto da Giovanni Franci
con Valerio Di Benedetto (Manuel Foffo), Riccardo Pieretti (Luca Varanie Fabio Vasco (Marco Prato)
voce off Alessia Innocenti
cantante Mike Lupone
ph/elaborazioni digitali Marco Aquilanti
assistente Fabio Del Frate

In scena fino all’8 novembre all’Off/Off Theatre di Roma

Voto: 7 su 10

Uno spettacolo che ha generato discussioni e destato scalpore già dal suo annuncio, qualche mese fa, nel cartellone del nenonato spazio teatrale dell’Off/Off Theatre, nel cuore di Via Giulia. Se ne capiscono bene le ragioni, ma non il pruriginoso accanimento che ha fatto strillare i più a un’operazione biecamente speculativa su uno dei più agghiaccianti casi criminali della recente cronaca italiana, quello dell’omicidio Varani, che ha sconvolto l’opinione pubblica (con strascichi di insopportabile ipocrisia a livello mediale) e squarciato una ferita indelebile nella comunità gay romana. Lontanissimo da facili intenti commerciali, Giovanni Franci ha invece scritto e diretto uno spettacolo di grande intensità emotiva, che trascina lo spettatore in un’angosciosa riflessione sul vuoto sociale e affettivo di questi nostri tristi tempi.