Tag Archives: Nicole Kidman

“Aquaman”, un film di James Wan, la recensione

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Aquaman (id, USA 2018) di James Wan con Jason Momoa, Amber Heard, Williem Dafoe, Patrick Wilson, Dolph Lundgren, Yahya Abdul-Mateen II, Nicole Kidman

Sceneggiatura di David Leslie Johnson-McGoldrick e Will Beall

Cinecomic/Fantasy 2h 23’, Distribuito da Warner Bros Pictures, in uscita il 1 gennaio 2019.

Voto: 5 su 10

Le origini del supereroe noto come Aquaman  si debbono all’immaginazione dello scrittore Mort Weisinger e dell’illustratore Paul Norris, che nel lontano novembre del 1941 scrissero, per le pagine della rivista antologica “More fun comics”, la prima avventura di Arthur Curry, essere fornito di forza sovraumana, capace di respirare in acqua e di comunicare telepaticamente con le creature marine.

#arenaestiva: “Il sacrificio del cervo sacro”, un film di Yorgos Lanthimos, la recensione

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Il sacrificio del cervo sacro (The Killing of a Sacred Deer, Irlanda/Usa/GB, 2017) di Yorgos Lanthimos con Colin Farrell, Nicole Kidman, Barry Keoghan, Raffey Cassidy, Sunny Suljic, Bill Camp, Alicia Silverstone

Sceneggiatura di Yorgos Lanthimos, Efthymis Filippou

Drammatico, 2h 01′, Lucky Red, in uscita il 28 giugno 2018

Voto: 6 su 10

La provocazione è un’arma a doppio taglio che non sempre riesce a imporsi in tutta la sua auspicabile dirompenza al cinema; spesso, il rischio è la banalizzazione e il ridicolo involontario. Tra i molti registi contemporanei, soprattutto europei, che tentano nuovi approcci alla narrazione c’è il greco Yorgos Lanthimos che, dopo gli interessanti esordi in patria con Dogtooth e Alps, nel 2015 si era fatto notare a livello internazionale con il curioso e involuto The Lobster, una stimolante riflessione sulla solitudine umana, sui toni del grottesco distopico, che quasi costringeva a una sospensione del giudizio data la sproporzione evidente tra le potenzialità dell’assunto di base e le conclusioni vaghe e confuse. Il sacrificio del cervo sacro, sua ultima opera prima dell’atteso The Favourite (in gara a Venenzia75), segna un passo indietro rispetto alle ambizioni provocatorie del film precedente, non solo per l’assenza di quella stessa originalità, ma soprattutto perché il peso della provocazione è sterile e risaputo.

“L’inganno”, un film di Sofia Coppola, la recensione

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L’inganno (The Beguiled, Usa, 2017) di Sofia Coppola con Nicole Kidman, Colin Farrell, Kirsten Dunst, Elle Fanning, Oona Laurence, Angourie Rice, Addison Riecke, Emma Howard

Sceneggiatura di Sofia Coppola, dal romanzo “A Painted Devil” di Thomas Cullinan

Drammatico, 1h 31’, Universal Pictures International Italy, in uscita il 21 settembre 2017

Voto: 6 su 10

Buona regola sarebbe non fare confronti tra rifacimento e originale, ogni opera dovrebbe avere il diritto di poter vivere di vita propria e di potersi esprimere secondo le intenzioni e la sensibilità del suo autore, al di là del pregresso che lo stesso soggetto può aver avuto. Spesso però i paragoni si fanno inevitabili, soprattutto se l’archetipo è considerato un capolavoro a tutti gli effetti. L’inganno di Sofia Coppola, più che il remake del meraviglioso La notte brava del soldato Jonathan diretto da Don Siegel nel 1971, è la rilettura in chiave femminile del romanzo “A Painted Devil” di Thomas Cullinan, da cui entrambi i film sono tratti.

RomaFF11 – Selezione Ufficiale: “Lion – La strada verso casa”, un film di Garth Davis

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Lion – La strada verso casa (Lion, Australia/GB/Usa, 2016) di Garth Davis con Dev Patel, Nicole Kidman, Rooney Mara, David Wenham, Sunny Pawar, Divian Ladwa

Sceneggiatura di Luke Davies, dal romanzo “La lunga strada per tornare a casa” di Saroo Brierley e Larry Buttrose (ed. Fabbri)

Drammatico, 2h 09′, Eagle Pictures, in uscita il 22 dicembre 2016

Voto: 8 su 10

Parlare di un film notevole come Lion, paradossalmente, non è impresa semplice. Quando un racconto ha la capacità di mantenere salda e viva l’attenzione per circa due ore, si corre il rischio di non riuscire a riportare esattamente il turbine di emozioni da cui si viene travolti e, temendo di tralasciare qualcosa, di non rendergli il giusto merito. Questo ne è un esempio. Un eccellente banco di prova, quindi, per il regista Garth Davis, proveniente dal mondo della pubblicità, che per il suo primo lungometraggio ha scelto di narrare l’appassionante storia vera di Saroo Brierley, autore dell’autobiografia La lunga strada per tornare a casa.

RomaFF11 – Selezione Ufficiale: “Genius”, un film di Michael Grandage

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Genius (id, Usa, 2016) di Michael Grandage con Jude Law, Colin Firth, Nicole Kidman, Laura Linney, Guy Pearce, Dominic West, Vanessa Kirby

Sceneggiatura di John Logan

Biografico, 1h 44’, Eagle Pictures, in uscita il 10 novembre 2016

Voto: 7 su 10

Cosa porta uno dei più stimati registi teatrali inglesi a dirigere la sua prima opera per il cinema? Nel caso di Michael Grandage è stata la storia di Thomas Wolfe, autore cult della letteratura americana di metà anni Venti e anticipatore della Beat Generation, e dell’amicizia profondissima che lo ha legato al suo editore Max Perkins, della casa editrice Scribner’s Sons. È Genius, un biopic fortunatamente non agiografico e dall’imperdibile atmosfera d’epoca, che lo sceneggiatore John Logan (Il gladiatore, The Aviator) ha liberamente tratto dalla biografia Max Perkins: Editor of a Genius di Andrew Scott Berg.

“La famiglia Fang”, genitori e figli senza identità nel film di Bateman

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La famiglia Fang (The Family Fang, Usa, 2016) di Jason Bateman con Nicole Kidman, Jason Bateman, Christopher Walken, Maryann Plunkett, Jason Butler Harner, Kathryn Hahn, Harris Yulin

Sceneggiatura di David Lindsay-Abaire, romanzo omonimo di Kevin Wilson (ed. Fazi)

Drammatico, 1h 47’, Adler Entertainment, in uscita il 1 settembre 2016

Voto: 6 su 10

La presenza di Jason Bateman, anche regista alla sua seconda opera, non inganni: La famiglia Fang non è una delle tante, innocue commediole americane in cui l’attore ha presenziato negli ultimi anni. È piuttosto una grottesca e dolente indagine sulla manipolazione che certi genitori attuano sui propri figli, creando degli adulti fragili e smarriti. Se poi i genitori sono degli artisti d’avanguardia c’è ben poco da stare allegri.

“Il segreto dei suoi occhi”, un remake inutile con tre star a disagio

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Il segreto dei suoi occhi (Secret in their Eyes, Usa, 2015) di Billy Ray con Chiwetel Ejiofor, Julia Roberts, Nicole Kidman, Joe Cole, Alfred Molina, Dean Norris, Michael Kelly, Lyndon Smith, Zoe Graham

Sceneggiatura di Billy Ray, dal romanzo “Il segreto dei suoi occhi” di Eduardo Sacheri (ed. BUR)

Thriller, 1h 48′, Good Films, in uscita il 12 novembre 2015

Voto: 4½ su 10

I remake americani dei film non americani, si sa, partono sempre col piede sbagliato, perché c’è dell’evidente arroganza nell’agguantare avidamente successi esteri per riproporli in una confezione patinata con la sola voglia di battere cassa. Troppi ne abbiamo già visti finire direttamente nell’oblio e molti, purtroppo, ancora verranno. Nel caso de Il segreto dei suoi occhi, scritto e diretto da Billy Ray, permaneva il beneficio del dubbio, giacché il regista dell’originale argentino del 2010 Juan José Campanella, già premiato con l’Oscar come miglior film straniero, aveva appoggiato l’operazione con entusiasmo, figurando anche come produttore esecutivo. Eppure, neanche per un solo secondo dei soporiferi 108 minuti di visione si ha mai l’impressione di poter giustificare un rifacimento senza alcuna ragione d’essere.

“Le due vie del destino”, melò accademico sugli orrori della guerra

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Le due vie del destino (The Railway Man, GB/ Australia, 2013) di Jonathan Teplitzky con Colin Firth, Nicole Kidman, Jeremy Irvine, Stellan Skarsgård, Sam Reid, Hiroyuki Sanada

Sceneggiatura di Frank Cottrell Boyce, Andy Paterson dal romanzo autobiografico omonimo di Eric Lomax (ed. Vallardi)

Drammatico, 1h 56′, Koch Media, in uscita l’11 settembre 2014

Voto: 5 su 10

Ci sono film che, sebbene partano da importanti premesse spettacolari, si arenano poi in una distratta e sonnolenta fruizione casalinga. Le due vie del destino del regista australiano Jonathan Teplitzky è uno di questi. Il compromesso, in questo caso, è la trasposizione dell’autobiografia di Eric Lomax, reduce di guerra e prigioniero dei giapponesi a Singapore durante lo scontro con le truppe inglesi nel 1942, nonché tra la manovalanza alla costruzione della celeberrima linea ferroviaria che avrebbe dovuto unire la Thailandia con la Birmania. 

Straight to Video: “The Paperboy” di Lee Daniels, Sud, sesso e paludi

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The Paperboy (id, Usa, 2012) di Lee Daniels, con Matthew McConaughey, Zac Efron, Nicole Kidman, John Cusack, Macy Grey, Scott Glenn, David Oyelowo, Ned Bellamy, Nealla Gordon

Sceneggiatura di Lee Daniels e Peter Dexter, dal romanzo omonimo di Peter Dexter

Drammatico, 1h 47′, 01 Distribution, in dvd da giugno 2014

Voto: 6 su 10

Ineguagliato oggetto di linciaggio a Cannes 2012, dove venne presentato in concorso, The Paperboy di Lee Daniels è il classico film-scandalo di cui è molto più facile (e conveniente) parlar male che bene. I detrattori hanno le loro buone ragioni: storiaccia morbosa per feticisti della nera più marcia, con uno stuolo di star dedite a maltrattare il loro status divistico con personaggi tra il borderline e il trash sfrenato. E non è tutto, i momenti scult si sprecano, con la Kidman mattatrice assoluta mentre mima una fellatio a gambe larghe e bocca spalancata, o quando orina su Efron per rimediare alle bruciature delle meduse. Spazzatura, si direbbe, tanto che anche il distributore italiano (Andrea Leone per Rai Cinema) dopo averlo ghiottamente acquistato, si è ben guardato dal farlo uscire in sala.

“Grace di Monaco”, un candy movie per le principesse del domani

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Grace di Monaco (Grace of Monaco, Francia, 2014) di Olivier Dahan con Nicole Kidman, Tim Roth, Frank Langella, Paz Vega, Milo Ventimiglia, Parker Posey, Geraldine Somerbille, Nicholas Farrell, Robert Lindsay, Derek Jacobi

Sceneggiatura di Arash Amel

Biografico, 1h 43′, Lucky Red, in uscita il 15 maggio 2014

Voto: 5 su 10

Bisogna ammetterlo, nessuno nutriva grandi speranze nei confronti del film di Olivier Dahan, portato a termine in un vespaio di polemiche e scelto per inaugurare la 67a edizione del Festival di Cannes. La famiglia Grimaldi se n’è dissociata immediatamente e i capitali americani del potentissimo Harvey Weinstein non sono mai arrivati (anche se distribuirà comunque il film negli States, forse per non fare un torto alla povera Kidman).