Tag Archives: Notorious Pictures

RomaFF12 – Selezione Ufficiale: “Hostiles”, un film di Scott Cooper, la recensione

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Hostiles (id, Usa, 2017) di Scott Cooper con Christian Bale, Rosamund Pike, Wes Studi, Ben Foster, Peter Mullan, Jesse Plemons, Stephen Lang, Timothée Chalamet, Adam Beach, Rory Cochrane, Paul Anderson, Q’Orianka Kilcher, Scott Wilson, Scott Shepherd, Bill Camp

Sceneggiatura di Scott Cooper, Donald Stewart

Western, 2h 09′, Notorious Pictures

Voto: 6½ su 10

Due sono le grandi colpe che gravano sulla storia della civiltà statunitense, una è l’oppressione schiavista del popolo afroamericano, l’altra è il genocidio dei nativi d’America. Ciclicamente, il cinema hollywoodiano è chiamato in causa per rivangare i vecchi traumi, favorire il processo di espiazione, mettere in moto la catarsi e sollevare angosciosi parallelismi con la realtà socio-politica attuale. Hostiles, diretto da Scott Cooper (Crazy Heart, Out of the fournace), rientra in questo meccanismo operativo tanto necessario quanto inevitabile: ancora una volta, è tramite l’epopea della frontiera che si tramanda la memoria degli scontri efferati tra indiani e coloni occidentali, sulla scia di capolavori del genere come I cavalieri del Nord Ovest e Sentieri selvaggi, fino ad arrivare alla svolta revisionista degli anni Settanta con Soldato blu e Piccolo grande uomo.

“2:22 – Il destino è già scritto”, un film di Paul Currie, la recensione

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2:22 – Il destino è già scritto (2:22, Australia/Usa, 2017) di Paul Currie con Michiel Huisman, Teresa Palmer, Sam Reid, Duncan Ragg, Remy Hii, Maeve Dermody, Simone Kessell, Kerry Armstrong

Sceneggiatura di Todd Stein, Nathan Parker

Fantasy, 1h 39’, Notorious Pictures, in uscita il 29 giugno 2017

Voto: 6 su 10

Il protagonista di 2:22 – Il destino è già scritto è il bellissimo attore olandese Michiel Huisman, lo stesso che due anni fa fece capitolare milioni di spettatrici che lo ammirarono nel melenso Adaline – L’eterna giovinezza e che continuano a bramarne le doti, nel ruolo di Daario Naharis, nella serie tv cult Il trono di spade. I territori di genere in cui il film si pone sono quelli della fiaba sentimentale con pesanti commistioni di thriller soprannaturale, una mescolanza sempre più in voga negli ultimi anni.

“Bleed – Più forte del destino”, un film di Ben Younger, la recensione

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Bleed – Più forte del destino (Bleed for this, Usa, 2016) di Ben Younger con Miles Teller, Aaron Eckhart, Katey Sagal, Ted Levine, Ciarán Hinds, Christine Evangelista

Sceneggiatura di Ben Younger

Biografico, 1h 56′, Notorious Pictures, in uscita l’8 marzo 2017

Voto: 6½ su 10

Ben Younger è un giovane regista e sceneggiatore (classe 1973) che ci piacerebbe vedere più spesso all’opera. Con soli tre film all’attivo è riuscito a chiarire una precisa cifra stilistica che forse non creerà proseliti ma che certamente può dirsi originale e interessante. Si pensi al suo ultimo Bleed – Più forte del destino, biopic sulla vita ai limiti dell’incredibile del pugile Vinny Pazienza: in quasi due ore di spettacolo ottimamente sceneggiato, ciò che colpisce in positivo è il tentativo di revitalizzare un genere francamente obsoleto e inamovibile dai suoi rigidi schemi come quello sportivo, specie se legato alla boxe.

“Shut In”, un film di Farren Blackburn, la recensione

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Shut In (id, Usa/Canada/Francia) di Farren Blackburn con Naomi Watts, Charlie Heaton, Oliver Platt, Jacob Tremblay, David Cubitt

Sceneggiatura di Christina Hodson

Thriller, 1h 31’, Notorious Pictures, in uscita il 7 dicembre 2016

Voto: 4 su 10

Produzione europea con attrice americana (anzi, australiana) per un deprimente thriller in formato horror, con bimbetti dagli occhi sbarrati, porte cigolanti e procioni tra la spazzatura di notte. È Shut In, che la sceneggiatrice Christina Hodson ha scritto dopo essere stata suggestionata dai rumori che, nottetempo, udiva nel monolocale newyorkese dove viveva. Peccato che non abbia avuto la lungimiranza di affidare i suoi pensieri creativi a una pagina di diario, sarebbe stato più utile a lei e soprattutto all’incauto spettatore che assisterà ai novanta minuti più triti del genere.

“Natale all’improvviso”, cine-pudding delle feste per essere più buoni

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Natale all’improvviso (Love the Coopers, Usa, 2015) di Jesse Nelson con Diane Keaton, John Goodman, Olivia Wilde, Alan Arkin, Marisa Tomei, Amanda Seyfried, Ed Helms, Jake Lacy, Anthony Mackie, June Squibb, Alex Borstein, Timothée Chalamet, Steve Martin

Sceneggiatura di Steven Rogers

Commedia, 1h 47′, Notorious Pictures, in uscita il 26 novembre 2015

Voto: 6 su 10

Non c’è Natale cinematografico che si rispetti senza la riunione di una grande famiglia americana sullo schermo quando fuori nevica. Puntuale come un orologio arriva per le festività Natale all’improvviso, titolo italiano anonimo dell’ancor più anonimo originale Love the Coopers, diretto dalla dispersa Jesse Nelson, inattiva dai tempi del pregevole Mi chiamo Sam (2001), e interpretato da una carovana di grandi attori in vacanza nei buoni sentimenti.

“In fondo al bosco”, interessante alternativa al cinema italiano medio

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In fondo al bosco (Italia, 2015) di Stefano Lodovichi con Filippo Nigro, Camilla Filippi, Giovanni Vettorazzo, Teo Achille Caprio, Stefano Pietro Detassis, Maria Vittoria Barrella, Alessandro Corabi

Sceneggiatura di Isabella Aguilar, Davide Orsini, Stefano Lodovichi

Thriller, 1h 28′, Notorious Pictures, in uscita il 19 novembre 2015

Voto: 7½ su 10

Stefano Lodovichi è un giovane e promettente regista italiano (l’esordio pochi anni fa con il web movie Aquadro) che, nel realizzare il suo secondo lungometraggio, In fondo al bosco, si è lasciato affascinare dalle atmosfere gotiche della festa dei Krampus, un rito molto diffuso nel nord-est della penisola, dove ogni 5 dicembre alcuni uomini travestiti con maschere terrificanti, girano per le strade del paese per prelevare i bambini “cattivi”.

“The Reach – Caccia all’uomo”, Douglas luciferino in un thriller abusato

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The Reach – Caccia all’uomo (Beyond the Reach, Usa, 2014) di Jean-Baptiste Léonetti con Michael Douglas, Jeremy Irvine, Hanna Mangan Lawrence

Sceneggiatura di Stephen Susco, dal romanzo “Deathwatch” di Robb White

Thriller, 1h 30′, Notorious Pictures, in uscita il 15 luglio 2015

Voto: 4½ su 10

In piena estate, afflitti dal caldo, tallonati dalle ultime scadenze lavorative, figuriamoci se qualcuno ha voglia di andare al cinema a stancarsi con qualche drammone impegnato. Ben vengano, quindi, thrillerini di totale ripiego, come l’atroce Il ragazzo della porta accanto (con J.Lo stalkerata dal un bamboccio) o questo The Reach del semi-esordiente Léonetti, che valgono quel che valgono ma almeno tengono compagnia nel refrigerio della sala climatizzata.

“Predestination”, Ethan Hawke in un viaggio temporale da emicrania

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Predestination (id, Australia, 2014) di Michael Spierig e Peter Spierig con Ethan Hawke, Sarah Snook, Noah Taylor, Madeleine West, Kristopher Kirby

Sceneggiatura di Michael Spierig e Peter Spierig, dal racconto “Tutti voi zombie” (o “Tutti i miei fantasmi”) di Robert A. Heinlein

Fantascienza, 1h 37′, Notorious Pictures, in uscita il 1° luglio 2015

Voto: 5 su 10

Andremo dritti al punto: Predestination è un thriller dalle pretese fantascientifiche che vi procurerà un gran mal di testa nel tentativo di comprendere una trama che, alla fine, risulterà essere una centrifuga continua, partendo dal prologo fino all’epilogo e dall’epilogo al prologo. All’infinito.

“Selma – La strada per la libertà”, grandi emozioni per la lotta di King

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Selma – La strada per la libertà (Selma, GB, 2014) di Ava DuVernay con David Oyelowo, Tom Wilkinson, Tim Roth, Cuba Gooding jr, Alessandro Nivola, Carmen Ejogo, Lorraine Toussaint, Ophra Winfrey, Giovanni Ribisi, Martin Sheen, Tessa Thompson, Dylan Baker, Jeremy Strong, Common

Sceneggiatura di Paul Webb

Biografico, 2h 07′, Notorious Pictures, in uscita il 12 febbraio 2015

Voto: 9 su 10

Dopo una gestazione lunga quasi otto anni, arriva nelle sale Selma – La strada per la libertà, la storia intensa ed edificante della lotta per i diritti civili del popolo afroamericano, guidata dal leader Martin Luther King. Il film racconta uno spazio temporale che va dal 1964, anno in cui King vinse il Premio Nobel per la Pace, fino all’agosto del 1965, quando il Presidente Johnson dopo un toccante discorso al Congresso, firma lo storico Voting Rights Act: la legge che concesse agli afroamericani il diritto di voto. Nell’arco di questi due anni una serie di eventi drammatici, come l’attentato in una chiesa dell’Alabama dove quattro ragazzine di colore persero la vita, accelerarono un processo che aveva avuto inizio dal celebre discorso “I have a dream”, tenuto a Washington qualche anno prima, con cui King aveva iniziato a dare voce a chi voce non aveva.

“Mune – Il guardiano della luna”, l’immagine vince sul racconto

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Mune – Il guardiano della luna (Mune, le gardien de la lune, Francia, 2015) di Alexandre Heboyan e Benoit Philippon

Sceneggiatura di Benoit Philippon

Animazione, 1h 35′, Notorious Pictures, in uscita il 5 febbraio 2015

Voto: 6 su 10

Arriva al cinema in anteprima mondiale Mune – Il guardiano della luna di Alexandre Heboyan e Benoit Philippon. Un intreccio narrativo senza troppe pretese, come se ne sono visti tanti nella storia del cinema d’animazione. Luna e sole sono trascinati lungo tutto il pianeta, nell’alternanza di notte e giorno, da due “templi” di proporzioni mastodontiche e fattezze animalesche. I guardiani del sole e della luna sono ormai anziani e lasciano il posto a Sohone, destinato da sempre a diventare il guardiano del sole, e a Mune, eletto per puro caso grazie ad un antico rito mitologico. Il giovane fauno – che si occupa insieme alla sue specie di illuminare la foresta di notte – non si sente però all’altezza della situazione, e in brevissimo tempo combina un guaio, facendosi scappare la luna. Questo permette al guardiano delle tenebre di rubare il sole. A Mune e Sohone non resta che allearsi per ristabilire l’equilibrio delle cose. Con loro in questa avventura c’è Glim vivace e radiosa creatura di cera, in pericolo sia al caldo che al freddo.