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Venezia75 – Concorso: “The Ballad of Buster Scruggs”, un film di Joel e Ethan Coen, la recensione

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The Ballad of Buster Scruggs (id, Usa, 2018) di Joel e Ethan Coen con Tim Blake Nelson, James Franco, Liam Neeson, Tom Waits, Bill Heck, Zoe Kazan, Tyne Daly, Brendan Gleeson, Saul Rubinek, Clancy Brown, Harry Melling

Sceneggiatura di Joel e Ethan Coen

Western, 2h 12′, Netflix

Voto: 7 su 10

Un cowboy dalla pistola lesta e l’ugola d’oro, un rapinatore di banche, un anziano cercatore d’oro, un girovago e il suo fenomeno da baraccone, una zitella in viaggio verso l’Oregon e due cacciatori di taglie in una diligenza: sono i sei segmenti che compongono The Ballad of Buster Scruggs di Joel e Ethan Coen, un’originale produzione Netflix pensata per essere una serie televisiva e poi condensata in un lungometraggio che fa a pezzi l’idea stereotipata del mito della frontiera. Non nuovi alla rivisitazione di luoghi e atmosfere del western, i due grandi autori di Fargo e A proposito di Davis ritornano a misurarsi con un genere fortemente connotato, riuscendo comunque a elaborarne una visione decisamente personale e lontanissima dagli stilemi più tradizionali.

Venezia75 – Concorso: “ROMA”, un film di Alfonso Cuarón, la recensione

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ROMA (id, Messico, 2018) di Alfonso Cuarón con Yalitza Aparicio, Marina de Tavira, Nancy Garcia, Jorge Antonio, Veronica Garcia, Marco Graf, Daniela Demesa, Carlos Peralta, Diego Cortina Autrey

Sceneggiatura di Alfonso Cuarón

Drammatico, 2h 15′, Netflix

Voto: 8 su 10

Era dal 2001, anno del piccolo cult Y tu mamá también, che Alfonso Cuarón non tornava a dirigere un film nella sua terra. L’occasione è per ROMA, un racconto di memorie autobiografiche virato in bianco e nero, con cui il regista di Gravity omaggia le donne della sua infanzia all’interno di un’esplorazione della gerarchia sociale del Messico, paese in cui classe ed etnia sono stati sempre intrecciati in modo perverso. È proprio quest’ultimo aspetto il tratto distintivo di un’opera dal grande rigore formale, che affronta la simbiosi inestricabile tra mondi che, pur nell’evidente distanza, finiscono per sovrapporsi in maniera emblematica.

Venezia75 – Concorso: “22 July”, un film di Paul Greengrass, la recensione

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22 July (id, Norvegia/Islanda/GB/Usa, 2018) di Paul Greengrass con Anders Danielsen Lie, Jonas Strand Gravli, Jon Øigarden, Isak Bakli Aglen, Seda Witt, Maria Bock, Thorbjørn Harr

Sceneggiatura di Paul Greengrass, dal romanzo “One of Us” di Åsne Seierstad

Drammatico, 2h 23′, Netflix

Voto: 6 su 10

Il 22 luglio del 2011, a Oslo, un furgone veniva fatto esplodere in pieno centro, davanti al palazzo che ospita il primo ministro norvegese, provocando 8 morti e 209 feriti. Neppure due ore dopo, mentre forze dell’ordine e intelligence cercavano di capire cosa fosse accaduto e le informazioni si rincorrevano, sull’isolotto di Utoya, a circa 40 chilometri dalla capitale sotto attacco, un uomo con la divisa da poliziotto sparava su un gruppo di giovani partecipanti a un campo estivo organizzato dal partito laburista, mietendo 69 vittime tra i 14 e i 20 anni e 110 feriti. Il killer era un estremista di ultradestra, Anders Behring Breivik, autore della strage più cruenta mai avvenuta in Norvegia dai tempi della seconda guerra mondiale.

Venezia75 – Orizzonti: “Sulla mia pelle”, un film di Alessio Cremonini, la recensione

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Sulla mia pelle (id, Italia, 2018) di Alessio Cremonini con Alessandro Borghi, Jasmine Trinca, Max Tortora, Milvia Marigliano, Tiziano Floreani

Sceneggiatura di Alessio Cremonini e Lisa Nur Sultan

Drammatico, 1h 40′, Netflix e Lucky Red, in contemporanea dal 12 settembre al cinema e sulla piattaforma digitale

Voto: 7 su 10

Prima ancora della sua presentazione in apertura della sezione Orizzonti di Venezia75, Sulla mia pelle, opera seconda di Alessio Cremonini sulla tristemente nota vicenda di Stefano Cucchi, poteva già fregiarsi del titolo di film più discusso, non per il tema trattato ma per la modalità di distribuzione incrociata tra sala e video streaming. Il produttore Andrea Occhipinti, che insieme a Netflix ha creduto subito nella sceneggiatura dello stesso Cremonini e di Lisa Nur Sultan, ha confermato la strategia nella speranza che la storia possa raggiungere il più vasto pubblico possibile, anche internazionale.

Venezia74 – Fuori Concorso: “Our Souls at Night”, un film di Ritesh Batra, la recensione

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Our Souls at Night (id, Usa, 2017) di Ritesh Batra con Jane Fonda, Robert Redford, Bruce Dern, Judy Greer, Matthias Schoenaerts, Iain Armitage

Sceneggiatura di Michael H. Weber, Scott Neustadter, Kent Haruf dal romanzo omonimo di Kent Haruf (NN Editore)

Commedia, 1h 41′, Netflix

Voto: 8 su 10

Non importa ciò che si dirà di Our Souls at Night (Le nostre anime di notte), il film prodotto da Netflix (disponibile sulla piattaforma streaming dal 29 settembre) e tratto dal best seller omonimo di Kent Haruf: che è la solita commedia senile sul “non è mai troppo tardi”, che è programmatico, convenzionale, ruffiano. Per questa volta, è doveroso non concentrarsi sulle pecche per mettere in evidenza tutta la capacità comunicativa, i sottotesti, i gesti, la classe immensa e l’affiatamento unico che c’è nella recitazione di due mostri sacri del cinema statunitense, Jane Fonda e Robert Redford, per la quarta volta insieme a più di cinquant’anni da La caccia (1966) di Arthur Penn.