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#arenaestiva: “Chiudi gli occhi – All I See Is You”, un film di Marc Forster, la recensione

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Chiudi gli occhi – All I See Is You (All I See Is You, Usa, 2016) di Marc Forster con Blake Lively, Jason Clarke, Danny Huston, Wes Chatham, Kaitlin Orem, Miquel Fernandez, Yvonne Strahovski

Sceneggiatura di Marc Forster e Sean Conway

Drammatico, 1h 49′, Eagle Pictures, in uscita l’11 luglio 2018

Voto: 4 su 10

L’estate è la stagione cinematografica prediletta per mettere in circolazione i proverbiali fondi di magazzino. Chiudi gli occhi – All I See Is You arriva in sala con oltre due anni di ritardo dalla sua tribolata presentazione al Festival di Toronto, nonostante un regista di un certo richiamo come Marc Forster (Neverland, World War Z) e una protagonista femminile come Blake Lively, che ancora aspetta la propria consacrazione nel cinema che conta. Le ragioni di tale triste rinvio estivo sono, purtroppo, ben evidenti in una narrazione asfissiata sotto più fronti, primo fra tutti l’esigenza di dover inserire il film all’interno di un canone di genere, il thriller, che in realtà ha poco o nulla a che spartire con l’assetto da melodramma psicologico che Forster porta avanti, dando libero sfogo ai più deleteri vezzi estetici che già avevano decretato il fallimento del suo ambizioso Stay – Nel labirinto della mente.

“Wonder Woman”, un film di Patty Jenkins, la recensione

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Wonder Woman (id, Usa, 2017) di Patty Jenkins con Gal Gadot, Chris Pine, Connie Nielsen, Robin Wright, Danny Huston, David Thewlis, Saïd Taghmaoui, Ewen Bremner, Eugene Brave Rock, Lucy Davis, Elena Anaya

Sceneggiatura di Allan Heinberg, basato sul personaggio DC Wonder Woman creato da William Moulton Marston

Avventura, 2h 01’, Warner Bros. Pictures, in uscita il 1 giugno 2017

Voto: 5½ su 10

Erano in molti ad attendere l’uscita in sala di quest’ultimo cinecomic targato DC: il primo interamente dedicato ad un’eroina femminile e il primo, in aggiunta, ad essere diretto da una donna. Chi segue il genere – fortunato al botteghino ma vituperato dai critici (tutti i film prodotti dopo “Il cavaliere oscuro” di Christopher Nolan hanno costantemente deluso le aspettative) – ben conosce il marchio di fabbrica che i blockbuster tratti dai comic books di questa casa editrice portano con sé: supereroi dagli animi oscuri, dark come i film dei quali sono protagonisti, che combattono, in grandeur hollywoodiana, per risolvere dilemmi di natura etico-esistenziale.

“Big Eyes”, biopic scialbo, mancano gli occhi di Tim Burton

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Big Eyes (id, Usa, 2014) di Tim Burton con Amy Adams, Christoph Waltz, Danny Huston, Krysten Ritter, Terence Stamp, Jason Schwartzman, Jon Polito

Sceneggiatura di Scott Alexander e Larry Karaszewski

Biografico, 1h 44′, Lucky Red, in uscita il 1° gennaio 2015

Voto: 5 su 10

Ebbene sì, dietro questo bio-picture così lineare e finemente didascalico si cela il nome di Tim Burton, glorioso regista dalla filmografia gravida di racconti fuori dal comune, ironici ed emotivamente travolgenti, dalle atmosfere lugubri e kitsch, dove ha sempre dominato uno stile unico e perfettamente riconoscibile. La mano dell’autore si scorge appena in Big Eyes, primo film “realistico” della sua carriera (eccezione a metà solo per l’altro biopic da lui girato, Ed Wood), imperniato su una frode artistica tanto incredibile quanto vera, quella di Walter Keane (Waltz) ai danni della moglie Margaret Keane (Adams).

“Hitchcock”, un mistery di coppia nel dietro le quinte di “Psycho”

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Hitchcock (id, Usa, 2012) di Sacha Gervasi con Anthony Hopkins, Helen Mirren, Scarlett Johansson, Jessica Biel, James D’Arcy, Danny Huston, Toni Collette, Ralph Macchio, Michael Wincott, Kurtwood Smith

Sceneggiatura di John J. McLaughlin, dal libro “Alfred Hitchcock and the Making of Psycho” di Stephen Rebello

Commedia, 1h 38’, 20th Century Fox Italia, in uscita il 4 aprile 2013

Voto D’Errico: 6½ su 10

Voto Ozza: 7 su 10

Cosa fa di un soggetto da strapazzo un assoluto capolavoro? Difficile a dirsi, a meno che ad architettare il tutto non fosse una delle menti più geniali e imprescindibili della storia del cinema. In tal caso, Alfred Hitchcock riuscì a rendere un servigio unico al mondo dell’arte, e non solo con il suo film più popolare, Psycho, pietra miliare del terrore cinematografico di ogni tempo.